A MELFI IL RIMPASTO DELLA DISCORDIA

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Passano i giorni e ci si avvicina sempre più al 31 dicembre che segnerà, oltre alla fine del 2018, anche la data di metà mandato del Valvano bis. Si tratta della data indicata proprio dal sindaco di Melfi, subito dopo il suo secondo successo elettorale consecutivo, che annunciò la composizione di una giunta tecnica per traghettare la città verso la celebrazione del Millenario. Già all’epoca, tuttavia, si intuiva che Valvano stava incontrando difficoltà per trovare gli equilibri tra tutti gli alleati che in maniera determinante gli avevano concesso di battere Ernesto Navazio al ballottaggio. Se poi si considera il misero fallimento delle celebrazioni per il Millenario, un evento costato centinaia di migliaia di euro ma assolutamente rimasto estraneo alle città, si può comprendere ancor di più la voglia di cambiamento che esponenti politici locali manifestano quotidianamente. Ecco che il Partito Democratico spinge per il rimpasto in un clima di grande tensione interna. Se il presidente del consiglio Luigi Simonetti non prende posizione, sia per il suo ruolo istituzionale ma soprattutto per un’alleanza infrangibile col sindaco, diverso è l’atteggiamento delle tante anime interne al partito. In questo clima difficile e controverso annaspa il segretario Dem, Michele D’Adamo cui si chiede di essere finalmente risolutivo al cospetto del sindaco. Per una poltrona da assessore restano in lizza i primi due non eletti Vincenzo Bufano e Sandro Panico ma non si deve escludere la possibilità di Pietro Monico o, per il rispetto delle quote rosa, di Lucia Moccia. L’avvocatessa Lucia Sasso, in quota Popolare, sarà assessore di Aurelio Pace a Melfi, Michele Piccolella ha la parola del sindaco per un posto in giunta nonostante i mugugni della nipote consigliera comunale, Anna. Infine una partita controversa si gioca anche all’interno del Partito socialista. Livio Valvano vorrebbe dare spazio ad un suo “pezzo da novanta”. Rinaldo Di Ciommo, magnifico e stimatissimo assessore nel primo mandato, è pronto ma anche qui non tutti sono d’accordo. Nel PSI, infatti, avanza l’ipotesi di nominare una donna. Ogni nodo viene al pettine; il 31 dicembre è sempre più vicino.

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Vittorio Laviano

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