100 ANNI FA NASCEVA IL GRANDE ARCHEOLOGO PADRE VIRGILIO CORBO

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La casa di San Pietro

di Leonardo Pisani
Un illustre aviglianese, un grande lucano, uno straordinario uomo di cultura. Ben 100 anni fa, nasceva ad Avigliano Canio Corbo, era l’8 luglio 1918, destinato a diventare un grandissimo archeologo oltre che ad un uomo di profonda fede. Canio ben presto ha la vocazione, arrivo in Terra Santa a soli 10 anni nel 1929; entra nel collegio dei francescani minori ad Emmaus diventato francescano col nome di Virgilio in Terra Santa ove rimarrà per sempre; si lì spegnerà a Cafarnao nel 1991 il 6 dicembre 1991.  Padre Virgilio fu allievo dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, un’istituzione accademica facente capo alla famiglia francescana un’eccellenza nel campo della ricerca biblica ed archeologica.
Sotto la guida di padre Bellarmino Bagatti, durante il soggiorno forzato presso Emmus el-Qubeibeh tra il 1940 e il 1943, padre Corbo fece le prime esperienze di scavo archeologico, intensificate dalle ricognizioni archeologiche dei territori adiacenti al monastero, sede da cui i frati potevano uscire una volta a settimana. Primo campo di ricerca furono i monasteri bizantini del deserto di Giuda su cui discusse la tesi di laurea presso il Pontificio Istituto di Studi Orientali di Roma, tesi dal titolo “Gli scavi di Khirbet Siyar el-Ghanam (Campo dei Pastori) e i monasteri dei dintorni”, pubblicata poi nella Collectio Maior dello Studium Biblicum Franciscanum nel 1955. Successivamente di dedicò alle ricerche archeologiche sul Monte degli Ulivi in una area a ridosso del Santuario dell’Ascensione e nella Grotta degli Apostoli al Getsemani. Nel 1960 ebbe inizio la lunga attività di esperto archeologo presso il Santo Sepolcro con scoperte del periodo tardo romano e bizantino, attività condivisa con altrettanti importanti ricerche archeologiche che svolse presso la Fortezza dell’Herodion (1962-1967) e al Monte Nebo (1963-1970). A partire dal 1968 padre Corbo con padre Stanislao Lofredda lavorò al sito che lo rese più celebre, conducendo 19 campagne di scavo sul Lago di Tiberiade, in quella Cafarnao che restituì, grazie all’instancabile lavoro dei padri, la casa di Pietro trasformata dai primi cristiani in luogo di culto. 
Padre Corbo è stato un archeologo di fama mondiale, svolse la sua attività archeologica in Terra Santa dando un’impronta ed un contributo scientifico straordinario, in particolare effettuando diversi scavi nei siti Santa: a Betlemme tra il 1946 ed il 1954, sul Monte degli Ulivi nel 1959, nell’Herodion di Betlemme ( 1962 -1967) Proseguì gli scavi in un’altra fortezza erodiana, più precisamente presso il Macheronte dal 1967 al 1981, ed in seguito in una basilica bizantina e nel monastero del monte Nebo e nell’antica città di Magdala. È noto in particolare per aver ritrovato nella città di Cafarnao una casa del I secolo A.C. , attribuita in seguito all’apostolo Pietro, sulla quale fu consacrato un memoriale dedicato al santo, oltre alla Sinagoga frequentata da Gesù. Tutta l’archeologia legata ai luoghi sacri porta l’impronta della sua attività scientifica: da ricordare anche la scoperta della tomba di Erode il Grande.“Sono nativo della Lucania e attaccato alla mia terra, ma sono venuto in Palestina da ragazzino, a dieci anni. Nella terra di Gesù ho vissuto un’esperienza che mi ha fatto comprendere la storia del Cristianesimo e la bellezza del Vangelo. E questa esperienza continua ancora con risvolti, sorprese, scoperte sempre più interessanti: per questo ho deciso di restare sempre in Terra Santa al servizio del Vangelo e della Scienza” così disse in una intervista e il desiderio di questo straordinario uomo, religioso e archeologo è stato esaudito: il suo corpo infatti è stato tumulato presso la casa dell’Apostolo Pietro, la cui scoperta gli ha segnato un posto di prestigio nella storia dell’archeologia
La sua vita ed opera è ricordata nel libro “Padre Virgilio Corbo Una vita in Terra Santa” Edizioni Terra Santa una monografia curata dallo Studium Biblicum Franciscanum .Ecco alcuni ricordi su Padre Virgilio tratti dalla monografia:”Se oggi possiamo conoscere le strutture del Santo Sepolcro, non più le piante ideali, lo dobbiamo alla competenza e alla grande passione di padre Corbo, che lavorò ‘con intuito d’amore verso Colui che di questo monumento è figura trionfante’. Padre Corbo: non solo un archeologo, ma un testimone in loco delle sue scoperte”. (p. A. Niccacci e p. G. Claudio Bottini, SBF, Gerusalemme), “Padre Virglio Corbo non è scomparso. Egli è presente nei luoghi che ha scavato, è presente nei musei, è presente nelle biblioteche, ma soprattutto è presente dovunque c’è al mondo un aviglianese; è presente in una schiera di confratelli e di ammiratori che trasmettono con entusiasmo il suo spirito, la sua grinta, la sua fede, e in modo particolare il suo amore per la Terra Santa, dove trascorse tutta la vita”. (p. S. Loffreda, SBF, Gerusalemme) .Ecco una sua breve bibliografia: Gli scavi di Kh. Siyar el-Ghanam (Campo dei Pastori) e i monasteri dei dintorni, Gerusalemme 1955, Ricerche archeologiche al Monte degli Ulivi, Gerusalemme 1965Cafarnao. 1: Gli edifici della città (Studium Biblicum Franciscanum, 19), Gerusalemme 1975.Resti della Sinagoga del primo secolo a Cafarnao, in “Studia Hierosolymitana III” (SBF Collectio Maior, 30), Gerusalemme 1981

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