Quando la voglia di avere un gatto fa “brutti” scherzi

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Racconti Quando la voglia di avere un gatto fa “brutti” scherzi

Stavo camminando in una stradina semi buia, perché il sole non riusciva a filtrare, quando un rumore attirò la mia attenzione.
Mi voltai ma, non vidi niente. Tornai sui miei passi ma il rumore fu più forte. Non ero l’unica persona che stava passando di li, ma sembrava che il resto della gente non sentisse niente.
Finalmente lo vidi. Vicino ad uno scatolone c’era un gatto tutto nero con una macchia bianca sul petto, vicino al cuore.
Sembra proprio che la macchia volesse indicare dove fosse posizionato.
Mi avvicinai circospetta per non spaventarlo e non farlo scappare ma, il gatto, non ne aveva proprio intenzione.
Mi inginocchiai, allungai la mano per farmela annusare.
La sua reazione mi lasciò a bocca aperta. Mi salì letteralmente sulle ginocchia ed io rischia di cadere indietro.
Mi alzai e lo sollevai prendendolo in braccio.
Ci guardammo negli occhi per qualche secondo intensamente, anche se a me sembrò che il tempo si fosse fermato.
Mi girai e mostrai il gatto ad un signore che stava passando di li “ha visto che bello?”.
Il signore dall’aria molto distinta mi guardò e non disse niente e proseguì il  cammino.
Probabilmente non gli piacciono i gatti, pensai. Avevo deciso; me lo sarei portata a casa.
Fortunatamente non avevo molta strada da fare e lui non sembrava infastidito di stare in braccio a me.
Mentre stavo entrando nell’androne di casa, incontrai la vicina che, stava correndo a prendere la nipote all’asilo.
Le mostrai tutta orgogliosa il mio gatto, dicendole che lo avevo appena trovato.
Lei proseguì la sua corsa, arrivò al cancello, si girò e con faccia perplessa mi disse, “cosa hai trovato?” e uscì.
Mi arrabbiai. Se si fosse fermata due minuti avrebbe visto il mio bellissimo gatto.
Abbassai lo sguardo su di lui e mi fece l’occhiolino.
Si ne sono sicura mi fece l’occhiolino come per dire “non te la prendere, sono sempre tutti di corsa, al mondo d’oggi“.
Già, il gatto che avevo trovato era anche un saggio. Entrai in casa e lo lasciai scendere dalle mie braccia.
Lui si stiracchiò le zampe anteriori e iniziò ad ispezionare la casa. Lo seguii nel suo giro di ricognizione, incuriosita più di lui, su cosa attirasse la sua attenzione. Entrò nella mia camera e salì sul lettone.
Annusò uno per uno tutti i miei peluches si girò due volte su se stesso e si acciambellò proprio in mezzo a loro.
Mi sdraiai nell’altro lato del letto e lo guardai innamorata. Quanto avevo desiderato avere un gatto, e adesso lui era tutto mio.
Mentre scorrevo mentalmente l’elenco dei nomi che potevo dargli, mi addormentai.
Mi destai di soprassalto svegliata dal campanello di casa.
Mi tirai su e guardai verso l’orologio per vedere che ore fossero.
Era già ora di cena e sicuramente alla porta c’era mio marito.
Mentre litigavo con le ciabatte che non riuscivo ad infilare, uscii dalla camera preceduta dal gatto che con la coda ritta si era sistemato davanti alla porta di casa.
Oddio e ora cosa avrei detto per giustificare l’arrivo del gatto in casa, non mi ero preparata nulla e sicuramente non sarebbe stata una passeggiata convincere mio marito a tenere il felino.
Aprii con il miglior sorriso che potessi avere, lasciando il campo visivo sul delizioso micio.
Chi avrebbe osato rimandarlo per strada, vedendoselo davanti!
Entrò e non lo degnò neanche di uno sguardo.
Stava quasi per passargli sopra quando il gatto, con uno spostamento laterale, lo lasciò passare.
Possibile che non lo avesse visto?
Andò in camera e si sedette sul letto per spogliarsi accompagnato dal gatto che si sedette li vicino.
Si tolse il vestito piegandolo accuratamente e il gatto ci si adagiò sopra.
Ora si che lo avrei sentito, il gatto su uno dei suoi magnifici vestiti!
Ma niente anche questa volta, non proferì parola. Ero esterrefatta.
Stavo per urlargli dietro “è inutile che fai finta di non vederlo, da oggi lui è un nuovo membro della famiglia” quando il gatto mi rifece l’occhiolino.
Ok stavo impazzendo, era la seconda  volta oggi, che vedevo il gatto farmi l’ occhiolino.
“Com’è andata oggi?” mi chiese. Stavo per aprire bocca ma il gatto fece un balzo, inaspettato, e mi sali in braccio. 
“Allora, com’è andata oggi, cosa hai fatto di bello?” ripeté guardandomi negli occhi.
Io stavo accarezzando il gatto e contemporaneamente lo fissando negli occhi. “Tutto bene grazie, ho fatto un giro fuori ma poi sono rientrata presto, e a te?”.
“Quel cretino che dovevo vedere non …” iniziò a raccontarmi cosa era successo al lavoro ma io, dopo le prime parole non lo stavo più ascoltando.
Ero incantata a guardare negli occhi il mio gatto. Stringeva le pupille e le rilasciava.
Mi stava forse parlando? Mi sentii prendere per un braccio. “Ma mi stai ascoltando?” Guardai l’ultima volta il gatto, svegliata dal trance e dissi “Sei solo per me!” e lo appoggiai sul pavimento.
Mi girai e uscii dalla stanza per andare a preparare la cena, preceduta da un gatto saltellante.
Lascia mio marito meravigliato in camera, ma forse neanche più di tanto.
Quando entrò in cucina io avevo già dato da mangiare al gatto, che lo stava aspettando seduto composto sulla seggiola di fianco alla sua.
Cenammo in silenzio, guardammo poi la tv sul divano, io con il mio gatto appisolato sulle ginocchia.
Quando andai a letto, si infilò sotto il piumone con me e iniziò a fare le fusa.
“Non prendi la melatonina stasera?”. “No, mi sa che stasera non ne ho bisogno” gli risposi.
Mi avvicinai il gatto ancor di più e gli dissi sotto voce “Ho capito tu, sei solo per me!

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