SANITOPOLI ARRIVA AL SAN CARLO

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I carabinieri del Nas hanno già acquisito, e continueranno a farlo, una mole consistente di documentazione presso gli uffici competenti dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza. Presso la Procura di Potenza, invece, gli inquirenti sono impegnati in un fiume di interrogatori. Numerose le persone sentite. Tra il nosocomio potentino e il Tribunale di Potenza è un via via di carte, faldoni e persone. Eccolo il filone potentino della maxi inchiesta Sanitopoli su concorsi e appalti truccati nella sanità lucana. L’inchiesta della Procura del capoluogo punta dritto al reparto di Radioterapia dell’Ospedale San Carlo. Due i profili penali al vaglio degli inquirenti della Procura di Potenza: truffa e violazione dell’articolo 32 della Costituzione italiana. Che nello specifico è quello che «tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività». Dalle indagini emergerebbe che il macchinario utilizzato nel trattamento dei tumori non sarebbe quello che dovrebbe essere. Nel nuovissimo reparto inaugurato in pompa magna, alla presenza delle Istituzioni tra cui quella del presidente della Regione Basilicata attualmente sospeso Marcello Pittella e del sindaco del capoluogo Dario De Luca, solamente  un anno fa, era l’ottobre scorso,  l’acceleratore lineare per le cure anti tumorali sarebbe un macchinario datato. Molto datato. Che però sarebbe stato fatto passare per nuovo in quanto rigenerato. Come per la Sanitopoli materana, però, la fase magmatica delle indagini non esclude sviluppi ancora più deflagranti di quelli finora descritti

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Ferdinando Moliterni

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