È SEMPRE PIÙ FONDATA L’IPOTESI CHE LE OSSA APPARTENGANO ALLA MOGLIE DEL CUSTODE SCOMPARSA NEL 1965

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Le ossa trovate sotto il massetto di un pavimento della foresteria di Villa Giorgina sede della Nunziatura Apostolica sono della moglie dello storico custode Pino.
Una donna che scomparve negli anni ’60 dopo furiose litigate con il marito.
Pino e sua madre hanno vissuto nella foresteria fino ai primi anni del 2000.
A detta del nuovo custode, subentrato nel 2003, il pavimento della cantina fu solo restaurato e nessuno toccò il massetto di cemento. Starebbe spuntando una pista alternativa in merito al giallo delle ossa rinvenute nella sede della Nunziatura apostolica in via Po 27.
Gli investigatori, in attesa del riscontro del DNA per capire se possano essere i resti di Emanuela Orlandi o Mirella Gregori, potrebbero seguire l’ipotesi secondo cui le ossa apparterrebbero alla moglie del vecchio custode di Villa Giorgina scomparsa, misteriosamente, nel 1965.
Il mistero è risolto

Dottoressa Ursula Franco, ritiene fondata l’ipotesi che i resti trovati nella Nunziatura Apostolica appartengano alla moglie del custode Pino?

Non può essere un caso che la moglie dello storico custode Pino sia scomparsa proprio da quella foresteria nel 1965. Peraltro nessun lavoro di restauro ha interessato i locali della foresteria dagli anni ’60 al 2003 e nel 2003 non sono stati trovati i resti scheletrici semplicemente perché si trovavano sotto il massetto di cemento e in quell’epoca né il pavimento né il massetto furono smantellati ma fu semplicemente ricoperto il vecchio pavimento con uno nuovo.
1) Pino, il custode della Nunziatura Apostolica viveva con sua moglie nella foresteria dove sono stati trovati i resti scheletrici; 2) il custode e sua moglie erano noti per i frequenti litigi; 3) la donna è scomparsa nel 1965 ed era di costituzione minuta;
4) lo scheletro ritrovato appartiene ad una donna minuta;
5) restaurare un pavimento è una cosa, smantellare un massetto un’altra;
6) dal 1959 la Nunziatura è presidiata dai Carabinieri, ciò permette di escludere che qualcuno abbia condotto al suo interno una ragazza dopo averla rapita o uccisa e allo stesso modo che il custode abbia rischiato di farsi vedere mentre caricava un cadavere in auto per poi attraversare i controlli, pertanto quei resti non possono che appartenere a qualcuno che viveva lì. Infine, non si può non ricordare che al tempo di Roma antica, quest’area era utilizzata per le sepolture. Dopo porta Salaria, tra Corso d’Italia e via Po, si trova una delle più ampie necropoli di Roma, il Sepolcreto Salario. Sempre in quest’area si trovano il Mausoleo di Lucilio Peto, le Catacombe di Santa Felicita, il Cimitero di Trasone, le Catacombe dei Giordani, quelle di Santa Ilaria e di Priscilla.

 

 

 

Il cadavere della moglie del custode è stato trovato sotto il massetto di cemento; quando il custode Pino ha lasciato la foresteria nel 2003, il pavimento è stato riparato e ricoperto con un altro materiale, neanche sostituito

Domenico Leccese 

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