MEGA APPALTO AGENDA DIGITALE: ANNULLAMENTO CONFERMATO

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POTENZA. Il Consiglio di Stato ha confermato «con diversa motivazione» la sentenza del Tar di Basilicata che l’anno scorso ha disposto l’annullamento della gara d’appalto, con base d’asta di 15 milioni e 295 mila euro Iva esclusa, indetta dalla Regione inerente la «procedura aperta per l’evoluzione di soluzioni e servizi avanzati a supporto dell’Agenda Digitale per il periodo 2016-2020».
È questo quanto si apprende dal dispositivo di sentenza emesso dai massimi giudici amministrativi al termine della camera di consiglio del 19 aprile scorso. Non sono state ancora depositate le motivazioni. Le parti in causa sono la Rti composta da Televiva, Almaviva e Publisys e la Rti composta dalla Datacontact, Lucania Sistemi e Gruppo servizi informatici.
Al Tribunale amministrativo lucano era ricorsa, l’anno, scorso la Datacontact, chiedendo l’annullamento dell’aggiudicazione definitiva, sancita dalla determinazione regionale del 28 dicembre 2016, in favore del Rti Televita. In quanto, come sostenuto dai legali della società nella circostanza, la vincitrice doveva essere esclusa.  
In particolare, il disciplinare di gara, ai fini della dimostrazione della «capacità tecnica e professionale» prescriveva l’avvenuta prestazione di servizi nel settore oggetto di gara per un importo complessivo pari o superiore a € 15 milioni di euro, realizzato negli esercizi 2012, 2013 e 2014, precisando come, in caso di Raggruppamento temporaneo di imprese (Rti), almeno il 50% «debba essere stato maturato dalla capogruppo». «Ne consegue che la Televita s.p.a. – hanno scritto i giudici del Tar lucano – avrebbe dovuto possedere un fatturato specifico di almeno 7,5 milioni di euro. Tuttavia, la somma tabellare degli unici importi di fatturato specifico dichiarati da quest’ultima è pari soltanto a 6 milioni e 306 mila euro». Per questi e altri motivi, era stato accolto il ricorso. Ad essere risolutorio per l’annullamento del bando, è stata la fondatezza delle eccezioni presentate allora dalla controparte. Tra cui quella relativa alla posizione di Angelo Raffaele Tosto nella gestione della Datacontact. I giudici avevano ravvisato la situazione per cui «i vincoli di parentela e affinità, e la partecipazione sociale e la partecipazione di Angelo Raffaele Tosto al capitale della società controllante sono indici che non consentono di escludere che la guida della società sia rimasta in capo a un soggetto destinatario di condanna preclusiva della partecipazione ai pubblici incanti, o che questi comunque la influenzi o concorra alla determinazione dell’indirizzo dei poteri gestori». Per queste e altre motivazioni era stato accolto anche il ricorso incidentale. Ragion per cui «l’accertata esistenza di vizi afferenti alla partecipazione di entrambe le offerte – concluse il Tar di Basilicata – comporta l’annullamento dell’intera procedura di gara ai fini del soddisfacimento dell’interesse strumentale alla sua rinnovazione». E adesso seppur con «diversa motivazione» il Consiglio di Stato, certificando così per l’ennesima volta gli abbagli che spesso la Stazione Unica appaltante di Basilicata, guidata da Angelo Raffaele Rinaldi, ha decretato nullo il bando regionale da 15 milioni di euro per «l’evoluzione di soluzioni e servizi avanzati a supporto dell’Agenda Digitale per il periodo 2016-2020».

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