“Piano di abbattimento selettivo e controllo della specie (Sus Scrofa) (2018 -2020)” FERMATE QUESTE CARABINE

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FERMATE QUESTE CARABINE

 

La politica regionale in tema di controllo delle specie in sovrannumero, in particolare dei cinghiali, ha licenziato una Delibera di Giunta Regionale la n. 207 del 09 marzo 2018 da titolo:

 

 

“Piano di abbattimento selettivo e controllo della specie (Sus Scrofa) (2018 -2020)”

“Disciplinare per la caccia di selezione “e “Disciplinare per l’esercizio del prelievo controllato del cinghiale in applicazione del piano di controllo regionale”

Un tale provvedimento amministrativo, viene giustificato per fronteggiare i danni che questi selvatici arrecano alle colture agricole e alle biocenosi, senza tener conto dell’effetto sull’utilizzo delle armi in maniera quanto meno inopportuna secondo le indicazioni riportate in Delibera.

Le metodologie di prelievo, sono state scelte con il metodo da appostamento fisso in determinati luoghi detti “siti di prelievo” e con la tecnica della girata mediante posizionamento di poste fisse e utilizzo di un conduttore (armato) ed un solo cane, con un numero di partecipanti all’azione di controllo pari ad 8 unità.

Il periodo prescelto per l’attività di controllo ha inizio dal 01 gennaio 2018 e termina al 31 dicembre 2020 con la tecnica della girata e con la tecnica all’aspetto esclusivamente durante le giornate di mercoledì, sabato e domenica da un’ora prima dell’alba ad un’ora dopo il tramonto;

Mentre per il prelievo selettivo dal febbraio 2018 al 31 dicembre 2018 per terminare al 31 dicembre 2020, con la tecnica all’aspetto 4 giorni la settimana esclusi il lunedì, martedì, venerdì e sempre da un’ora prima dell’alba ad un’ora dopo il tramonto.

 

Di fondamentale importanza è sottolineare che tutta questa attività si svolge solo ed esclusivamente con arma rigata, cioè carabina e con uso di munizione priva di piombo, per cui formate da metallo monolitico, altresì è bene sapere che l’uso della gittata massima di tali armi e di circa 7 km.

 

 

 

 

 

 

Orbene altro dato significativo è sapere che sono oltre 600 i siti prescelti e più di 60 squadre per la girata, con un totale di circa 1000 carabine in giro quasi tutti i giorni

Sempre nella Delibera si osserva che la Polizia Provinciale esercita le attività di coordinamento, supervisione e vigilanza sulle attività di controllo ed altresì solo nelle oasi di protezione le attività si devono svolgere alla presenza di personale della Polizia Provinciale.

Da una attenta lettura e dalle poche unità che compongono le due Polizie Provinciali di Potenza e Matera (circa 20 unità), con la mole di altro lavoro e compiti a cui queste residue forze devono rispondere, significa che ogni libero cittadino dovrà trarre le proprie conseguenze in ordine ad eventuali uscite in campagna, per varie attività (semplici passeggiate, ciclismo amatoriale, orieenting , trekking, ricerca funghi e tartufi e/o altre essenze arboree ed infine gli agricoltori che per fare reddito devono andare per forza nei campi)

 

Non è possibile che per il controllo di queste popolazioni come anche spiegato in un recente convegno tenutosi a Matera tra il Parco delle Chiesi Rupestri ed il Parco della Maremma Toscana, non si utilizzi l’uso delle gabbie e dei recinti di cattura dove l’integrità fisica delle persone diventa la prima REGOLA da seguire in tutte le politiche che si rispettano e che pongono al centro la persona e non il “Forse consenso elettorale

Domenico Leccese

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