È FUGGI FUGGI DA FRATELLI D’ITALIA, NE RIMARRÀ ALMENO UNO?

È grosso lo sforzo in cui il cronista deve prodursi per ricordare tutti i “cadaveri” che Gianni Rosa si è lasciato dietro. D’altro canto, su queste colonne eravamo stati facili profeti quando, in tempi non sospetti, già a febbraio, pronosticammo che la capolistatura di Rosa al Senato oltreché essere improduttiva avrebbe finito di decapitare il partitino che il consigliere regionale si è cucito addosso. Se avesse aperto anche alla base alle elezioni del 4 marzo, con ogni probabilità, il seggio senatoriale sarebbe meritatamente andato a FdI e non alla Lega. E, pressapoco con queste motivazioni, oggi se ne va anche uno dei dirigenti storici, Luciano Petrullo. Che ha dovuto lasciare anche il partito per evitare che le dimissioni gli fossero per l’ennesima volta respinte. La cosa preoccupante è che non solo la base abbandona il partito, ma tutti i vertici: due segretari provinciali di fila (Bellettieri e Blasi), un vicario regionale (Cimadomo) e oggi il cittadino del Capoluogo (Petrullo). Senza contare gli abbandoni di assessori e consiglieri comunali. Mentre il fido Ramunno strizza l’occhio più alla Lega che al partito di cui è dirigente nazionale. Ne rimarrà almeno uno? Forse no. Rosa è nervosissimo. Politicamente “abbaia”, ma non morde. È nel suo stile gridare mezze verità, per non dire bugie, tanti slogan e poca sostanza. E così prova a replicare come può. Caro consigliere, però, dove non arriva la memoria, può la tecnologia. Così vediamo chi mente