VICECONTE, TADDEI E LE ZAVORRE DEL CENTRODESTRA

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In molti sostengono che il centrodestra lucano non abbiamo voglia di vincere. Un’ipotesi fantasiosa, ma che se si analizzano i comportamenti dei plenipotenziati locali non è poi così peregrina. Il vero problema è che personaggi come Vicenconte e Taddei, vecchi arnesi della politica, ancora hanno un certe ascendente nelle stanze dei bottoni romane. E questo nonostante il tradimento di Viceconte che, dopo tanti anni di militanza in Forza Italia, per provare a ritrovare un posto al sole lo scorso 4 marzo si è candidato al senato sotto il vessillo del centrosinistra e del Pd in quota Lorenzin. Trombato dagli elettori, Viceconte è tornato, con il fido Taddei, da “papà” Tajani, il quale ha – maldestramente – riaccolto a braccia aperte i figliol prodighi. Quei figli che politicamente non hanno mai remato nella direzione del centrodestra, anche quando erano organici alla coalizione a trazione Berlusconi. Consociativismo, spartizione del potere e delle poltrone sono stati sempre i principi che hanno spinto il duo nella loro gestione del partito in Basilicata. Hanno sempre partecipato per perdere. Meglio coltivare il proprio piccolo orticello così garantendosi i posti per se a Camera e Senato. Alla Regione invece come al solito un candidato a perdere per poi dividersi con il centrosinistra le briciole del sotto governo. Un modus operandi che “il duo delle meraviglie” vorrebbero ripetere anche nella prossima competizione regionale. Non si spiegano diversamente i loro comportamenti dilatori e ondivaghi. Con i cinquestelle che pagano il gap di una legge elettorale che non li favorisce e di un candidato presidente oggettivamente “leggero”, da un lato, e un centrosinitra travolto dalle inchieste giudiziarie, dall’altro, non è diversamente spiegabile il perché i forzisti, Moles compreso, ancora non abbiano messo in campo un’ipotesi credibile e che spazzi via definitivamente gli avversari. Tanto più che i rumors che arrivano dalle berlusconiane stanze parlano di un Vicenconte impegnato a suggerire a Tajani nomi innocui per la presidenza e ostracizzare quelli, uno su tutti, che realmente darebbero la possibilità di vittoria. La verità è che se il centrodestra non si libererà della zavorra di molti di questi elefanti della politica e non punterà subito su un nome forte e autorevole per la candidatura a presidente, riuscirà nell’arduo compito di perdere le regionali lucane anche questa volta, nonostante il terreno fertile a livello locale e il vento in poppa che spira dal nazionale.

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