IL VIMINALE IN 21 pagine BLOCCA IL MODELLO RIACE

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Ricevo, accolgo personalmente, pubblico l’invito di FILIPPO PUGLIESE – ACLI PROVINCIALE POTENZA

Amici,fratelli,compagni, gente libera, non possiamo restare a guardare di fronte all’assurdo decreto del Ministro dell’interno che impone la fuoriuscita da Riace,entro 60 gg, di tutti gli immigrati.
A una settimana dalla grande manifestazione la REPRESSIONE è scattata.
Ho appena sentito gli amici da Riace: sono affranti !

Chi ha conservato la capacità di indignarsi deve contribuire a fermare questo provvedimento repressivo.
RIACE NON SI ARRESTA.
Ovunque siamo, diamoci un’ intesa, alziamo un muro contro la repressione.
Sospendiamo i dibattiti su Europa flat tax reddito Leopolda congresso…., schiodiamoci dalla tv, riaffermiamo la capacità di stare con gli ultimi. Uniti, insieme, sotto la bandiera della solidarietà e dell’integrazione facciamo revocare questo provvedimento repressivo.

IL DOCUMENTO COMPLETO :

Il #modelloRiace esperienza di accoglienza e integrazione, creato da #MimmoLucano finisce di esistere.
Il Ministero degli Interni ha accertato «palesi irregolarità» nella gestione del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (#Sprar)
Questo comporterà il trasferimento entro sessanta giorni di tutti i migranti e la restituzione dei soldi, si parla di centinaia di migliaia di euro, che sarebbero stati utilizzati per scopi diversi da quelli per cui sarebbero stati finanziati.
Undici giorni dopo il suo arresto per favoreggiamento all’immigrazione clandestina il sindaco Lucano (il ritratto: il sindaco «ribelle» con una moneta parallela) , nel frattempo sospeso dalla carica, vede così sciogliersi come neve al sole la sua creatura, nata per dare ospitalità e lavoro agli immigrati.

 

Nelle 21 pagine del documento redatto dai funzionari del dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione, si parla di «mancato aggiornamento della banca dati gestita dal servizio centrale», della «mancata corrispondenza tra i servizi descritti nella domanda di contribuito e quelli effettivamente erogati»
E ancora: «Anomalie riferite ai diversi immobili donati agli immigrati che non venivano registrati o messi in regola, solo in maniera tardiva», «mancata rendicontazione»
L’ispezione iniziata nel 2016 e conclusasi a maggio del 2018, ha evidenziato anche l’«allegra» gestione dei pocket money, una sorta di pagherò, inventati da Lucano, per favorire la spesa degli immigrati.
La procedura prevedeva che ogni commerciante incassasse l’equivalente in euro, esibendo la moneta «riacese». Questo perché le somme dell’accoglienza che dovevano arrivare dal Ministero non sempre erano puntuali.
Questo particolare aspetto dei pocket money è stato più volte sottolineato dagli ispettori ministeriali. «Questa soluzione non consentirebbe l’accesso a molti negozi fuori dal paese di Riace, che vendono prodotti essenziali soprattutto per i bambini e sarebbe foriera di manipolazioni in sede di cambio-valuta». I migranti, in sostanza, avrebbero speso la “moneta riacese”, solo nei locali «vicini all’entourage di Lucano». Anomalie, inoltre, sarebbero state individuate anche nella procedura nell’affidamento dei servizi. I sei Enti incaricati dei progetti nel 2014, sarebbero stati individuati senza nessuna procedura selettiva. E sarebbero sprovvisti di una serie di atti necessari che ne avrebbero pregiudicato la stipula dei contratti. Come per esempio l’aspetto sanzionatorio qualora ci fossero delle inadempienze lavorative. Il Comune di Riace può difendersi da queste osservazioni ministeriali, facendo ricorso al Tar.

Con una delibera datata 9 ottobre, il ministero dell’Interno ha ordinato la chiusura di tutti i progetti legati all’immigrazione portati avanti a Riace. Tutti i migranti entro 60 giorni saranno trasferiti. Quella che era considerata una città modello per l’integrazione viene quindi smantellata anche dopo l’arresto del sindaco (sospeso) Mimmo Lucano, in carcere con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Non è però un fulmine a ciel sereno visto che già nei mesi scorsi proprio il ministero aveva messo in dubbio, registrando anomalie, la gestione dei migranti posta in essere da Lucano. Nel nuovo provvedimento sono contestate altre 34 irregolarità che vanno dai bonus alle borse di lavoro fino all’eccessivo uso dei permessi dei lungopermanenti, quei migranti che richiedono asilo e sono in condizioni di vulnerabilità.

In generale i progetti Sprar vengono rinnovati ogni tre anni: nel caso di Riace si parla del triennio 2017-2019, ma già dall’estate scorsa il Viminale aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall’amministrazione locale. Nel 2018 il comune di Riace non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco era stato avvisato della revoca dei finanziamenti, diventata ufficiale all’inizio di questa settimana. Lo rendono noto fonti del Viminale.

Il comune prepara il ricorso – A essere messa in discussione è tutto il “modello Riace”, quell’accoglienza diffusa che aveva rianimato un paese morente. L’uso delle case vuote per ospitare gli stranieri e il mancato aggiornamento delle banche dati sono stati tra gli elementi più contestati dal Viminale. Ma il comune non ha intenzione di piegarsi e già prepara il ricorso al Tar che potrebbe sospendere la delibera.
Mimmo Lucano: “Vogliono soltanto distruggerci” – “Vogliono soltanto distruggerci. Nei nostri confronti è in atto ormai un vero e proprio tiro incrociato. I nostri legali, comunque, stanno già predisponendo un ricorso al Tar contro la decisione del Viminale”. Lo dice il sindaco di Riace, Domenico Lucano, in relazione alla circolare del Ministero dell’Interno.

E sono cannonate #effettosalvini
Vogliono distruggere il #modelloRIACE #Riace #nessundorma #sapevatelo2018

Con una circolare il Viminale ha disposto il trasferimento dei migranti accolti nei centri del Comune calabrese di Riace e ha chiesto all’amministrazione comunale la rendicontazione di tutte le spese sostenute, sollecitando “ad inviare la relativa documentazione secondo le modalità previste dal manuale di rendicontazione Sprar”. Secondo quanto si apprende, già dalla scorsa estate il Viminale aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall’amministrazione di Riace. Nel 2018, il Comune calabrese non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco Mimmo Lucano – agli arresti domiciliari per una inchiesta che riguarda proprio la gestione del ‘modello’ Riace – era stato avvisato della revoca dei finanziamenti diventata ufficiale all’inizio di questa settimana.

 

La RIFLESSIONE di Paride Leporace

Non è una buona domenica.
Ho il cuore nero per i bambini di colore di Lodi separati dagli italiani a mensa, per l’annunciata deportazione dei migranti da Riace, per la volontà di far chiudere i negozi etnici con orari diversi da quelli italiani.

Da laico mi rivolgo ai cattolici. Oggi diventa Santo monsignor Romero.

Non lo era ancora e temevo mai lo diventasse il vescovo Oscar ucciso sull’altare come Ambrogio.
Scomunicava i nuovi imperatori e rifiutava di stringere mani
lorde di sangue.

La sua Chiesa non chiese la vita ma diede la vita per difendere le vite degli altri.

Fratelli laici e cattolici difendiamo la vita degli ultimi.

Oscar Romero oggi sarebbe dalla nostra parte. Con il popolo di Mimmo Lucano, con i bambini di Lodi e con i kebabari e i fruttaroli stranieri perseguitati.

Domenico Leccese 

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