AVIS DI POTENZA, INCUBO SFRATTO

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Mancherebbero i fondi per evitare lo sfratto della sede Avis di Potenza. Lo si evince dalla relazione, inviata al presidente del consiglio lo scorso 22 novembre, ma soprattutto dal report, inviato lo scorso 13 novembre, al dirigente generale della Regione, Vito Marsico, e alla vicepresidente Flavia Franconi. Una situazione quasi drammatica. A confermarlo gli stessi dirigenti dell’Avis di Potenza che in una conferenza stampa hanno accusato le istituzioni di non voler salvare la sede comunale dell’Avis. Se per il 30 novembre non si troverà la posta nel bilancio regionale la sede comunale di Potenza non potrà salvarsi. È si perché se quei 240 mila euro da tempo promessi dal prescindete Pittella non si troveranno non sarà possibile evitare lo sfratto che a febbraio sarà esecutivo e non più prorogabile come è successo da maggio 2017. La mozione approvata lo scorso 10 ottobre come tutti gli impegni assunti in precedenza dal presiden- te Marcello Pitella hanno lasciato il tempo che hanno trovato. 

E così con lo sfratto ormai certo ora i soci volontari saranno costretti a restituire alla banca quel fido di 40.000 euro che è stato utilizzato a settembre per far sì che l’Ater, come da legge, ottenesse un rinvio della sfratto. Somma che se non verrà resti- tuita comporterà il blocco del conto e l’impossibilità a pagare gli stipendi. Ma non solo. Sanare la posizione debitoria dell’Avis di Potenza è urgente e inderogabile. Basti solo pensare a tutte le sacche di sangue che verrebbero meno, considerato che la sola sede di Potenza copre circa il 55% di fabbisogno giornaliero del San Carlo. Insomma salvare la sede dei volontari donatori non va fatto solo per onorare quell accordo tra Regione e Avis, dove il fitto della sede spettava all’ente, ma per evitare una vera e propria emergenza sanitaria. 

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Maria Fedota

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