ALLE RADICI DELLA MUSICA MEDITERRANEA

Condividi subito

di Rosetta Pisani*
Partiamo dalle fonti e ammettiamolo “Notizie relative alle origini della canzone napoletana sono frammentarie e controverse. Dovremmo prima fare riferimento agli strumenti musicali tipici del sud Italia, e di Napoli,in particolare. Il mandolino, tipico strumento della musica napoletana è il nipote per eccellenza dell’antico strumento arabo,Ud,( Al’ oud) è importante qui fare riferimento alla musica colta tradizionale araba, la quale occupa un posto di particolare importanza riguardo a tutte le altre culture classiche musicali.
Dico questo perchè la musica araba antica si pone alle radici stesse della musica europea,in relazione cioè con la musica medievale,la quale ha tratto da quella araba forme e strumenti. 
Essi giunsero in occidente attraverso Bisanzio,le Crociate,la Spagna mussulmana, e la Sicilia araba. Gli strumenti che il medioevo ha ereditato dal mondo arabo sono numerosi.Il liuto (Al’ oud), Wood(legno),dal quale deriva il liuto rinascimentale, il Calascione, la Mandola, il Mandoloncello ed il Mandolino.L’Ud è un tipico strumento arabo antico attualmente suonato anche nella musica classica araba, la chitarra Moresca e la chitarra andalusa derivano da ( Kaitara arabiyya), il Salterio, deriva dal (Santur )e i vari tamburi derivano dal Tabor,in arabo (At tambor).Essi ebbero larga diffusione anche al di fuori della Spagna mussulmana, in particolare in quei paesi dell’Europa che sono circoscritti al bacino del mediterraneo. La Sicilia araba, influenzò in maniera incisiva tutta la cultura musicale del sud Italia ed in particolare la cultura musicale napoletana.La musica degli arabi, costituisce una parte essenziale della musica del medio Oriente, e del nord Africa, e rappresenta uno tra i pochissimi,SISTEMI TONALI INDIPENDENTI del nostro tempo,ed è dominata dal cosiddetto (maqam) e della sua tecnica,” Maqam” SISTEMA TONALE. Questo fenomeno musicale è comune anche alla musica napoletana antica e classica.Un “maqam” napoletano, è un elemento molto evidente che ha origine soprattutto nel periodo storico di Federico II di Svevia. Le “ serenate” o “mattinate” erano così diffuse a Napoli, che lo stesso sovrano fu costretto ad emettere nel 1221 un decreto per proibirle, a tutela del sonno dei cittadini.Le leggende tramandano che anche suo figlio Manfredi uscisse di notte dal palazzo reale per partecipare a canti e balli per le strade di Napoli. Il conosciutissimo
pezzo antico JESCE SOLE appartiene a questo periodo. Ed il punto in comune con la musica araba colta stà proprio qui,famoso esempio di “Maqam”napoletano. In tutte le culture musicali la donna viene puntualmente idealizzata persino quando è “ malaffemmena” e fa soffrire. Insomma eccessivamente abbagliati dallo splendore della tradizione Europea,finiamo col dimenticare tradizioni musicali molto importanti come quello della musica araba colta.
Fino al tramonto del regno Ottomano,la musica araba rimase circoscritta alla cultura musicale, del Medio Oriente. Solo dopo il contatto con la cultura musicale Europea, specialmente dopo la prima guerra mondiale durante il dominio coloniale, inglese e francese, la musica araba subì un capovolgimento dei suoi aspetti contenutistici, formali e sociologici, la responsabilità di questa catastrofe culturale và attribuita ad un gruppo di intellettuali arabi, i quali credevano e credono ancora, che tutto ciò che proviene dall’Europa sia frutto di una cultura superiore alla loro, in base a tale opinione, essi disprezzavano la loro musica ed i loro strumenti musicali arcaici,
cosìcchè oggi bisogna cercare a lungo per trovare la musica araba AUTENTICA.
Nonostante questo atteggiamento irresponsabile, l’autentica musica araba si è mantenuta attraverso i musicisti del (maqam al-iraqi) grazie alla famosa cantante Um kulthum, in Egitto. Ad Aleppo invece la tradizionale musica araba antica si è mantenuta ad opera dei musicisti del( Muwashah) (genere vocale della musica colta, e religiosa). Nell’Africa del nord, ad opera dei musicisti del ( mà aluf) ( musica andalusa della Tunisia). E ancora la musica andalusa conserva questo elemento classico antico della musica araba. Purtroppo ancora oggi la maggior parte degli arabi, anche nella classe colta non conosce più la vera musica araba antica,e quella religiosa. Tutto ciò rimane sepolto da secoli e secoli di buio e ombre, a causa della poca consapevolezza dell’essere umano, il quale poco riconosce all’autenticità di un ‘antica cultura ricca di storia, tradizioni e scienza.”
*Ricercatrice Orientale di Napoli

Condividi subito