DANIELA MAGGIULLI CI RACCONTA LA SUA ESPERIENZA A RIACE

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“Ho vissuto quasi due anni a Riace. É stata l’esperienza più importante e illuminante della mia vita. Ho ospitato decine di persone, gite scolastiche, esperti, artisti, scrittori, pedagogisti, volontari. Tutti arrivavano senza sapere bene cosa avrebbero trovato e andavano via avendo scoperto l’umanità, l’amicizia, la vita semplice e solidale, la parte più bella dell’Altro e di sé.
Stanno distruggendo un paradiso. Ce lo stanno portando via dopo averlo sgretolato nella maniera più ignobile. Stanno decretando la fine di un’esperienza che ci invidiano in tutto il mondo, la morte definitiva di Riace e di tutti i paesi della Locride dell’Accoglienza.
Che succederà alle comunità che erano rinate insieme ai nuovi abitanti? Nessuno ci pensa?

Perché dovremmo accettarlo? Perché i politici, gli intellettuali, gli accademici, i cattolici, insomma gli italiani non si ribellano TUTTI INSIEME prima che sia troppo tardi?

Chi se ne frega se le linee guida dello Sprar non sono state rispettate?

Si sa da sempre che RIACE NON È LO SPRAR ed è speciale proprio per questo.

 

 

Forse non tutti si rendono conto di quanto sta accadendo, ma chiudere Riace significa perdere l’ultima scintilla di umanità accesa in Italia e nel Mediterraneo. Se non ci ribelliamo ora, non avrà più molto senso farlo in seguito.

LA STORIA SIAMO TUTTI NOI dice Domenico Lucano.

LA STORIA NON POSSIAMO SUBIRLA COSÌ dovremmo dire tutti noi!!!

Cosimo, Daniele, Alex e tanti altri a Riace erano felici. E io con loro. Noi tutti gli abitanti del borgo eravamo in pace, poveri certo, ma sicuri e felici in un paese vivo e colorato.

Come fa un ministro a distruggere il futuro di Riace per delle inadempienze?
Chi lo decide cosa è importante e cosa non lo è?
Non siamo noi a decidere cosa fare del nostro paese?

Se l’Italia è ancora uno stato democratico, usiamo tutti gli strumenti che abbiamo per salvare Riace prima che sia troppo tardi. Immediatamente!”

Armando Sichenze : “LA NOTIZIA di ieri è che VERRANNO CACCIATI. Un decreto del Ministro dell’interno impone la fuoriuscita da Riace, entro 60 gg, di tutti gli immigrati……….Crediamo che la catastrofe umana di Riace c’entri qualcosa con la nostra futura esistenza al Sud, con le nostre passioni con i fiori, i gatti, le musiche, le belle foto di paesaggio, di antichi abitanti dei nostri borghi, con le nostre narrazioni, con le cose in cui crediamo e a cui dedichiamo il nostro tempo di vivere. con gli amici e con gli affetti, con la nostra libertà, la nostra speranza ecc.ecc, insomma con tutto ciò su cui c’incontriamo in questa mia pagina?”

 

Domenico Leccese 

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