PRESSAVANO GLI OPERAI PER NON DENUNCIARE

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Ricatti per non denunciare gli incidenti sul lavoro accaduti al Cova di Viggiano dell’Eni. È stato questo il tema dell’udienza Petrolgate nell’ambito del processo alle estrazioni petrolifere lucane. Pesanti i racconti in aula di due lavoratori che hanno riferito su fughe di gas tossico quale l’acido solforato avvenute nel 2014. La prima testimone Di Pierri, guardia giurata in servizio al Cova per la società Potenza Città, una domenica di marzo dopo essere stata investita da una fuga di gas è stata ricoverata d’urgenza a seguito di difficoltà nel respirare, forte bruciore alle vie respiratorie e altri malesseri. Nella riunione coi vertici e responsabili, avvenuta dopo qualche giorno dall’incidente, la donna come ha detto ai giudici ha avuto paura di perdere il posto di lavoro qualora avesse avviato la pratica dell’incidente sul lavoro. E difatti il fascicolo non l’ha avviato. Adesso, ha sottolineato il pm Triassi, da tempo determinato Di Pierri è stata assunta a tempo indeterminato. Esplicito e inequivoco il racconto del manutentore della SudElettra Lategana. Lavorando nell’area zolfo del Cova anche lui è stato investito da una fuga di gas tossico. Perdendo i sensi è caduto a terra sbattendo la testa e riportando ferite. Il suo capocantiere era lì a controllarlo durante il ricovero in ospedale, avendo anche diverbi col medico curante, affinchè Lategana non dichiarasse come causa del ricovero in ospedale l’infortunio sul lavoro. Cosa che infatti non fece. Nel viaggio di ritorno a Ferrandina, paese di cui l’uomo è originario,il suo superiore, ha detto in aula Lategana, gli disse: «era già pronta la lettera di licenziamento se aprivi la pratica per l’infortunio». Per il suo silenzio Lategana è stato premiato con una settimana di riposo a casa durante la quale però configurava in servizio al Cova e con il trasferimento da Viggiano alla più vicina per lui Pisticci. Infine hanno deposto in aula i due funzionari, della Regione e dell’Arpab, Buffari e Cuccarese. Cuccarese ha riferito della campagna di monitoraggio dell’aria a Pisticci per l’impianto di smaltimento reflui del Cova, Tecnoparco. Nell’area, sempre nel 2014, in circa due settimane l’Arpab ha registrato oltre 240 sforamenti delle soglie di cattivi odori.

Nel processo sono imputate 47 persone e dieci societa’, tra cui l’Eni

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Ferdinando Moliterni

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