La criminologa Ursula Franco smonta la bufala che vuole che Zodiac e il Mostro di Firenze siano la stessa persona

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Dott.ssa URSULA FRANCO

Dottoressa cosa ne pensa della teoria Zodiac uguale Mostro di Firenze?

È  una boiata, è la ciliegina sulla torta di una delle pagine più nere della criminologia italiana. Quello del Mostro di Firenze che ha ucciso 16 persone, è un caso giudiziario irrisolto di cui dobbiamo vergognarci internazionalmente, non perché chi ha indagato non abbia identificato il serial killer nostrano ma perché ha mostrato di non saper nulla di delitti seriali; gli inquirenti e i giudici, non solo hanno fantasticato di vendite di “feticci” e “festini” ma hanno distrutto le vite di soggetti estranei ai fatti.

E le lettere inviate dal Mostro e da Zodiac?

È  comune che i serial killers inviino missive di sfida agli inquirenti, gli permette di tenere alti i livelli di cortisolo, adrenalina e noradrenalina che sono gli ormoni dello stress, adorano il rischio e amano stare al centro dell’attenzione. La riprova del desiderio di palcoscenico dei serial killers è Angelo Izzo, un assassino sociopatico che ha preteso negli anni di fornire ai magistrati informazioni sulla strage di piazza Fontana, sulla strage di Bologna e quella di piazza della Loggia, sugli omicidi di Mino Pecorelli, Fausto e Iaio e Piersanti Mattarella, sulla morte di Giorgiana Masi, su molti altri episodi di terrorismo e di mafia, sulla violenza sessuale subita da Franca Rame e infine sulla scomparsa di Rossella Corazzin, lo ha fatto solo perché si tornasse a parlare di lui.

Cosa c’è in comune tra le lettere inviate da Zodiac e quelle del Mostro di Firenze?

Nulla. Quell’insieme di segni zodiacali e numeri mostrati in televisione non sono mai stati attribuiti al Mostro di Firenze. Nel caso del serial killer italiano abbiamo un’unica certezza, ovvero che egli abbia inviato un lembo di pelle di Nadine Mauriot, una delle sue ultime due vittime all’interno di una busta con l’indirizzo scritto con lettere ritagliate dai giornali a Silvia Della Monica, un magistrato che si stava occupando del suo caso, il resto sono lettere inviate da mitomani, qualche migliaio.

Dott.ssa Franco perché il mostro di Firenze e Zodiac non possono essere la stessa persona?

Zodiac avrebbe rivendicato anche gli omicidi italiani firmandosi Zodiac. È nella natura umana attribuirsi ciò che ci appartiene.

E poi per un serial killer il legame con il territorio è vitale 

In caso di reati seriali commessi da serial killers stanziali, una tecnica per determinare in quale area viva l’offender è lo studio dei luoghi in cui commette i suoi crimini da un punto di vista geografico.
Un serial killer che colpisce sempre nella stessa area mostra di aver uno stretto legame con il territorio in cui opera, tanto che grazie ad un modello comportamentale detto Geographic profiling si può delimitare l’area in cui il soggetto vive e anche ipotizzare se si muova o meno a bordo di un mezzo di trasporto.

Il modello comportamentale sul quale si basa il Geographic profiling ipotizza che un soggetto selezioni le sue vittime vicino a casa e che quindi viva nell’area all’interno del suo raggio d’azione. Le zone in cui l’offender colpisce rientrano in una “comfort zone” un’area dove si sente al sicuro, area che, nella maggior parte dei casi, non è nella cosiddetta zona cuscinetto a ridosso di casa sua, in quanto in quell’area teme di venir facilmente riconosciuto.
I luoghi dove l’offender si sente al sicuro sono quelli che frequenta e dove ha l’opportunità di incontrare le sue vittime; le “comfort zone” possono essere multiple; luoghi, non solo vicini a casa sua ma anche al posto di lavoro o alla casa dei suoi familiari.

Va da sé che difficilmente un serial killer poteva essere di casa a San Casciano in Val di Pesa e a Vallejo… siamo seri.

Domenico Leccese

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