PD CAOS: NON C’È ACCORDO SU NULLA

Condividi subito

Parafrasando l’avvocato Prisco sulla vicenda dei passaporti falsi del fuoriclasse Recoba: il Pd lucano politicamente andrebbe assolto perchè non ha compreso il fatto, non perchè non lo ha commesso”.

A due settimane dalla scadenza naturale dell’attuale legislatura tra i dem in vista delle regionali non c’è l’accordo su nulla.  Solo due certezze. La prima è che i dem temono una sconfitta bis in stile 4 marzo scorso e pertanto non possono permettersi di lasciare sul campo percentuali di voto di qualunque peso siano. Per questo le uscite dei socialisti di Valvano, così come gli “strappi” di Lacorazza vengono facilmente tollerate.

La seconda è: bisogna accontentare Pittella. Gli eventi giudiziari hanno in parte ribaltato la prospettiva di alcuni equilibri. Mentre prima era Pittella che garantiva per Polese, ora è Polese che garantirà e proporrà Pittella per qualche ruolo politico di assoluto rilievo. Sul tavolo c’è la presidenza del Consiglio della Regione.

Poi c’è il tema delle primarie. Da strumento imprescindibile per la democrazia interna, a espediente da usare in maniera alternata. A volte sì, a volte no e nel caso delle prossime regionali, no.

Data del voto, altro argomento. Si lavora sul 19 gennaio, ma cresce il fronte di quelli che vorrebbero anticiparle al 13. Su tutto poi aleggia il voto a febbraio. Il candidato presidente: altro capitolo. Il “gladiatore” vorrebbe che dato che non tocca a lui allora non deve toccare a nessuno degli interni. Per questo si cerca l’intesa su un candidato esterno, e il nome di Piergiorgio Quarto, l’ex presidente di Coldiretti Basilicata resiste ancora. Ma non tutti sono d’accordo. Come i materani, tra cui Cifarelli e ovviamente l’assessore all’agricoltura Braia per i noti contrasti tra i due. Che interpretano l’investitura di un esterno come una sconfitta dell’attuale classe dirigente.

Ulteriori approfondimenti nell’edizione del Roma in edicola

Condividi subito

Ferdinando Moliterni

3807454583