SVIMEZ, BASILICATA: CRESCITA IN FRENATA

Condividi subito

La Basilicata si attesta su un incremento del PIL modesto, +0,7% nel 2017, dopo la forte accelerazione della crescita negli anni scorsi, con conseguente riapertura del divario di crescita tra Nord e Sud del Paese.L’industria lucana è in forte ripresa già dal 2014 e continua a trainare l’economia regionale: al termine del triennio ha una performance molto positiva (+47% nel 2005-2017).È questo quello che emerge dai dati Svimez 2018 sulla Basilicata.

I principali indicatori contenuti nel rapporto che dipingono il quadro generale dell’economia nel mezzogiorno sono quelli dei settori produttivi, mercato del lavoro, interdipendenza Nord – Sud, popolazione e migrazioni, reddito e povertà, scuola, pubblica amministrazione, finanza pubblica, servizi, federalismo, economia illegale, politiche di coesione, infrastrutture, logistica, industria culturale e no profit.

Si riapre la forbice tra le due aree del Paese. “Nel corso dell’anno gli investimenti, che sono la componente più dinamica della domanda, crescono in entrambe le aree, ma in maniera più marcata al Nord: +3,8 nel Sud, +6,2% nel Centro-Nord”. L’occupazione nei servizi cresce in tutte le Regioni, con l’eccezione di Basilicata (e Sardegna) dove in flessione è pure il numero degli occupati agricoli. La Basilicata è(insieme al Molise la Regione con i tassi migratori universitari più elevati in termini percentuali sugli iscritti (con oltre il 40%).

Nel settore finanza e servizi pubblici la Basilicata ha registrato un leggero miglioramento rispetto alle restanti Regioni che peggiorano ulteriormente.

Sulle stime demografiche, infine sempre Svimez stima che i lucani che nel 2017 erano 570.365, ad inizio anno 2065 saranno 403.670.

Condividi subito