PARCO APPENNINO LUCANO: CHE MAZZATE

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«Nell’ambito dello svolgimento dell’attività di vigilanza è stata rilevata una pluralità di criticità relative all’attività di indirizzo e programmazione, nonché allo svolgimento delle funzioni gestionali del Parco dell’Appennino Lucano»

È questo l’incipit della pesantissima nota ministeriale di ottobre, che il Roma ha potuto visionare in esclusiva, inviata in Basilicata dal Ministero dell’ambiente. Il Roma lo aveva annunciato: quando al Parco si chiudono a riccio non rispondendo alle molteplici sollecitazioni, stando ai precedenti, le notizie per il direttore Vincenzo Fogliano e il presidenter Vittorio Triunfo, non sono delle migliori. La previsione è stata più che mai corretta. L’oggetto della missiva del ministro Costa è: «Criticità gestionali – comunicazione di avvio del procedimento di revoca della nomina degli Organi».

Il Commissariamento è quasi realtà. Il modus operandi dei vertici del Parco si è rivelato un disastro completo. Il ministero non si è risparmiato sul “bastonare” l’Ente.

La nota contiene più passaggi estremamente allarmante. Il giudizio del ministero dell’Ambiente è impietoso: «Emerge – si legge nella missiva – complessivamente un quadro di illegittimità che permea l’intera organizzazione dell’Ente investendo a tutto tondo l’attività amministrativa nel suo complesso».

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Ferdinando Moliterni

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