IL GARANTE DEI FONDI PUBBLICI

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Dall’impeachment in Regione per evitare che andasse nelle scuole a fare politica o a pontificare dinanzi gli alunni lucani su certe teorie quale quella gender, al finanziarlo per farlo tornare in qualità di Garante tra i banchi di scuola. Il caso del Garante dell’infanzia Vincenzo Giuliano ha dell’incomprensibile. La Regione con l’impeachment , per via di una serie di ragioni sia normative come la legge Madia che morali quali l’approvazione delle teorie gender o l’aver ricevuto soldi pubblici per la pubblicazione di suoi libri, o ancora il suo ruolo politico in “Liberi e forti” in contemporanea con quello di Garante, prima ha deciso di tenere Giuliano lontano dalle scuole. Adesso invece lo finanzia per andarci. Il motivo sarà il progetto Scubalu. Il Garante ha già ottenuto il budget per rifare sito, profili social dell’iniziativa e altro ancora. Tutte cose già create per la precedente edizioni ma che ora, senza apparenti motivazioni, vanno rifatte da capo. Il nuovo corto circuito creatosi con Scubalu per ora è attribuibile alla macchina burocratica. Poichè i soldi sono fondi di bilancio destinati

a Organismi di partecipazione e in quanto tali vengono gestiti in autonomia dagli uffici competenti. Le criticità relative all’ennesima “missione” del Garante Giuliano nelle scuole lucane, da quanto il Roma ha potuto sondare verranno appositamente esaminate. Soprattutto verrà valutata l’idoneità di Giuliano con la finalità dell’iniziativa in modo tale da porre, qualora si rivelasse necessario, un argine affinchè si eviti quanto già di imbarazzante per la Regione è accaduto in passato con esperienze simili per via della “creatività” del Garante non nuovo ad uscite non consone al ruolo di terzietà che ricopre.

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Ferdinando Moliterni

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