VOTO A MAGGIO: ORMAI È CERTEZZA

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In questa sorta di limbo istituzionale determinato dal rinvio delle regionali a maggio prossimo, domani si riunirà il Consiglio regionale. All’ordine del giorno l’esame del disegno di legge sulla “Terza variazione di bilancio di previsione pluriennale 2018/2020” della Regione.

Per quanto riguarda lo slittamento del ritorno alle urne ormai vige tra i politici lucani il clima di più marcata rassegnazione.

Nonostante le polemiche ancora vive per il decreto Franconi è dato quasi per certo il voto primaverile.

Il consigliere regionale Nicola Bene- detto aveva già presentato nell’im- mediato il ricorso al Tar, chiedendo contestualmente il rito urgente.

Pare però che l’orientamento dei giudici amministrativi sia in merito a questo aspetto per il diniego.

Per cui il ricorso dovrebbe essere trattato nella prima seduta utile che è quella del 19 dicembre prossimo. Ancora oltre, se depositeranno oggi anche i cinquestelle il loro ricorso, si andrà per la causa pentastellata. In questo caso la prima udienza utile risulterebbe quella del 20 gennaio. Che coincidenza delle coincidenza sarebbe dovuto essere proprio il giorno in cui i lucani all’interno delle cabine elettorali avrebbero dovuto tracciare la ics sul candidato governatore da eleggere. Sennonché il freddo invernale prima, l’inaugurazione di Mate- ra2019 hanno fatto propendere per l’election day con le europee.

Tutto ciò, almeno per il Pd lucano, aspettando il governatore sospeso Marcello Pittella fresco di delusione per la recente ordinanza della Cassazione che non ha influito sul divieto di dimora a Potenza.

Gli italiani sono diventati un popolo di votanti. Per cui a maggio non ci saranno solo le europee e le regionali, ma anche le amministrative comunali compreso il capoluogo di regione lucano.

Triplo voto carpiato che alletta non soltanto il Pd. A sostenere la conve- nienza della tornata unica anche gli ambienti romani e lucani della Lega. Non a caso Salvini sulle regionali lu- cane si è auto seppellito con la burocrazia ministeriale. Prima dell’indizione del voto a maggio prossimo la lettera che aveva inviato alla Franconi era pregna del suo stile western nostrano.

Salvo poi non muovere un dito.

La Lega sarebbe giunta alla conclu- sione di lasciare tutto così come è perchè punta sulla tripletta.

Che le europee portino con sé l’effetto trascinamento anche per le regio- nali è un dato piuttosto oggettivo. I “verdi” poi a catena vorrebbero che le conseguenze si ripercuotessero anche sulle comunali.

Per questo, percependo di avere il vento in poppa, vogliono in un colpo solo fare l’en plein di europarlamen- tari, prendersi la Basilicata, anche se a favore degli alleati stando l’accordo Berlusconi, Salvini, Meloni, e soprattutto il capoluogo di regione: Potenza.

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