Luciano Nobili : Cosa c’è da nascondere?

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Luciano Nobili

Lo so che è incredibile: ma nonostante la tragedia di #Genova, il ministro Toninelli che dovrebbe occuparsene è al mare, non intende rinunciare alle sue vacanze e lo rivendica.
Ma non tutti siamo come lui: io ho deciso di applicare la sua amata democrazia diretta andando direttamente al suo Ministero a cercare risposte alle domande che lui continua ad evitare.
Andiamo per ordine.

 

 

 

È passata ormai una settimana dal crollo del Ponte Morandi, un dramma che per il M5S era una #favoletta e che invece è diventata terribile realtà. E per sette giorni Toninelli ha soltanto diffuso menzogne e #fakenews.

1. Ha mentito parlando di atti secretati che invece sono stati desecretati da Graziano Delrio.
2. Ha blaterato di revoche che non farà mai.
3. Ha nominato una commissione per indagare sul ponte, composta dagli stessi tecnici che seguivano la manutenzione e facevano i consulenti per Autostrade e quindi in evidente conflitto di interesse.
4. Ha infangato il suo predecessore Graziano Delrio e i governi del Partito Democratico sostenendo che avessero ricevuto finanziamenti da Autostrade o dalla famiglia Benetton – clamorosa bugia – mentre poi si è scoperto che i soldi da Autostrade li hanno presi la Lega di Matteo Salvini e il premier fantasma Conte come consulente.
5. Ma – ed è per me la cosa più grave – da una settimana si rifiuta di riferire in Parlamento su quello che è accaduto, sulle informazioni in suo possesso su cosa sta facendo. E ci credo, sta facendo le vacanze!

Vigili del fuoco dall’Umbria a Genova

E allora siccome Toninelli non lavora, ho provato a farlo io al suo posto, recandomi direttamente al Ministero dei Trasporti per aver accesso, da deputato, agli atti che riguardano il crollo di #Genova a partire dal verbale della riunione di febbraio tra i tecnici del Ministero, il Provveditorato per le opere pubbliche della Liguria e Autostrade fino all’incontro di luglio tra concessionario e residenti della zona del ponte.

E sapete cosa è successo? Il ministero di uno dei finti paladini della trasparenza mi ha negato le carte!
Non mi hanno permesso neanche di visionarle nonostante le prerogative di sindacato ispettivo di un parlamentare della Repubblica.

Ovviamente non mi arrendo: continuerò a richiedere che ci vengano consegnate tutte le informazioni in maniera ancora più determinata. Fino a quando il governo non si deciderà a venire a riferire in Parlamento, dettagliatamente, sul crollo e sull’eventuale allarme che lo ha preceduto.

Nel frattempo mi chiedo dove è finita la passione per la trasparenza di cui Toninelli e il #M5S si riempivano la bocca?
Perché secretano le carte dopo aver promesso il contrario?
Cosa c’è da nascondere?”

Domenico Leccese 

 

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