«SULLA GIUSTIZIA COME IN DITTATURA»

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La Camera penale distrettuale di Basilicata ha aderito all’astensione delle udienze, proclamata dall’Unione delle camere penali ialiane (Ucpi) per il 17 e 18 dicembre. Il presidente Sergio Lapenna condivide la protesta «contro l’inopinato intervento sull’istituto della prescrizione dei reati». «Nonostante – ha spiegato Lapenna al Roma – l’intera comunità dei giuristi italiani, comprendente la più estesa e qualificata comunità di docenti di diritto penale, di procedura penale e di diritto costituzionale, si sia pronunciata a sfavore, il ministro Bonafede tira dritto in Parlamento prevedendo l’approvazione della sciagurata normativa del disegno di legge cosìddetto Spazzacorrotti entro il 22 dicembre prossimo». «La minacciata – ha evidenziato il presidente della Camera penale di Basilicata, Sergio Lapenna – approvazione della norma sull’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, la probabile approvazione di misure repressive per quanto attiene la libertà dei cittadini, senza prestare ascolto alcuno al coro unanime di allarme e di riprovazione della comunità dei giuristi italiani testimonia l’inadeguatezza con cui l’attuale maggioranza di governo affronta i problemi della Giustizia penale». «L’attuale politica governativa in materia di Giustizia – ha tuonato Lapenna al Roma – si basa su tre elementi tipici di uno Stato Autoritario». «In primis – ha messo in risalto Lapenna – sottoporre un cittadino ad essere imputato per tutta la vita con un fine processo mai. In secondo luogo l’innalzamento delle pene per una serie di reati più che contrastare i fenomeni della corruzione e dell’immigrazione rispondono ad un’esigenza propagandistica che ha come unico fine il consenso elettorale. Infine non distinguere il tipo di condanna emessa nei confronti dei cittadini comporta che ogni attività illecita venga valutata come mafia». «La Camera penale di Basilicata – ha concluso il presidente Sergio Lapenna – lotterà contro la riforma così come delineata dal ministro Bonafede con iniziative anche clamorose. In particolare nelle giornate dello sciopero dei penalisti, il 17 e 18 dicembre prossimo, inviterà a un pubblico dibattito tutti i parlamentari lucani per discutere di giustizia. Sarà il modo per comprendere chi sta dalla parte della libertà e chi da quella della dittatura».

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Ferdinando Moliterni

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