PREOCCUPAZIONE TRA GLI SFOLLATI DI VIA MARATEA

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di Maria Fedota
POTENZA. Gli occhi dei condomini di via Maratea numero 3 sono puntati tutti sulle loro case. «Dopo le piogge di questi giorni c’è stato un ulteriore crollo del fronte di frana e un avanzamento di quasi un metro che ha scoperto addirittura le fondazioni del palazzo». È questa la denuncia di Angelo Nolè, portavoce dei condomini di via Maratea. 
Paura e rabbia tra i residenti che dal 30 luglio sono stati interessati da uno sgombero in quanto il muro di contenimento di un cantiere proprio sotto le loro palazzine è venuto giù alle prime luci dell’alba. In una casa che,nonostante il continuo monitoraggio dei tecnici non abbiano rivelato alcun problema strutturale, difficilmente potranno rientrare in tempi brevi.
Il cantiere ai piedi del palazzo, dove si stava scavando per costruire un nuovo edificio, è ancora sotto sequestro e dieci sono le persone indagate. Dopo il sequestro dell’area si apprende che il sostituto procuratore della Procura del capoluogo lucano, Veronica Calcagno, avrebbe iscritto tra gli altri il nome del progettista, del direttore dei lavori, del coordinatore della progettazione, del responsabile della sicurezza ed il calcolatore statico, nonché il legale rappresentante della ditta “Crismi srl”, Generoso D’Onofrio. A loro carico l’accusa di disastro per via delle ripercussioni dell’evento.
«Pure avendo l’impresa presentato un piano per la messa in sicurezza di fatto non possono procedere con i lavori fin quando non ci sarà il dissequestro del cantiere» spiega Nolè.
«La Magistratura ha dei tempi più lunghi sicuramente nell’interesse di tutti per capire cosa sia successo realmente» afferma Giuseppe Brindisi, della Protezione Civile del Comune di Potenza «c’è un emergenza che non è solo suggestione dei residenti ma molto reale. Mercoledì ci sarà un nuovo incontro in Comune proprio per verificare lo stato dell’arte e scegliere insieme ai cittadini su come proseguire». I lavori di messa in sicurezza saranno portati avanti dalla società “Crismi”: tre i tecnici incaricati più un quarto nominato dai residenti.
Nell’attesa che qualcosa si muova i condomini continuano a monitorare la situazione anche per paura di atti di sciacallaggio. Il rientro a casa delle famiglie – da quanto si è appreso – potrebbe slittare a fine settembre.

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