Gli errori giudiziari sono una piaga della giustizia, ne abbiamo parlato con la criminologa Ursula Franco

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Dottoressa Franco perché, nonostante le innovative tecniche d’indagine si continuano a commettere errori giudiziari?

Perché i giudici sono pigri e si fidano di PM incompetenti che, una volta individuato un “colpevole”, costruiscono castelli accusatori grazie alle consulenze di esperti partigiani. Il tutto avviene nella piena consapevolezza di tutti i partecipanti. Purtroppo in questi casi interviene un fattore ben noto a chi si occupa di errori giudiziari, la cosiddetta “Noble Cause Corruption”, ovvero coloro che collaborano ad incastrare il “colpevole” individuato dalla procura ritengono che sia moralmente accettabile dissimulare o mentire per una “nobile causa”. Aggiungo che certi consulenti che sostengono le procure immaginandosi omicidi mai avvenuti, molto spesso sono soggetti mentalmente disturbati o quantomeno hanno perso con il tempo la loro obiettività e sviluppato un odio profondo nei confronti dei loro simili, lo dico perché certe loro posizioni in certi casi giudiziari non possono spiegarsi altrimenti.

Dottoressa, quanti soldi spendono le procure in indagini inutili?

Moltissimi. E non solo i contribuenti pagano di tasca propria le indagini inutili ma anche gli stipendi e le pensioni dei magistrati incompetenti e, una volta riconosciuti gli errori giudiziari da loro commessi, sono ancora i cittadini a sborsare di tasca propria i soldi dei risarcimenti.

Dottoressa Franco, che cosa dovrebbero fare le procure per ridurre il margine d’errore?

I PM dovrebbero farsi affiancare da un criminologo capace, in specie quelli che non conoscono la casistica. Infatti è proprio la mancanza di cultura in ambito criminologico che li conduce a ricostruire omicidi senza precedenti né susseguenti. Un caso va esaminato nel suo complesso e tutto il materiale a disposizione deve essere conosciuto e processato da un unico magistrato, non si può spezzettare un’indagine. Purtroppo invece molti PM puntano su un’unica consulenza per chiudere il caso e quand’anche abbiano individuato il colpevole, lasciano spazio alla sua difesa. Peraltro è frequente che una procura indaghi per il reato sbagliato lasciando che il reato davvero commesso vada in prescrizione.

Ci faccia un esempio

Nel caso di Maria Ungureanu la procura ha focalizzato su due soggetti estranei a fatti e indaga per omicidio mentre si tratta di un caso di morte accidentale e il reato che è stato commesso da parte di una amica di Maria, è l’Omissione di soccorso.

 

Per non parlare delle violenze sessuali che la bambina subiva dal padre Marius, un soggetto ancora non indagato per questo grave reato e libero di reiterare.

 

 

 

Domenico Leccese 

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