BLITZ DELLA FINANZA SU IMPRESA POTENTINA

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Al termine di indagini sull’uso di “una fattura fiscale passiva, riconducibile ad operazioni inesistenti, dell’importo di oltre 400 mila euro”, due persone sono state sospese per uno e due anni “dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese” e, a carico anche di un’altra persona, e’ stato eseguito un sequestro di beni per 205 mila euro. Il provvedimento – deciso dal gip presso il Tribunale di POTENZA – e’ stato eseguito dalla Guardia di finanza. I due dirigenti sospesi sono campani, il terzo indagato e’ lucano. Sono indagati per violazioni tributarie di natura penale in materia di imposizione diretta e indiretta. Gli investigatori delle fiamme gialle, indagando da marzo 2017 all’aprile scorso, hanno accertato che una societa’ ha utilizzato la fattura inesistente, che e’ stata “annotata e conservata in contabilita’, artatamente predisposta, con i dati di una societa’ fallita nel 2015, per conseguire indebite detrazioni Iva”. Nel luglio scorso, la Procura della Repubblica di POTENZA, al termine delle indagini della Guardia di Finanza, ha chiesto al gip le misure cautelari personali e il “sequestro preventivo per equivalente, finalizzato alla confisca, fino all’importo di 300 mila euro, pari al profitto dei reati, delle disponibilita’ patrimoniali e finanziarie in campo agli stessi indagati”. I due campani erano stati rappresentanti legali della societa’ ispezionata”.

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