CAPPIELLO: «IO PRESIDENTE» E INFANGA GLI ALTRI

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Il centrodestra non vuole vincere, o per lo meno sta facendo di tutto per agevolare il centrosinistra. Un centrodestra coeso e forte, visto anche l’aiuto della Magistratura e il vento in poppa a livello nazionale, questa volta poteva davvero spazzare via il Partito Regione. E invece no. Ciò per colpa degli evidenti limiti politici dei protagonisti. Uno su tutti il segretario regionale della Lega Cappiello che non perde occasione per lanciare inopportune invettive agli alleati. Che se fossero politiche potrebbe anche starci. Ma quando si va sul personale, vuol dire che non si hanno davvero argomenti. Tanto più se il segretario Cappiello arriva a dire che tutti i candidati presidente proposti non vanno bene perché hanno un passato. E che l’unico “duro e puro” che può ambire allo scranno più alto di viale Verrastro è lui. Anche perché direbbe qualcuno: da che pulpito viene la predica? Lui che ha fatto parte del centrosinistra e che si è già candidato (senza successo) insieme al Pd e Rifondazione Comunista alla Provincia di Matera. Lui che fa coppia fissa con tale Tito Di Maggio. L’ex senatore sconfitto sonoramente da Pittella alle scorse regionali. E che detiene il negativo record di cambio di casacche nella scorsa legislatura a Palazzo Madama e che ha nelle sue corde un passato da montiano di ferro. Senza dimenticare Mario Guarente. Che il segretario regionale della Lega vorrebbe sindaco di Potenza per chiudere il cerchio in perfetto stile manuale Cencelli, altro che nuovo che avanza: Pepe al Senato, Cappiello alla presidenza della Regione, Fanelli in Consiglio regionale e Guarente sindaco di Potenza. Insomma con gli alleati che dovrebbero stare a guardare come la Lega occupa militarmente le poltrone. E poi a Cappiello qualcuno dovrebbe ricordare che anche i suoi nuovi “compagni di viaggio”, quelli con cui vuole dividersi organigrammi e postazioni, hanno anche loro “un passato”. Forse al segretario sfugge che Guarente, fino a qualche tempo fa era dipendente del gruppo regionale dell’Udc, con un contratto fiduciale a chiamata fattogli dalla segreteria di Franco Mollica. Insomma quelli che vengono volgarmente chiamati i contratti dei “portaborse”. Su Fanelli sorvoliamo. Perché le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, in quanto ex forzista, genero dell’ex senatore Di Gilio e figlio di un ex maggiorente in area centrosinistra. Temi che ovviamente riportiamo non in quanto accezione negativa. Ma solo come dato oggettivo. Per dire a Cappiello che come lui è stato nel centrosinistra e può essere segretario regionale della Lega, ambendo addirittura alla carica di Governatore, alla stessa stregua devono essere accette tutte quelle esperienze che possono far crescere il centrodestra. Non possono esserci due pesi e due misure a seconda delle convenienze personali dei singoli. Questo perchè, per dirla alla Salvini: prima la Basilicata.

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