ANTONIO LOGLI HA AMMESSO DI ESSERE UN ASSASSINO

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Venerdì 19 ottobre 2018 è andata in onda un’intervista rilasciata da Antonio Logli alla giornalista Francesca Carollo.
Secondo la criminologa Ursula Franco, l’intervista si è rivelata un autogol
Secondo la criminologa il Logli infatti non solo non è stato capace di negare di aver ucciso sua moglie Roberta Ragusa ma si è lasciato andare a due ammissioni incriminanti:

Giornalista: Questo è il salotto di casa vostra. Qui ci sono decine di foto della vostra famiglia, sopra al camino c’è la foto del tuo matrimonio. Ma eee è una casa come se qualcuno dovesse tornare dall’oggi al domani.

 “Ma eee è una casa come se qualcuno dovesse tornare dall’oggi al domani” è un suggerimento della giornalista, un’aggiunta non solo superflua ma capace di contaminare la risposta del Logli. Durante le numerose interviste da lui rilasciate, Antonio Logli ha dissimulato e tentato di manipolare i suoi interlocutori, suggerirgli delle conclusioni è farli un regalo. 

Antonio Logli: Ma noi speriamo che torni perché oggettivamente io non l’ho uccisa comeee… hanno detto i giudici, quindi per me… per noi tutti, è viva Roberta. Quindi speriamo che torni.

Si noti che Antonio Logli fa sua la conclusione della giornalista ma non riesce a dire “io spero che torni”, dice invece “noi speriamo che torni” con l’intento di”nascondersi tra la folla”.  

Quando una negazione ha più o meno di tre componenti non è una negazione credibile, pertanto “oggettivamente io non l’ho uccisa” non è una negazione credibile per la presenza dell’avverbio “oggettivamente”. 

Quando il Logli dice “quindi per me… per noi tutti è viva Roberta” per la seconda volta torna a “nascondersi tra la folla”. 

E con “Quindi speriamo che torni” il Logli torna a “nascondersi tra la folla” per la terza volta. 

Giornalista: Per te potrebbe tornare?

Si faccia caso alle parole usate dalla giornalista. 

Antonio Logli: Per me sì perché se l’assassino sono io… che non gli ho fatto niente, per me deve tornare. A meno che non sia successo qualcos’altro.

Si noti che Antonio Logli non ripete a pappagallo le parole della giornalista ma parlando liberamente afferma “se l’assassino sono io”, aprendo quantomeno alla possibilità di essere l’assassino. 

“se l’assassino sono io”  è una frase che potrebbe essere catalogata anche come un’ammissione, si noti infatti che il Logli non dice “se l’assassino fossi io” ma “se l’assassino sono io”. 

“non gli ho fatto niente” non è una negazione credibile, il Logli sostituisce la parola “uccisa” con “fatto niente”.

Con la frase “A meno che non sia successo qualcos’altro” il Logli lascia intendere che Roberta potrebbe essere morta e apre alla possibilità che qualcuno possa ritrovare i suoi resti. 

Giornalista: Tu hai detto per me è viva e noi aspettiamo che torni. Sai che questa frase può attirarti un sacco di critiche?

Antonio Logli: Mah eee allora devo dire una cosa: E quelli che hanno detto di me che sono un assassino? Eh… io non sono un assassino, io non l’ho uccisa Roberta.

Ancora una volta spontaneamente, senza ripetere a pappagallo le parole della giornalista, Antonio Logli dice “sono un assassino”, ammettendo di essere un assassino.

“io non sono un assassino” non è una negazione credibile.

Dopo circa sette anni dall’omicidio Antonio Logli è capace di dire “io non l’ho uccisa Roberta”, il giornalista avrebbe dovuto chiedergli “Perché dovrei crederti?”.

La frase “io non ho ucciso Roberta”, seguita dalla frase “io ho detto la verità”, riferita a “io non ho ucciso Roberta”, sarebbe stata una negazione credibile. Una negazione che Antonio Logli non è mai stato capace di pronunciare perché, come lui stesso ha confermato è l’assassino della madre dei suoi due figli.

Domenico Leccese

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