Dibattito sul futuro del turismo a San Fele oltre le CASCATE “U Uattenniere”

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Dibattito sul turismo ieri sera a San Fele
Tavolo di presidenza “nutrito” e presenza del governatore della Basilicata Marcello Pittella. Buona presenza di pubblico ma pochi i giovani presenti. Ha introdotto Michele Sperduto. Sua una seppur breve illustrazione di quanto lavoro svolto in questi anni e di quanto c’è ancora da fare. Intervento utilitaristico quello di Michele Sperduto che tuttavia ha contenuto una esatta ricostruzione dello stato di cose.

 

 

Tre a mio parere gli aspetti da sottolineare:
1) l’intervento di Marcello Pittella che ha promesso un milione e ottocentomila Euro per la valorizzazione delle cascate, specificando due cose:

una, che tale finanziamento è subordinato alla presentazione da parte del comune di San Fele di un progetto (anche se di massima), complessivo dell’intera area del torrente Bradano e cioè, viabilità, infrastrutture, ricostruzione, ecc.;

due, che il tutto (progetto e documentazione a corredo), sia presentato entro la fine di settembre al massimo entro i primi di ottobre. La ragione di questa tempistica è data dal fatto che il Presidente della Giunta Regionale vuole ratificare questi accordi prima delle elezioni, in questa maniera, secondo Pittella, l’accordo rimarrebbe valido anche se non ci fosse nel 2019 una sua rielezione.

In altri termini se anche Pittella perdesse le elezioni il suo successore (di qualunque fede politica sia), sarebbe obbligato al rispetto degli accordi e questo sarebbe garanzia che il progetto di sviluppo delle cascate venga portato a termine.

2) All’intervento di Marcello Pittella è seguito quello dell’avvocato Donofrio che ha ribadito come e quanto il fenomeno delle cascate sia un unicum nella storia della regione Basilicata in quanto realizzato nella completa assenza dell’amministrazione comunale e quindi senza il supporto politico ed economico della pubblica amministrazione. L’avvocato Donofrio ha evidenziato inoltre che tale assenza della politica non abbia nessuna giustificazione plausibile se non nell’intento di boicottare un fenomeno nato non nelle stanze del potere ma dalla volontà e dalla tenacia dell’associazione U Uattnniere che con le solo proprie forze ha ideato e gestito un fenomeno turistico che oggi conta di circa 50.000 arrivi annui. L’avvocato Donofrio ha auspicato infine che da oggi si cambi passo e che se anche i ritardi non siano mai del tutto recuperabili, almeno non si perda ulteriore tempo e si proceda celermente a fare tutti gli adempimenti del caso, registrando oggi la disponibilità della regione Basilicata a finanziare lo sviluppo delle cascate. All’intervento dell’’avvocato Donofrio sono succeduti alcuni interventi degli ospiti presenti che reputo abbastanza inutili e pertanto vi risparmio il resoconto.

È intervenuto infine il Consigliere comunale Faruolo che ha sottolineato come oggi ci troviamo nella condizione di dover programmare un progetto in così poco tempo mentre è da anni che si sollecita l’amministrazione comunale a programmare lo sviluppo delle cascate.

La critica di Faruolo insomma è quella di sempre e cioè che l’inerzia di questa amministrazione, sorda a qualunque sollecitazione, ha frenato un fenomeno turistico di enormi dimensioni e di vitale importanza per lo sviluppo di San Fele.

Il sindaco ha ovviamente balbettato qualche scusa sui ritardi e sul “mai fatto” ma restano evidenti le colpe di questa amministrazione.

3) L’ultima cosa che vorrei sottolineare riguarda l’intervento di Mariano Schiavone. Il direttore dell’APT ha esordito bollando come rancorosi gli interventi venuti dal pubblico.

Al che ho tentato di dire qualcosa, prontamente bollato anche io come maleducato per aver interrotto cotanta personalità. Ho ribattuto che non mi conosceva e quindi non poteva darmi del maleducato per il solo fatto di averlo interrotto. Il direttore dell’APT ha comunque continuato il proprio intervento ribadendo che spesso siamo bravi solo a criticare e che per questo le cose spesso vanno male. Schiavone ha poi completato il proprio intervento elencando le spese dell’APT sui rotocalchi nazionali per promuovere le cascate.

Conclusioni
Per quanto riguarda il primo punto, in qualunque maniera uno voglia interpretarlo mi sembra davvero forte la presa di posizione di Marcello Pittella. Inoltre sarà facilmente verificabile se abbia detto la verità oppure no. Basterà produrre il progetto di sviluppo delle cascate e chiamarlo a San Fele a firmare i documenti di concessione dei finanziamenti entro settembre/ottobre 2018 (cosa che ha proposto lui stesso).

Con tali premesse, mi preme sottolineare che l’amministrazione di San Fele oggi è chiamata a fare in tre mesi quello che non ha fatto per anni e cioè svolgere il proprio ruolo di programmazione nello sviluppo delle cascate, pena la perdita dell’ennesimo treno per questa comunità.

Resto speranzoso che si produca qualcosa di buono ed in quest’ottica, (il gruppo di opposizione sarà a completa disposizione pur di raggiungere il risultato auspicato).

In ultimo vorrei ricordare al direttore dell’APT che quando qualcuno muove una critica ad una amministrazione non lo fa necessariamente per motivi di rancore ma semplicemente perché vuole affermare il proprio punto di vista, specie se argomentato.

Bollare un intervento come ha fatto Lei è semplicemente la conferma che quando la politica viene criticata (l’amministrazione di San Fele nella fattispecie), la stessa politica (che Lei rappresenta in quanto nominato dalla politica), corre sempre in soccorso di sé stessa.

Sappia direttore che è scorretto ridurre un sacrosanto diritto di critica a mera rancorosità. Tra l’altro a mio parere, Lei è intervenuto in merito a questioni (l’oggetto della critica) che riguardano la vita politica dell’amministrazione comunale che evidentemente non conosce.

Lei, direttore non potendo entrare nel merito della critica ha ritenuto allora, di semplificare il tutto ricorrendo alla massima di Valèry che dice:

“se non puoi distruggere il ragionamento, distruggi il ragionatore”

È stato scorretto direttore e queste scorrettezze da parte di un direttore di un ente regionale non ce le aspettiamo di certo”  VITANTONIO CARRIERO 

Cascate di San Fele

Il Torrente Bradano sgorga dall’Appennino Lucano in località matise di San Fele in Provincia di Potenza, confluisce nella fiumara di Atella e poi nel fiume Ofanto-Mare Adriatico. Attraversando il territorio del comune di San Fele il torrente è costretto ad effettuare dei particolari salti di quota, dando origini alle numerose e caratteristiche Cascate di San Fele. Le Cascate prendono il nome da “U uattenniere”, la trasposizione dialettale di ” Gualchiera”, macchina utilizzata in antichi opifici, costruiti a ridosso delle cascate proprio per sfruttare la forza dell’acqua che cadendo su pale di legno mettevano in movimento dei magli ( martelli) che battevano la lana tessuta. Con questa lavorazione si rendeva il panno di lana più resistente, pronta per le successive lavorazioni. La potenza dell’acqua veniva impiegata anche per il funzionamento di antichi mulini, i cui resti ancora oggi presenti, testimoniano l’ingegno e la devozione al lavoro dei Sanfelesi. Grazie all’impegno del Comune di San Fele, oggi possiamo ammirare gran parte delle Cascate di San Fele, riportate al loro antico ed affascinante splendore. Attualmente sono stati individuati e resi fruibili percorsi naturalistici,tutti riportati nella mappa sottostanti, con diverse difficoltà di percorrenza, da quelli brevi e semplici a quelli più lunghi e impegnativi, studiati per permettere a tutti i visitatori di apprezzare al meglio la straordinaria unicità e bellezza del paesaggio che fa da cornice alle cascate di San Fele.

Domenico Leccese

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