Giuseppe Giliberti : Politica, dirigenza pubblica e meritocrazia

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REGIONE BASILICATA : politica, dirigenza pubblica e meritocrazia

CIDA “Da oltre 70 anni rappresentiamo DIRIGENTI E ALTE PROFESSIONALITÀ”

CIDA si propone di innovare la politica sindacale, il rapporto con le Istituzioni, con la Politica e con le altre Parti Sociali senza dimenticare però tutti quei nuovi soggetti che, seppur non formalmente riconosciuti a livello istituzionale, influenzano con le loro azioni la vita politica e sociale italiana.
CIDA si impegna affinché il ruolo della dirigenza venga valorizzato al di là dei prerequisiti di professionalità e competenza: responsabilità sociale, senso etico, trasparenza, generosità sono i valori che costituiscono i tratti distintivi della Confederazione.

 

Il parere del Dott. Giuseppe Giliberti rappresentante aziendale CIDA in Regione Basilicata

 

 

Giliberti la posizione del sindacato CIDA dopo le elezioni del 4 marzo 2018?

La dirigenza pubblica è entrata nel dibattito apertosi dopo la recente tornata elettorale del 4 marzo scorso teso ad analizzare i risultati emersi ed il presidente Pittella, come riportato dalla stampa locale, indicato tra i punti del programma di fine legislatura la riorganizzazione della Regione con la rotazione dei dirigenti.

Il tema della dirigenza deve essere evidentemente stimolante se anche altri autorevoli membri del Consiglio regionale della Basilicata hanno avvertito l’esigenza di esprimere la loro posizione e forse l’occasione è quanto mai utile per dibattere del tema.

Giliberti c’è confronto sul tema della dirigenza pubblica in Basilicata ?

Innanzitutto è opportuno che il confronto sul tema della dirigenza pubblica, venga estrapolato e decontestualizzato dalle recenti vicende elettorali che pure lo hanno prodotto, così da consentire una analisi più complessiva e più proficua sul tema che poi è quello più generale della classe dirigente in Basilicata.

Giliberti il Vs ruolo ed il tuo in particole qual è?

In questo contesto ritengo produttivo partecipare come parte in causa, per essere dirigente e rappresentante aziendale del sindacato di categoria CIDA – Enti locali con una specifica riflessione sulle procedure di reclutamento dei dirigenti e quindi della formazione della classe dirigenziale ritenendolo argomento dirimente per una discussione, ampia ed approfondita sulle capacità, il ruolo e la missione della stessa dirigenza pubblica per poterne, poi, valutare e misurare i risultati conseguiti.

Giliberti in concreto?

Allora, trattandosi di Amministrazione pubblica occorre ripartire dai ruoli di programmazione e di gestione che le norme pongono in capo, rispettivamente, alla politica attraverso gli amministratori ed alla burocrazia con i dirigenti, per provare a mettere in ordine i punti cardine del suo agire.

In sintesi cosa realizzare e come realizzarla?

Quindi, alla POLITICA che il popolo ha premiato con le votazioni, il compito di indicare, disegnare e stabilire COSA REALIZZARE ed alla BUROCRAZIA legittimamente reclutata, il compito di ricercare e stabilire COME REALIZZARLA avendo come limiti invalicabili i principi di trasparenza, economicità e imparzialità.

Una azione quest’ultima non avulsa dalla realtà, come potrebbe apparire, ma che nella realizzazione del programma stabilito dagli amministratori – politici eletti, deve ricercare e mettere in atto percorsi di efficienza ed economicità con le modalità improntate alla trasparenza ed alla imparzialità perché tutti i cittadini, indistintamente, siano posti ed abbiano le stesse possibilità di fronte al programma della parte eletta.

Tutto questo trova fondamento nella legittimazione degli amministratori con il voto popolare ed in quella dei dirigenti con il reclutamento attraverso selezioni concorsuali ad evidenza pubblica.

E’ fin troppo evidente la ratio improntata al “Bene Comune“ alla  base ed a difesa delle autonome prerogative della politica e della dirigenza pubblica.

Giliberti è opportuno chiarire qual è il Vs ruolo di dirigenti

Quanto sopra per rammentare, innanzitutto a noi dirigenti, la imprescindibile e delicata funzione di garanzia che dobbiamo assicurare verso tutti i cittadini nonchè la dedizione e professionalità da profondere, sempre e comunque, per il Bene Comune.

Ora, attraverso interpretazioni e forzature varie, peraltro sanzionate in sede giudiziaria, succede che spesso gli amministratori provvedono al reclutamento dei dirigenti pubblici avulso da requisiti, comparazioni e selezione.

Pertanto, una analisi puntuale per capirne il modus operandi, gli effetti ed i risultati non può oggi prescindere dal considerare l’attuale contesto generato nella dirigenza pubblica, spesso formata da dirigenti reclutati attraverso procedure selettive – i concorsi – e da dirigenti nominati – motu proprio – dagli amministratori pro tempore senza alcuna selezione ad evidenza pubblica.

Il primo capro è detto “espiatorio” e il secondo “emissario” pertanto?

Quanto sopra per obiettare, in special modo a quanti si prodigano ad interpretare, per aggirare o superare le citate norme di garanzia, che qualsiasi analisi sulla dirigenza che non tenga conto di quanto richiamato rischia di essere parziale e dettata dalle necessità del momento ed improntata alla ricerca di generici capri espiatorio che come sappiamo, lasciano il tempo che trovano.

Giliberti Vs obiettivi finali ed impegni prossimi?

Proviamo a rimettere al centro il Bene Comune, espressione un po’ desueta ma sicura portatrice dei valori positivi che noi Lucani ci portiamo dentro.

A tutti, per il Bene Comune, la sollecitazione di chiedere e pretendere sempre il meglio, anche, per la dirigenza pubblica e dalla dirigenza pubblica.

 

Domenico Leccese

 

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