Omicidio Roberta Perosino, criminologa Ursula Franco: Elena Ceste non è stata uccisa, sua cugina sì, i due casi non hanno nulla in comune

Dott.ssa Ursula Franco – medico criminologo

Il 26 giugno scorso, Roberta Perosino, 54enne, dipendente dello stabilimento dolciario Ferrero di Alba, è stata trovata morta nella sua casa di Govone, in frazione Canove. È stato il marito, Arturo Moramarco, 58 anni, macellaio in pensione, a dare l’allarme. Gli inquirenti inizialmente hanno pensato ad un malore seguito ad un tentativo di rapina. L’autopsia ha però accertato che la Petrosino era stata soffocata e dalle indagini è emerso che il marito è affetto da ludopatia. Il vizio del gioco del Moramarco sarebbe costato alla famiglia circa 20.000 in 4 mesi. Pochi giorni fa Arturo Moramarco ha confessato di aver ucciso sua moglie durante l’ennesima lite riguardante la sua “passione” per le slot machine.

Roberta Perosino
Roberta Perosino era cugina di Elena Ceste, non sono mancati i parallelismi tra i due casi di cronaca, abbiamo sentito in merito la criminologa Ursula Franco, consulente della difesa di Michele Buoninconti.

Dottoressa Franco che pensa di questi parallelismi?

Sono fuori luogo, Elena Ceste non è stata uccisa, sua cugina sì. Michele Buoninconti è vittima di un gravissimo errore giudiziario perché non è stato sottoposto ad un giusto processo ed è inaccettabile che il suo nome venga associato a quello di un assassino.

 

 

 

Carlotta Benusiglio

Recentemente, nel caso di Carlotta Benusiglio, i periti del GIP hanno smontato le conclusioni del medico legale Roberto Testi, in questo caso consulente del PM, lo stesso medico legale che il 22 luglio 2015, come consulente delle parti civili, aveva sostenuto che la Ceste era stata uccisa sebbene i suoi colleghi non fossero riusciti a risalire alla causa di morte attraverso l’analisi dei resti di Elena. Perché nel caso Buoninconti i giudici hanno rifiutato ai difensori una perizia super partes?

Bella domanda. Una domanda che, il giorno in cui verrà riconosciuta l’innocenza di Buoninconti, in tanti faranno ai giudici che si sono occupati del caso… insieme alla domanda sui titoli del consulente Giuseppe Dezzani, beniamino delle procure di mezza Italia ma capace di mentire ad un giudice.

 

Nel caso Benusiglio lei crede che si andrà oltre l’udienza fissata per il 10 settembre?

Mi auguro di no. Se la procura, prima di disporre la riesumazione dei resti di Carlotta Benusiglio, avesse dato un’occhiata non solo ai tempi in cui si sarebbe dovuto consumare il fantomatico “omicidio” ma anche allo stato dei luoghi, avrebbe potuto accreditare l’ipotesi suicidiaria senza ombra di dubbio.

Domenico Leccese