POTENZA: RIMPASTO DI GIUNTA. A DE LUCA CHIESTO DI DIMISSIONARE CELI

di Maria Fedota
POTENZA. Sembra ormai vicina la resa dei conti al Comune di Potenza ma, al momento, nessuna scadenza certa.
Sta di fatto che dopo l’approvazione in Consiglio Comunale il 4 maggio scorso al rendiconto della gestione 2017, i partiti di centrosinistra hanno cominciato a bussare alla porta di De Luca. Il sindaco di centrodestra dall’inizio della sua consiliatura, lo ricordiamo, è riuscito a governare grazie all’appoggio dei partiti di centro sinistra «per il bene della città».
Finita la fase di riequilibrio di bilancio le forze che hanno sostenuto il sindaco, che non lo avevano votato all’urna, potrebbero decidere di staccare la spina per giungere al rinnovo dell’amministrazione. Un’ipotesi molto possibile, che investe sicuramente il nuovo intergruppo di centrosinistra (Partito democratico, Socialist and democrats, e Lofrano) costituitosi da poco in Consiglio Comunale.
La fase di “ricostruzione” sembrerebbe sia alle porte. Alcuni rappresentanti del nuovo intergruppo hanno incontrato il sindaco per parlare dell’azzeramento di giunta, delle dimissioni dell’assessora Celi e di un nuovo programma cittadino.
Il segretario regionale del Pd Polese lo aveva detto e l’ha ribadito nel corso della direzione del partito: si chiederà al sindaco De Luca di azzerare la giunta e se azzeramento non ci sarà saranno, comunque ritirati gli assessori riferimento dem. I consiglieri che hanno chiesto udienza a De Luca vorrebbero fare proprio questo: dare mandato alle decisioni prese dalla direzione altrimenti si revocherà il sostegno di fine legislatura.
Sulla giunta De Luca sembra si sia detto ben disposto, l’intergruppo avrebbe chiesto di rimpiazzare la dimissionaria Cutro e di avere anche il posto del Celi, espulsa dal Pd e di conseguenza non più un membro di quello schieramento. Il sindaco avrebbe chiesto dei nomi, meglio se si donne. Dopo le dimissioni di Donatella Cutro il sindaco ha visto ridurre notevolmente il numero delle assessore del suo governo. Ridurre drasticamente, visto che la lògge Delrio impone una presenza femminile in giunta di almeno il 40%. Perciò se innesto deve essere che almeno sia al femminile. L’assesora Celi, però, non sembra ben disposta a lasciare la sua postazione. Secondo indiscrezioni, sarebbe in cerca di un nuovo riferimento politico. Dopo essere stata scaricata da De Filippo per non aver rassegnato le dimissioni, negli ultimi giorni sembra abbia chiesto al consigliere regionale Aurelio Pace di aprire un nuovo ragionamento politico. Una soluzione che sembra non dispiaccia a Pace perchè in questo modo insieme alla presenza di Fernando Picerno in Consiglio rafforzerebbe la sua posizione con un nuovo assessorato. Soprattutto dopo che l’assessora Errico e il consigliere Morlino hanno deciso di allontanarsi dal gruppo dei Popolari di Pace.
Ma non solo. Gli esponenti dell’intergruppo avrebbero chiesto rassicurazioni a De Luca su eventuali ricandidature. Il primo cittadino lo ricordiamo, a inizio marzo, aveva annunciato una sua possibile ricandidatura alla guida della città in caso di una fine consiliatura prematura determinata dal venir meno della maggioranza. Ma se il patto di fine legislatura verrà rispettato De Luca sembra aver dato la sua parola, a nessuna nuova ricandidatura nè al Comune nè alle regionali.
Un patto che sembra convenire a tutti: sindaco, giunta e consiglieri. Questioni di numeri, di intese e opportunismi politici.
Ne sono convinti anche i coordinamenti cittadini di Centro Democratico +Europa, Centristi per l’Europa, Civici per l’Europa che affermano: «Incontri che avrebbero come fine ultimo la ridefinizione della modalità di partecipazione al Governo cittadino (assessori da sostituire, formali programmi da riscrivere, dimissioni della Giunta comunale) in cambio di un sostegno di fine legislatura. Iniziativa, dunque, quella messa in campo, personalistica e oggettivamente inutile, equivoca nel ruolo ricoperto dal Pd e da alcuni suoi pezzi, (visto che taluni consiglieri hanno anche votato il bilancio ed il consuntivo in dispregio alle indicazioni ufficiali) che per noi è impropria e fortemente strumentale e che di fatto snatura l’iniziativa di ricostruzione di un progetto comune del Centro-sinistra dovendo registrare tra i protagonisti, personaggi già pronti all’ennesimo “salto della quaglia”, da destra a sinistra con ritorno a destra, adesioni formali a schieramenti di centro-destra che preparano l’alternativa al Governo Regionale e si proiettano in una dimensione da disastro amministrativo per il Capoluogo di regione. Fermate il treno lanciato verso il disastro, prima che sia troppo tardi».
Di tutto questo però se ne discuterà oggi in una riunione di tutto il centrosinistra organizzata dal segretario regionale del Pd Polese. Mentre domani sera il capogruppo dem Gianpaolo Carretta ha invitato tutti i i consiglieri comunali di centrosinistra.
Sullo sfondo i dati delle scorse politiche che vedono il Pd in caduta libera anche nella città capoluogo dove a raccogliere largo consenso è stato il M5s e che ora prova a fare massetto in una coalizione che si sta sbriciolando. Il risultato delle urne non lascia dubbi: il Pd non ha convinto e far cadere il governo De Luca potrebbe essere una mossa tesa a recuperare consenso. Ma potrebbe anche essere interpretata dall’elettorato come una scelta “obbligata” che segna una marcia indietro rispetto all’iniziale decisione di appoggiare il sindaco del centrodestra «per il bene della città». Nel Pd si è creata una spaccatura per le scelte personali di eletti in Consiglio comunale in rappresentanza dei dem ed il cui apporto è stato decisivo per la prosecuzione del governo cittadino di De Luca. Una buona fetta degli eletti nel centrosinistra ha garantito il sostegno al sindaco durante la fase critica dei tagli alle spese , ma passato il dissesto la situazione potrebbe rovesciarsi e in vista delle regionali di novembre il capoluogo dovrà sicuramente dare il buon esempio.