POLICORO le associazioni incontrano i cittadini per l’emergenza acqua potabile 14 maggio 2018 Sala Consiliare

ROTONDELLA, ACQUA POTABILE NELLE AREE RURALI

Aree rurali: finalmente l’acqua potabile. Sarà presto attivo il serbatoio idrico per le contrade Terzetti, Tascione e Mancosa, zone del territorio di Rotondella al confine con quello di Valsinni.

La notizia non è di poco conto: sono aree in cui non era mai arrivata l’acqua potabile. Le condotte esistevano da anni ed erano state anche soggette a lavori di manutenzione, ma il sistema non era mai stato messo in funzione proprio per i problemi del serbatoio e anche i lavori di manutenzione posti in essere, in molti casi, non erano risultati sufficienti.

Fino a ora l’approvvigionamento idrico, per i residenti di quelle zone, era gestito con il ricorso ai pozzi.

Le cose cambieranno perché l’amministrazione ha messo in bilancio una somma di circa 40 mila euro per l’azione: i lavori saranno realizzati da Acquedotto Lucano.
Spiega il sindaco di Rotondella Vito Agresti “Non potevamo permettere che continuasse questo disagio per i cittadini di quelle aree. Non era tollerabile, nel 2018, una situazione che richiamasse condizioni di vita ereditate dal secolo scorso. L’azione esprime la nostra attenzione alle aree rurali e ai disagi dei suoi residenti, che spesso non si sentono ascoltati dalle istituzioni”
 Abbattimento dei cloriti nel trattamento delle acque Esperienze e metodologie usate da AQP per la disinfezione delle acque

I lavori di costruzione dell’Acquedotto Pugliese, per addurre in Puglia le acque delle sorgenti del fiume Sele in Caposele (AV), hanno avuto inizio nel 1906 e già nel 1915 è iniziata la distribuzione dell’acqua potabile in Bari e 26 Comuni della provincia.

Negli anni successivi e fino al 1938, man mano che venivano completate le opere, tutti i comuni previsti nel progetto ministeriale sono stati riforniti di acqua del Sele.

Nel 1942 lo Stato ha affidato all’Acquedotto Pugliese, con legge 664/42, l’onere della ristrutturazione e gestione degli acquedotti a servizio delle popolazioni della vicina Regione Basilicata.

Fino al 1974 l’Acquedotto ha immesso nella complessa rete distributrice realizzata soltanto acque sorgentizie e di falda e a partire da tale anno ha, anche, utilizzato acque superficiali e, precisamente, in febbraio, quelle invasate nel lago del Pertusillo in provincia di Potenza, e, in luglio, quelle invasate nel lago del Fortore in provincia di Foggia, con immissione delle stesse, dopo i dovuti trattamenti di potabilizzazione, all’origine degli Acquedotti del Pertusillo, a servizio dei comuni della Puglia centrale e meridionale, e del Fortore, a servizio dei comuni della Puglia settentrionale, acquedotti con uno sviluppo di diverse centinaia di chilometri di condotte.

L’utilizzo di tali acque superficiali e di quelle dei laghi del Sinni e del Locone era stato previsto dal Decreto Ministeriale 03.08.1968, di approvazione del Piano Regolatore Generale degli Acquedotti, in attuazione della Legge 04.02.1963 n° 129 e, successivamente, dette acque sono state vincolate con Decreti del Ministro dei LL.PP del 14.07.1969, per l’attuazione del Piano Regolatore nelle Regioni Puglia e Basilicata.

Gli invasi oggi utilizzati dall’Acquedotto Pugliese e destinati ad uso promiscuo: potabile, irriguo, idroelettrico e industriale, hanno le seguenti capacità massime:

Pertusillo 155.000.000 mc

Fortore 290.000.000 mc

Sinni 530.000.000 mc

Camastra 32.000.000 mc

Locone 131.000.000 mc

Le acque di tali invasi, ai sensi della legislazione vigente D.P.R. n° 515 del 03.07.1982 “Attuazione della Direttiva CEE n° 75/440 concernente la qualità delle acque superficiale destinate alla potabilizzazione”, sono risultate classificate tutte in categoria A2 che prevede per la loro potabilizzazione il trattamento fisico e chimico normale e disinfezione.

Con l’incremento dei consumi le altre acque superficiali sono state immesse, dopo i trattamenti di potabilizzazione, nella complessa rete distributrice dell’Acquedotto Pugliese, alle seguenti

date:

febbraio 1986 Sinni 1 – Laterza (TA)

novembre 1986 Camastra – Potenza

maggio 1990 Sinni 2 – Montalbano Jonico (MT)

giugno 1999 Locone – Minervino Murge (BA).

Nell’ultimo triennio il volume annuo complessivo di acqua immesso all’ origine dei vari schemi idrici interconnessi dell’Acquedotto Pugliese, diviso per tipologia di provenienza dell’acqua, è risultato:

Anno Sorgenti Falda Superficiale TOTALE 2001 194.998.615 128.559.744 294.049.975 617.608.334 2002 152.167.754 133.077.601 304.356.932 589.602.287 2003 196.561.184 108.842.191 317.433.981 622.837.356 e nell’ultimo anno il volume complessivo di acque superficiali distribuito ha rappresentato il 50,97 % sul totale immesso al consumo.

Fino al 1974 l’unico agente utilizzato per la disinfezione delle acque è stato l’ipoclorito di sodio, mentre con l’entrata in esercizio dei primi impianti di potabilizzazione a tale agente si sono aggiunti il cloro gas e il biossido di cloro, prodotto in loco dalla reazione tra clorito di sodio e acido cloridrico mentre negli ultimi tre impianti entrati in esercizio si utilizzano il biossido di cloro e l’ipoclorito di sodio.

Nel corso degli anni l’utilizzo dei vari tipi di disinfettante, da soli o combinati tra di loro, è stato dettato, in alcuni periodi dell’anno, dalla necessità o meno di abbattere determinati composti (manganese, anidride solforosa, ecc) in modo tale da assicurare anche all’ultima utenza, distante centinaia di chilometri dall’origine degli acquedotti, un valore di cloro residuo non inferiore a 0,2 mg/l, che la norma oggi in vigore pone come limite “consigliato”.

Per le complessità degli schemi idrici della rete distributrice, legata tra l’altro alla lunghezza delle condotte ed ai tempi che l’acqua impiega per attraversare i grandi serbatoi di linea posti lungo gli adduttori primari, con volumi anche di 200.000 mc ciascuno, per assicurare la presenza di cloro residuo nei punti terminali della rete, si è reso necessario realizzare impianti sussidiari di clorazione, ad ipoclorito di sodio, in alcuni punti nodali del sistema idrico come per esempio al partitore di Taranto, ai serbatoi di San Paolo, Brindisi, Galugnano, S. Eleuterio dello schema Pertusillo, al Torrino di Foggia, ai serbatoi di Manfredonia, Vieste, Monte Sambuco, di Troia-Orsara dello schema Fortore ecc.ecc..

In tale situazione, l’entrata in vigore il 09.05.1986 del D.P.C.M. dell’08.02.1985

“Caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano“ che, per la prima volta, ha fissato un Valore Limite, pari a 30 ppb, per i THM, tabellati al parametro 31, che si formano nel trattamento di acque superficiali con cloro gas e/o ipoclorito di sodio in presenza di particolari agenti precursori, ha posto il problema della ottimizzazione dell’impiego dei vari disinfettanti usati al fine di verificare il rispetto dei nuovi limiti che, però, sarebbero entrati in vigore l’08.05.1991, termine questo confermato dal successivo D.P.R. 236/88 “Attuazione della Direttiva CEE n° 90/778 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano”.

Si è, quindi, dovuto ricercare, negli impianti di potabilizzazione in esercizio, posti come evidenziato all’origine dei vari schemi idrici, l’ottimale dosaggio combinato cloro – biossido, dovendo tener conto delle successive clorazioni sussidiarie ad ipoclorito di sodio in modo da non superare il limite di 30 ppb per i THM nei punti terminali della rete di distribuzione, ma non considerando il clorito residuo perché non tabellato dai suddetti decreti.

Tale ricerca ha portato ad individuare una elevata presenza di THM nell’acido cloridrico impiegato sia come acidificante che per la produzione di biossido di cloro e si è dovuto imporre alle ditte fornitrici del prodotto la consegna di acido da sintesi privo di tali impurezze.

Con il recepimento della Direttiva CEE n° 90/778 il limite per i THM, nei vari Stati membri, è risultato normato in maniera differente, infatti a fronte dei 30 ppb dell’Italia, il limite è risultato 100 ppb per il Belgio, la Gran Bretagna e l’Irlanda, mentre per altri paesi risulta di 350 ppb per il Canada e di 100 ppb per gli USA e la Norvegia.

Per la verifica di problematiche legate alla presenza di THM nelle acque destinate al consumo umano nei vari Stati membri, la Commissione Europea per l’Ambiente fece redigere un rapporto, datato 1996, che ha preso in esame la situazione di vari acquedotti in tutta Europa.

Tra gli acquedotti d’Italia esaminati vi è anche l’esempio dell’Acquedotto Pugliese per il quale risulta rispettato il valore di 30 ppb per i THM anche nei punti più lontani della rete di distribuzione, dove l’acqua arriva a distanza di oltre 240 ore dalla partenza dall’impianto di potabilizzazione. Per i dati relativi alla verifica della situazione della Puglia ha collaborato l’Acquedotto Pugliese, ma si ribadisce che, all’epoca, non è stato analizzato il valore di clorito residuo perché, come detto non normato.

L’entrata in vigore del D.Lgs n° 31/01, che per la prima volta ha, invece, tabellato anche il clorito, fissando un valore di parametro di 200 ppb a decorrere dal 25.12.2006 e di 800 ppb per il periodo 25.12.2003 – 25.12.2006, ha posto ad AQP il problema della ulteriore ottimizzazione dei trattamenti di disinfezione delle acque superficiali al fine di rispettare i nuovi dettati legislativi, problema già all’attenzione della Società che nel redigere il Piano Operativo Triennale 2002 – 2005 ha previsto interventi da realizzare sugli impianti di potabilizzazione del Pertusillo, del Fortore, del Sinni e del Locone per un investimento complessivo di circa € 44.000.000,00.

A seguito dei positivi risultati raggiunti sull’impianto di potabilizzazione del Camastra, dove, nel frattempo, era stata realizzata la sezione di filtrazione a carboni attivi in serie a quella esistente a sabbia, e dopo una breve esperienza condotta sull’impianto di potabilizzazione del Fortore, con l’impiego di sali ferrosi per l’abbattimento del clorito, in considerazione anche delle problematiche legate alla formazione di THM per le clorazioni sussidiarie nella lunga rete dell’Acquedotto Pugliese, la Società ha individuato, come soluzione delle problematiche connesse con la disinfezione delle acque, l’inserzione nella filiera di trattamento della sezione di filtrazione a carboni attivi granulari in serie a quella esistente a sabbia, sia per l’abbattimento del clorito e dei THM che per migliorare ulteriormente la qualità dell’acqua prodotta in quanto il trattamento a carboni attivi elimina, come è noto, anche odori e sapori che, nella stagione estiva, possono verificarsi per eventuali proliferazioni di alghe.

E’ stata, quindi, richiesta, nel luglio 2003, all’ Autorità competente apposita deroga, per i limiti del clorito e dei THM per il territorio della Regione Puglia fino al 25.12.2006 che è stata concessa con Decreto del 24.12.2003 del Commissario Delegato per l’emergenza ambientale in Puglia che ha fissato i seguenti limiti:

Cloriti 1300 ppb e Trialometani 60 ppb per tutto il territorio regionale per la durata di un anno;

Cloriti 1800 ppb e Trialometani 80 ppb per le province di Foggia e Brindisi per la durata di sei mesi.

Contestualmente la Società ha provveduto ad elaborare i progetti di adeguamento degli impianti del Pertusillo, del Fortore e del Sinni, inseriti nel POT triennale 2002 – 2005 della Regione Puglia, con investimenti a totale carico di AQP, ed i cui lavori dovrebbero completarsi, con anticipo, sulla data del 25.12.2006.

Per l’impianto del Locone, dove, all’epoca della costruzione, il 50% dei filtri era stato realizzato a carboni attivi, ma in parallelo all’altro 50% a sabbia, AQP ha ultimato, entro il 25.12.2003, gli interventi occorrenti realizzando la filtrazione in serie sabbia – carbone attivo.

Dai primi risultati si è riscontrato che impiegando il biossido soltanto in predisinfezione e utilizzando l’ipoclorito di sodio in postdisinfezione il clorito residuo in uscita dall’impianto di potabilizzazione risulta di valore anche inferiore a 200 ppb.

In tale situazione è possibile rispettare, nelle acque potabilizzate dall’impianto del Locone, i nuovi limiti di legge che andranno in vigore il 25.12.2006; però durante la stagione estiva, nella quale crescerà la domanda di cloro dell’acqua, dovendo aumentare la postdisinfezione, per non aumentare il valore dei THM potrebbe essere necessario dosare anche in tale sezione delle quantità di biossido di cloro come sperimentato nello scorso mese di marzo durante il quale, per alcuni giorni, in postdisinfezione sono stati aggiunti 0,8 ppm di biossido di cloro al normale dosaggio di 1,5 ppm di ipoclorito.

Con tale dosaggio si è ottenuto un dimezzamento del valore dei THM in uscita dal serbatoio di testata, un innalzamento del valore del clorito residuo fino a 550 ppb, con valore medio mensile di 250 ppb e senza alcuna variazione del valore del cloro residuo.

Il fenomeno di riduzione dei THM mediante l’uso combinato di ipoclorito e biossido fa pensare ad una azione sinergica tra i due ossidanti che limita la formazione dei THM.

In situazioni analoghe il limite di 200 ppb, a regime dal 2006 in alcuni punti terminali della

lunga rete distributrice dell’Acquedotto Pugliese potrebbe, quindi, non essere rispettato per cui dovranno prevedersi in tali sezioni ulteriori interventi, ma si auspica, invece, che possano essere rivisti gli attuali limiti del clorito e/o dei THM aumentando il valore del clorito, che rappresenta di fatto il limite massimo del parametro dopo la predisinfezione, e/o quello dei THM che potrebbe, invece, essere allineato al valore di altri paesi europei come la Gran

Bretagna e il Belgio e ciò al fine di mantenere sempre l’acqua in condizioni di assoluta sicurezza al fine di precludere la possibilità di qualsiasi rischio batteriologico.

Nella ricerca continua di ottimizzare sempre i trattamenti di disinfezione e di assicurare la migliore qualità dell’acqua distribuita AQP nella seconda metà del 2002 ha iniziato con tecnici della Ditta Eka Chemicals una sperimentazione per l’eventuale impiego, sui propri impianti, della tecnologia per la produzione della molecola di biossido di cloro mediante l’impiego di “Purate” (miscela di clorato e acqua ossigenata) ed acido solforico al 78%.

La sperimentazione è stata condotta sull’impianto di potabilizzazione del Locone da agosto 2002 a febbraio 2003 e dopo aver ridotto nel “Purate” la concentrazione dell’acqua ossigenata dal 10% all’8% sono stati verificati i seguenti risultati:

rendimento dei generatori superiore al 95% quantità di ione clorito residuo nell’acqua, rispetto alla disinfezione effettuata con biossido da clorito, spesso strumentalmente non apprezzabile minore quantità di ione clorato residuo (circa – 10%); risultato positivo anche se lo ione clorato residuo non è normato dal D.Lgs. 31/01 minor dosaggio dell’acidificante utilizzato per la correzione del pH, in quanto, rispetto al biossido da clorito, l’impiego dell’acido solforico al 78% produce maggior abbassamento del pH dell’acqua maggiore sicurezza di esercizio in quanto, come è ben noto, il biossido di cloro è un gas estremamente tossico che viene preparato al momento dell’uso utilizzando appositi reattori.

Nei generatori EKA da 10 Kg/h la formazione di biossido di cloro avviene in un reattore del volume di circa 11 litri, contro i 75 litri di capacità dei reattori in opera dei generatori, della stessa potenzialità, utilizzanti clorito sodico e acido cloridrico e, quindi, maggiore sicurezza in caso di arresto, per qualsiasi causa, del dosaggio dei reagenti in quanto il biossido di cloro presente nel reattore, solubilizzandosi nell’acqua motrice, si allontana dal sistema rendendolo praticamente sicuro

A seguito dei positivi risultati riscontrati nelle prove, AQP ha ritenuto di realizzare sugli impianti di potabilizzazione del Pertusillo, Fortore, Sinni e Locone nuovi impianti per la produzione di biossido di cloro da tecnologia “Purate” entrati in esercizio entro il 31.07.2003 e la verifica, al 31.12.2003, della soluzione adottata ha dimostrato la bontà delle scelte fatte riscontrando tra l’altro maggiore sicurezza ed elasticità di esercizio per aver realizzato nuovi impianti di produzione di biossido di cloro, alternativi a quelli esistenti a clorito di sodio, con la possibilità di produrre disinfettante utilizzando reattivi forniti da ditte diverse e prodotti in paesi diversi, il che fa regredire enormemente la probabilità di dover fermare un impianto di potabilizzazione per mancanza delle materie prime necessarie per il trattamento di disinfezione dell’acqua notevoli economie di spesa corrente, anche alla luce dell’avvenuta realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biossido di cloro che richiedono minori spese di manutenzione, che per tutta la durata del contratto restano, comunque, a carico della Ditta fornitrice.

Concludendo si deve evidenziare come la continua ricerca di migliorare la già ottima qualità dell’acqua distribuita alle popolazioni, rappresenti per AQP l’ impegno primario da perseguire costantemente a tutela della salute pubblica e per il quale vengono sempre investite tutte le risorse necessarie.

Bari maggio 2004 Ing. Gaetano Natì

Regione Puglia : Parametri trialometani – Rinnovo deroga.

Stabilito, per i comuni ricadenti nelle Province di Foggia, Lecce e Taranto , il rinnovo della deroga al valore di parametro fissato nell’allegato I, parte B del D.Lgs. n. 31/01 e s.m.i. per il parametro Trialometani, entro il valore massimo ammissibile (VMA) di 80pg/I, fermo restando  che il bromodiclorometano non deve superare il VMA di 60pg/I, fino al 31 dicembre 2009.

Demandato all”ufficio 1 del Servizio Assistenza Territoriale e Prevenzione di fornire gli indirizzi operativi alle ASL e predisporre un programma che prevede un incremento dei controlli ufficiali al fine di monitorare i livelli  di THM nelle acque in distribuzione, anche con riferimento alle industrie alimentarie presenti nei comuni interessati dal provvedimento.

Con il provvedimento si dispone che l’Acquedotto Pugliese, Gestore del Servizio Idrico Integrato, e l’ATO Puglia, provvedano a dare opportuna e ampia informazione alla popolazione anche attraverso la pubblicazione sul proprio sito intemet, di pubblico accesso, di tutte le informazioni inerenti alla deroga stessa e, in particolare, periodo di interesse, territorio interessato e popolazione interessata. Inoltre, si dispone che l’acquedotto Pugliese s.p.a attui uno specifico piano di controllo al fine di monitorare le concentrazioni del parametro oggetto della deroga e di garantire che l’acqua in  distribuzione sia della migliore qualità possibile.

Il provvedimento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 87 del 16 giugno 2009

Stabilito, per i comuni ricadenti nelle Province di Foggia, Lecce e Taranto , il rinnovo della deroga al valore di parametro fissato nell’allegato I, parte B del D.Lgs. n. 31/01 e s.m.i. per il parametro Trialometani, entro il valore massimo ammissibile (VMA) di 80pg/I, fermo restando  che il bromodiclorometano non deve superare il VMA di 60pg/I, fino al 31 dicembre 2009.

mer, 17 giugno 2009 @ 08:39

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 13 maggio 2009, n. 831

Deroga per il parametro Trialometani nei comuni ricadenti nelle Province di Foggia, Lecce e Taranto. Di cui al D.M. del 09/02/09, pubblicato sulla G.U. serie generale n. 81 del 07.04.09.

Assente l’Assessore alle Politiche della Salute, Prof.Tommaso Fiore, sulla base dell’istruttoria espletata dalla P.O. “Igiene degli Alimenti e della Nutrizione “dell’Ufficio n° 1, confermata dal Dirigente del Servizio Assistenza Territoriale e Prevenzione, riferisce quanto segue l’Ass. Godelli:

VISTO il D.Lgs. n. 31/01 e s.m.i. “Attuazione della Direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano”;

VISTO, in particolare, l’articolo 13 del suddetto D.Lgs. n. 31/01 e s.m.i. concernente la disciplina delle deroghe ai valori di parametro fissati nell’allegato I, parte B del citato decreto legislativo;

VISTO il decreto del 09/02/2009 del Ministero del lavoro della Salute e delle politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, “Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano che possono essere disposte dalla Regione Puglia”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana serie generale n. 81 del 07/04/09;

VISTO che la Regione Puglia può stabilire il rinnovo delle deroghe al valore di parametro fissato nell’allegato I, parte B del D.Lgs. n. 31/01 e s.m.i. per il parametro Trialometani, entro il valore massimo ammissibile (VMA) di 80pg/I, fermo restando che il bromodiclorometano non deve superare il VMA di 60pg/I.

ATTESO che il suddetto valore massimo ammissibile può essere concesso fino al 31 dicembre 2009 ai territori interessati dal superamento del parametro di cui al comma precedente;

CONSIDERATO che nella Regione Puglia i comuni interessati dal superamento del parametro Trialometani sono quelli ricadenti nelle Province di Foggia, Lecce e Taranto, come si evince dai dati trasmessi dall’Ente Gestore e dall’A.R.P.A.;

EVIDENZIATO che, come fissato dall’art. 3 del D.M. 9/2/09 da parte dell’Assessorato alle Politiche della Salute sono stati assolte le disposizioni di cui al comma 2 del citato D.M. che si sostanziano negli adempimenti di cui alle lettere a, b, c, e, f;

DATO ATTO che il Decreto Interministeriale del 09/02/2009 più volte richiamato, vincola l’eventuale rinnovo delle deroghe alla presentazione di documentazione dettagliata sullo stato di avanzamento delle misure correttive e dei relativi interventi per il rientro del suddetto parametro nel valore di norma stabilito all’allegato I, parte B, del D.Lgs. n. 31/01 e s.m.i.;

RITENUTO dover provvedere ad informare con comunicazione istituzionale la popolazione interessata del provvedimento di deroga, in attuazione del disposto di cui al D.Lgs. n. 31/2001 e s.m.i. , art. 13, comma 11;

Sezione Contabile: “COPERTURA FINANZIARIA di cui alla L.R. n° 28/01 e S.M. e I.”

La presente deliberazione non comporta implicazioni di natura finanziaria sia di entrata che di spesa e dalla stessa non deriva alcun onere a carico del bilancio regionale.

Il presente schema di provvedimento viene sottoposto all’esame della Giunta Regionale in virtù dell’art. 4, comma 4, lettera c della L.R. 7/97.

L’Assessore relatore sulla base delle risultanze istruttorie propone alla Giunta l’adozione del conseguente atto finale.

LA GIUNTA

  • Udita la relazione e la conseguente proposta dell’Assessore;
  • Viste le sottoscrizioni poste in calce al presente schema di provvedimento dalla P.O. dell’Ufficio n° 1 e dal Dirigente del Servizio;

A voti unanimi espressi nei modi di legge

DELIBERA

Per tutto quanto sopra esposto e che qui si intende integralmente riportato;

  • DI DARE ATTO di quanto disposto dal decreto del Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 9/2/09 “Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano che possono essere disposte dalla Regione Puglia”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana serie generale n. 81 del 07/04/2009;
  • DI STABILIRE, per i comuni ricadenti nelle Province di Foggia, Lecce e Taranto , il rinnovo della deroga al valore di parametro fissato nell’allegato I, parte B del D.Lgs. n. 31/01 e s.m.i. per il parametro Trialometani, entro il valore massimo ammissibile (VMA) di 80pg/I, fermo restando che il bromodiclorometano non deve superare il VMA di 60pg/I, fino al 31 dicembre 2009;
  • DI DEMANDARE all’Ufficio n. 1 del Servizio ATP di fornire opportuni indirizzi operativi alle AA.SS.LL al fine di garantire ampia e diffusa informazione alla popolazione interessata dal provvedimento di deroga, ai sensi dell’articolo 13, comma 11, del D.Lgs. n. 31/01 e s.m.i;
  • Di INCARICARE i Sindaci dei Comuni interessati di assicurare collaborazione alle AA.SS.LL. per la diffusione delle informazioni inerenti alla deroga;
  • DI DEMANDARE il citato Ufficio n.1 di predisporre un programma che prevede un incremento dei controlli ufficiali al fine di monitorare i livelli di THM nelle acque in distribuzione, anche con riferimento alle industrie alimentarie presenti nei comuni interessati dal provvedimento;
  • DI DISPORRE che l’Acquedotto Pugliese, Gestore del Servizio Idrico Integrato, e l’ATO Puglia, provvedano a dare opportuna e ampia informazione alla popolazione anche attraverso la pubblicazione sul proprio sito internet, di pubblico accesso, di tutte le informazioni inerenti alla deroga stessa e, in particolare, periodo di interesse, territorio interessato e popolazione interessata.
  • DI DISPORRE che l’acquedotto Pugliese s.p.a attui uno specifico piano di controllo al fine di monitorare le concentrazioni del parametro oggetto della deroga e di garantire che l’acqua in distribuzione sia della migliore qualità possibile;
  • DI DISPORRE che l’acquedotto Pugliese s.p.a. dovrà trasmettere all’Assessorato alle Politiche della Salute entro 20 giorni dalla data di notifica del presente provvedimento, una relazione sulla situazione relativa all’attuazione dei piani di risanamento previsti, comprensiva dei risultati degli interventi effettuati nell’anno precedente e di un dettagliato programma di quanto previsto negli anni seguenti, corredata dei costi e della copertura finanziaria al fine della sua presentazione ai ministeri competenti;
  • DI DARE MANDATO al Settore Assistenza territoriale e Prevenzione di trasmettere il presente provvedimento all’AQP spa, al Ministero della Salute,a1 Ministero dell’Ambiente e Tutela del territorio, all’ATO-Puglia, all’ARPA-Puglia;
  • DI STABILIRE che il presente provvedimento è immediatamente esecutivo;
  • DI PUBBLICARE il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia.

(BURP). Il Segretario della Giunta Il Presidente della Giunta – Dott. Romano Donno Dott. Sandro Frisullo

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Basilicata Città di Policoro – Le associazioni incontrano i cittadini per l’emergenza acqua potabile

 

Basilicata Città di Policoro – Le associazioni incontrano i cittadini per l’emergenza acqua potabile

 

Intervento dell’ Avv. Giovanna Bellizzi all’incontro pubblico su acqua potabile

 

Giuseppe Maiuri “Un pubblico incontro così ordinato e composto non ricordo esserci mai stato prima a Policoro (E si consideri anche che il tema era particolarmente difficile da trattare)
Infinitamente grazie a tutti per il garbo, la compostezza ma soprattutto per la qualità dei singoli interventi. Policoro è una Città pacata, civile e lo dimostra ad ogni singola occasione utile (anche quando ha i nervi a fior di pelle). Grazie Policoro

Domenico Leccese