Confermata in Appello la condanna a Raimondo Caputo: ergastolo per l’omicidio di Fortuna Loffredo

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Confermata in Appello la condanna a Raimondo Caputo: ergastolo per l’omicidio di Fortuna Loffredo
I giudici della Corte di Assise di Appello di Napoli hanno dato torto alla psicologa Roberta Bruzzone che è consulente degli avvocati che assistono il padre di Fortuna, Pietro Loffredo 
La Bruzzone sostiene che la Fabozzi uccise Fortuna per proteggere Raimondo Caputo
Dott.ssa URSULA FRANCO
Un commento a caldo della criminologa Ursula Franco:
“E’ stato commesso un errore giudiziario, non è stato Caputo ad uccidere Fortuna ma Marianna Fabozzi. La Fabozzi ha ucciso la Loffredo non per evitare che la bambina raccontasse di eventuali abusi perpetrati dal suo convivente ma per futili motivi. È il secondo errore giudiziario in pochi mesi, a maggio è stato condannato Michele Buoninconti, un padre di famiglia incensurato, colpevole soltanto di non aver riconosciuto la crisi psicotica di sua moglie Elena Ceste.
Da un punto di vista morale fa meno male la condanna di oggi in quanto Caputo è un pedofilo che ha confessato di aver abusato di minori ma è comunque inaccettabile che sia stato condannato per un omicidio che non ha commesso. Sia Caputo che Buoninconti sono vittime di un processo mediatico senza via di scampo (e c’è ancora chi dice che i giudici non si fanno influenzare)
Nel caso di Buoninconti è stato creato un mostro che non è mai esistito e, pur sapendo che ciò che veniva raccontato su di lui non era vero, nessuno dei familiari della Ceste ha alzato la voce in sua difesa, anzi, pur di non ammettere che Elena era malata, hanno preferito che il padre dei loro nipoti venisse condannato a 30 anni di carcere per un omicidio mai avvenuto.
Caputo è stato invece condannato perché, da almeno due anni, quantomeno in seguito al ritrovamento del corpo senza vita di Maria Ungureanu, è stata diffusa la bufala che i pedofili molestatori uccidano le proprie vittime di abusi per paura di venir smascherati.
Peraltro Caputo, non avendo una reputazione da difendere in questo senso, non aveva nessun motivo per uccidere Fortuna”
Domenico Leccese

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