ROSITA LAROCCA: “UNA LETTERA”, LO SPOT CONTRO IL FEMMINICIDIO IN RICORDO DI GRAZIA GIOVIALE

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ROSITA LAROCCA: “UNA LETTERA”, LO SPOT CONTRO IL FEMMINICIDIO IN RICORDO DI GRAZIA GIOVIALE

“Una lettera” è un toccante ricordo in memoria di Grazia Gioviale, vittima di femminicidio il 27 aprile 2009 realizzato a Potenza da Rosita Larocca, amica del cuore della giovane ragazza scomparsa prematuramente.

Una lettera in cui si descrive la spensieratezza e la serenità della vita di Grazia prima del tragico giorno. Una vita spezzata brutalmente, un ricordo vivo e doloroso che denuncia l’insensatezza della violenza sulle donne e tutto il tormento che ne accompagna. La vita può rivelarsi tremendamente ingiusta, ma le parole servono per ricordare.
Abbiamo realizzato con il Potenza Calcio questo video contro il femminicidio
vi invito a vederlo e a condividerlo nella speranza che possa servire

Il ricordo per Grazia diventa un messaggio di energia e speranza contro ogni forma di violenza sulle donne.
“Ho ideato personalmente questo spot  – dichiara Larocca – per sensibilizzare un argomento così delicato, dobbiamo sperare nel cambiamento della nostra società, diciamo Stop al femminicidio, ma anche a qualsiasi tipologia di violenza sulle Donne“.
Il video è impreziosito dalla collaborazione della squadra maschile e femminile del Potenza Calcio , dal Presidente della squadra, i quali tutti insieme si schierano contro il femminicidio con vigore e cordoglio.
#stopalfemminicidio
Scritto e ideato da: Rosita Larocca
Regia: Valerio Bulsara
DOP & Sound Design: Simone Pannullo

Grazia Gioviale, 18 anni, studentessa. Uccisa a colpi di forchettone alla gola dal fidanzato

By Redazione : 27 aprile, 2017 : Posted on – Donne

Tito (Potenza), 27 aprile 2009
 Si frequentavano da poche settimane, lei fisico da modella, lui riparava caldaie. Qualche grido, forse per colpa della differenza d’età.

Bruno Condelli, 32 anni, idraulico. Una persona generosa.

 

 

Titoli&Articoli
L’Unione Sarda
Potenza, la tragedia di Grazia e Bruno – Lui la uccide e poi si suicida sulla A1
Lei, Grazia, 18 anni, bellissima, è stata uccisa a Tito (Potenza) con una coltellata alla gola sferrata dal fidanzato. Lui, Bruno, 32 anni, l’assassino, poche ore dopo si è suicidato sull’autostrada A1, nei pressi di Cassino (Frosinone)
Grazia Gioviale e Bruno Condelli, entrambi di Potenza, avevano allacciato una relazione sentimentale alcune settimane fa. Ieri sera erano in una mansarda, all’ingresso di Tito, di proprietà di un amico dell’uomo che spesso lo ospitava. Di frequente i due fidanzati andavano proprio in quell’ appartamento dove è cominciata la lite, forse per motivi di gelosia o per la differenza di età.
Qualche urlo, qualche – come raccontato più tardi ai Carabinieri dai vicini di casa – rumore sospetto e poi la follia omicida.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Condelli ha ucciso la sua ragazza con un’arma da taglio, molto probabilmente un coltello. Un colpo alla gola è stato letale. Sangue, tanto sangue sul pavimento. E una scena raccapricciante agli occhi del proprietario dell’appartamento che ha scoperto il cadavere. Sono bastati pochi riscontri ai Carabinieri per capire chi fosse stato il responsabile del delitto.
BRUNO, IRREPERIBILE. A quell’ora, però, Condelli era irreperibile. Era già molto lontano da Tito. Con la sua automobile era fuggito dalla Basilicata: attraverso la Campania, aveva imboccato l’A1, in direzione di Roma. Ma, a Cassino, un tamponamento con un tir. Sceso dalla sua automobile, l’autista ha cercato di calmarlo.
IL SUICIDIO. Ma non c’e stato nulla da fare: l’uomo, in evidente stato confusionale, si è lanciato contro i veicoli in corsa. E’ stato trascinato per alcune decine di metri. La Polizia stradale ha identificato il cadavere e comunicato la notizia ai Carabinieri della Compagnia di Potenza, che lo stavano cercando. Il suicidio ha così chiuso di fatto le indagini su un omicidio che tuttavia resta e resterà inspiegabile.
I FIDANZATI. I due fidanzati si frequentavano da un pò. Lei, appena maggiorenne, “fisico da modella”, all’ultimo anno delle scuole superiori. Lui, di 14 anni più grande, idraulico, si divideva tra Potenza, Tito e Pignola, un altro paese del circondario del capoluogo lucano. Riparava caldaie.
Gli amici raccontano “di una persona generosa”. Nulla, ovviamente, lasciava presagire la tragedia. Su Facebook, Grazia e Bruno condividevano foto e amicizie. Su Net Log, un altro social network, il nick-name di Bruno era “Bruko” che si presentava così: “Chi sono? Come sono? Booh…non ve lo so proprio dire…”.
E ora resta solo la tristezza di due famiglie e tanti amici. “E’ un episodio a cui non siamo abituati – ha spiegato il sindaco di Tito, Pasquale Scavone – e che ha creato sgomento in tutta la nostra piccola comunità. Non conoscevo queste due persone – ha aggiunto – anche perché Tito è in costante crescita di abitanti e di nuove residenze. Ora – ha concluso – c’è solo profonda amarezza per la morte di due giovani”.
Giornale Lucano
OMICIDIO GIOVIALE – reso noto l’esito del referto autoptico
Grazia Gioviale, la ragazza di 18 anni di Potenza uccisa due sere fa in una casa di Tito dall’uomo col quale aveva una relazione – Bruno Condelli, di 32, che si e’ poi suicidato sull’autostrada A1, a Cassino – e’ stata colpita piu’ volte alla gola di sicuro con un forchettone, durante un litigio per motivi di gelosia cominciato in cucina e finito in camera da letto.
La conferma e’ arrivata ai Carabinieri del comando provinciale di Potenza dall’autopsia e dall’esame degli elementi raccolti nella casa dove e’ avvenuto il delitto: gli investigatori hanno sequestrato vari attrezzi da cucina sporchi di sangue.
Le conclusioni del medico legale chiariranno di preciso quale o quali sono stati usati per colpire Gioviale (i funerali si svolgeranno domani, a Potenza). Gli investigatori stanno valutando altri elementi per chiarire cosa e’ avvenuto nella casa prima e durante il litigio finito con la morte della ragazza.
Compiuto il delitto, Condelli e’ fuggito in auto: dopo aver tamponato un autoarticolato sull’autostrada Roma-Napoli, e’ sceso dalla sua vettura e si e’ lanciato fra gli autoveicoli – secondo alcuni testimoni quasi deliberatamente – venendo colpito prima da un’auto e poi da una bisarca, che lo ha travolto e trascinato per un centinaio di metri.

Domenico Leccese

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