Maria Gaia Pensieri : UN COLD CASE OLANDESE, LA MORTE DI NICKY VERSTAPPEN

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UN COLD CASE OLANDESE, LA MORTE DI NICKY VERSTAPPEN

di Maria Gaia Pensieri *

Lunedì 10 agosto 1998 Nicky Verstappen, un ragazzino olandese di 11 anni, scompare dal campeggio di Brunssummerheide in località Landgraaf nei Paesi Bassi e viene ritrovato privo di vita il giorno successivo.

Sabato 8 agosto era arrivato in autobus da Heibloem con una comitiva di quaranta bambini e gli accompagnatori, per trascorrere una settimana spensierata di campeggio in tenda.


Il gruppo era formato da bambini delle classi superiori della scuola elementare per i quali la fondazione Joos Barten Jeugdwerk organizzava ogni anno un campo estivo alla fine del periodo scolastico. Era la seconda partecipazione per Nicky; la prima volta fu nel 1996, l’anno successivo saltò l’appuntamento perché soffriva di nostalgia, ma nel ’98 decise di riprovare questa esperienza.


La sera del sabato il gruppo arriva sul posto e allestisce il campo per la settimana: esplorano l’area, piantano le tende, gonfiano i materassini. Promette di essere una bella vacanza; anche le previsioni del tempo sono clementi: soleggiato, caldo con una leggera brezza che rinfresca l’aria serale.

I ragazzi hanno assegnato alle tende vari nomi: Tarzan, Boys for the boys, Night Riders…Power Girls quelle delle ragazze; in tutto dieci tende, cinque per i ragazzi, cinque per le ragazze e un adulto per ogni tenda.
La domenica è il primo giorno in cui tutto il gruppo svolge le attività all’aperto e rimane fuori fino all’imbrunire. Sono stanchi quella sera, hanno giocato tutto il giorno, anche dopo cena fanno un ultimo gioco e poi tutti pronti per ritirarsi dentro ai sacchi a pelo.

La serata scorre senza incidenti degni di nota; a parte alcune sciocchezze come una lite per un pacchetto di gomme da masticare e un ragazzo che si ustiona leggermente la mano su una lampada da campeggio. Verso le 21:30 inizia a fare buio e alle 22:00 i supervisori vogliono che tutti i bambini siano in tenda; prima però terranno il loro regolare discorso serale sul giorno appena trascorso e illustreranno ai ragazzi il programma per l’indomani; gli accompagnatori invece si ritireranno verso le 2:00.
Al sorgere del sole, per tutti inizierà una giornata indimenticabile.
Nicky Verstappen dorme con altri quattro ragazzi nella tenda dei Night Riders. Alle 5:30 di quella mattina un compagno ricorda di aver parlato con lui mentre si apprestava ad uscire per andare in bagno; al momento della sveglia tre ore più tardi, di lui nessuna traccia.

Dov’è Nicky? Il primo pensiero è che possa essere uscito dal campo, potrebbe essere scappato?

Un compagno si ricorda di un battibecco il giorno precedente, ma cose da ragazzi di quelle che si risolvono facilmente.
Scappare non è da lui, avrebbe riferito più tardi il papà alla polizia. Inoltre, se fosse scappato, perché scalzo? Le due paia di scarpe che aveva con sé erano ancora nella tenda. No, difficilmente poteva accadere.

Ma allora cos’era successo? Molti interrogativi e inizia ad aleggiare la preoccupazione.

Nel frattempo i bambini del campo si stanno svegliando, oltre ai compagni di tenda di Nicky e agli educatori, nella prima mezz’ora gli altri non sanno esattamente cosa stia accadendo.
Per evitare tra i ragazzi il panico che invece pian piano inizia a comparire tra gli adulti, i bambini dopo la colazione vengono condotti in una piscina nelle vicinanze.
Anche i genitori di Nicky immediatamente informati della scomparsa, raggiungono il campo e nel mentre viene chiamata la locale polizia.
Insieme a due supervisori del gruppo, i poliziotti con l’auto di servizio pattugliano la zona con la speranza di ritrovarlo. Gli escursionisti che incontreranno, riferiranno di non aver visto nulla di sospetto, né riconoscono il ragazzo dalla foto che gli viene mostrata; in breve tempo anche la gente del posto viene a sapere della scomparsa.
Nel pomeriggio ancora nessuna traccia di lui e la polizia decide di estendere l’area da setacciare, scende nuovamente la notte e la preoccupazione per le sorti del ragazzo aumentano.

Il giorno seguente più di duecento volontari si presentano al campo per riprendere le ricerche; partecipano i supervisori, gli agenti di polizia, i soldati della vicina base dell’AFCENT, anche un aereo sorvola la zona, le persone del posto arrivano con i loro cani da caccia, tutti lì per contribuire alle ricerche di Nicky.

Alle 21:00, il bambino viene ritrovato morto a circa 1,2 km dal campo, ad un primo esame non ha segni di violenza, è a piedi nudi e indossa ancora il pantalone del suo pigiama, il corpo giace all’interno di un boschetto di abeti dove da solo, sicuramente, non si sarebbe mai addentrato.

Germania anno 2009, scatta l’allarme per la presunta ricomparsa di un predatore sessuale e killer seriale di bambini che per 10 anni ha gettato inquietudine nel Paese; la stampa lo ha soprannominato “L’uomo Nero” per la descrizione fatta dai piccoli testimoni del suo abbigliamento scuro e il passa montagna che indossa; la polizia lo ritiene responsabile di almeno 40 abusi sessuali e 5 omicidi di bambini, avvenuti nel nord della Germania, ma non sono mai riusciti a catturarlo.

A lanciare l’allerta è stato un ragazzino di 10 anni, dopo che un uomo con le sembianze dell’uomo mascherato si era introdotto durante la notte nella stanza d’albergo dove riposava. Il ragazzo, si trovava in trasferta a Rheine con la squadra di calcio e improvvisamente durante il sonno venne prelevato dalla sua camera e portato fuori dall’uomo per essere violentato. Riprende la caccia all’uomo.

Nell’aprile del 2011 un uomo viene arrestato in Germania; all’apparenza una persona tranquilla e riservata, ma dentro di lui invece si annida uno spietato pedofilo e assassino. Dopo tanti anni di indagini, la polizia arriva finalmente a lui grazie a un indizio cruciale fornito da una vittima abusata nel 1995.

L’uomo ha 40 anni, è di Amburgo, ex pedagogo, accompagnatore di scolaresche, senza una relazione stabile da quando aveva 21 anni; il killer seriale di bambini, il pedofilo, è lui, Martin Ney; confessa l’omicidio del piccolo Dennis Klein, avvenuto nel 2001 e quelli di altri due bambini, Dennis Rostel nel 1994 e Stefan Jahr nel 1991, ma potrebbe essere sempre lui l’autore di altri casi che attendono di trovare delle risposte.

Il tredicenne Stefan Jahr, di Amburgo, scomparso la notte del 31 marzo 1991 da un collegio è stato abusato e ucciso da Ney. Dennis Rostel, otto anni rapito sulle sponde di un lago il 24 luglio del 1995 durante un campeggio nello Schleswig-Holstein nel nord della Germania; Martin Ney lo trattenne con lui alcuni giorni portandolo in una casetta a Holstebro in Danimarca, infine lo strangolò e lo sotterrò sotto una duna sulla costa del Paese a 40 km di distanza dal luogo del rapimento; il corpo venne rinvenuto da un cercatore di funghi.

L’uomo, è accusato dei tre omicidi, ma potrebbe essere il responsabile di altri delitti a sfondo sessuale; nel complesso, infatti, cinque bambini sono stati uccisi con modalità simili in Germania, in Francia e in Olanda tra il 1992 e il 2004. Anche per la scomparsa della bambina inglese Madeleine McCann di 4 anni, avvenuta nel maggio del 2007 dalla camera di un villaggio vacanze a Praia da Luz in Portogallo, e mai ritrovata, gli investigatori di Scotland Yard hanno chiesto di poter interrogare in carcere Martin Ney pensando ad un possibile collegamento, anche se i colleghi tedeschi hanno sempre ritenuto che Ney sia attratto esclusivamente da bambini di sesso maschile.

In quegli anni e sempre in Germania furono vittime di abusi sessuali almeno altri 40 bambini e alla fine Martin Ney ammette le violenze e confessa di aver ucciso soltanto quei tre bambini per il timore di essere riconosciuto o perché avevano reagito violentemente ai suoi abusi. Nonostante ciò la polizia di Verden nella Bassa Sassonia sospetta che l’uomo possa essere l’autore di altri due omicidi di bambini entrambi di 11 anni; il primo, Jonathan Coulom scomparso durante una gita scolastica a Saint-Brevin-les-Peins nella Loira francese nell’aprile del 2004 e ritrovato morto sei settimane più tardi in uno stagno di Guérande a 30 km di distanza dal luogo della sparizione; il secondo appunto, quello di Nicky Verstappen avvenuto in Olanda.

La pista merita di essere approfondita, del resto le vittime hanno dei punti in comune, tra questi la somiglianza, l’uomo ha agito spesso in contesti di vacanza, si muove molto bene ed è in grado di coprire lunghe distanze; Martin Ney sembra rientrare in quello che l’FBI definisce un assassino seriale organizzato che di solito è uno psicopatico incurabile, più intelligente della media, in grado di pianificare con meticolosità i suoi delitti, lascia pochissime tracce e spesso porta con sé tutto il necessario per commettere i suoi crimini, socievole e capace di integrarsi alla perfezione senza destare sospetti, non è un caso che abbia scelto di svolgere delle professioni legate al mondo dell’infanzia; perché Martin Ney è soprattutto un pedofilo, un parafiliaco che sorprende le sue vittime prelevandole nel sonno per abusare di loro, ma quando rischia di essere riconosciuto le uccide.

L’uomo Nero non confessa altri delitti, dopo il suo arresto la polizia sequestra il suo computer e altri dispositivi di memoria vengono ritrovati a distanza di qualche mese dal nuovo inquilino nell’appartamento in cui Ney viveva; lì potrebbero trovarsi le tracce delle sue attività criminali. Tutti i dispositivi però sono protetti da una password e i contenuti crittografati, senza una chiave risulta difficile leggerne il contenuto e Ney per molto tempo si rifiuta di fornirla.

Il Dipartimento di polizia per decriptare il contenuto utilizza dei software e ricorre a degli esperti forensi, ma senza successo.

Il 27 febbraio del 2012 viene condannato all’ergastolo per i tre omicidi e per gli abusi sessuali; soltanto alla fine del 2016 dal carcere decide di rivelare le password, la sua è stata a lungo una sorta di sfida con gli inquirenti, poiché la scoperta di ulteriori crimini non può aggravare la sua condanna a vita; mentre molto può significare per i familiari delle piccole vittime che ancora attendono delle risposte.

Nonostante Martin Ney abbia a lungo serbato questo segreto, sembra che ad oggi la polizia non abbia trovato materiale utile ad attribuirgli ulteriori crimini.

Quindi nulla che lo colleghi alla morte di Nicky Verstappen, sicuramente non è suo il DNA che gli inquirenti hanno ricavato dai reperti sulla scena del crimine; sono trascorsi venti lunghi anni e ancora non si è giunti a una soluzione del caso.

Le indagini sono state riaperte e la polizia dei Paese Bassi è attualmente impegnata alla ricerca di una svolta, ha impiegato molto tempo per prepararsi alla più grande raccolta di DNA mai affrontata nei Paesi Bassi per dare un nome e un volto all’assassino di Nicky Verstappen, perché quello che cercano è un DNA maschile.

Hanno affrontato un lungo e complesso lavoro per rintracciare tutti coloro che all’epoca dei fatti abitavano od orbitavano nelle aree di provenienza del bambino o in quelle limitrofe al campo estivo: Landgraaf, Brussum, Heerlen e Heibloem; molti si sono trasferiti, ma grazie all’incrocio dei dati si è riusciti a risalire alle persone che in quel periodo si trovavano in quei luoghi; la polizia ha inviato le lettere di convocazione per prelevare un campione del loro di DNA.

L’obiettivo degli investigatori è quello di raccoglierne 21.500; per fare una comparazione, in Italia per il caso di Yara Gambirasio ne sono stati raccolti 18.000; l’indagine genetica è partita il 27 febbraio e la raccolta è terminata il 18 di marzo di quest’anno; a dirigere le operazioni è il comandante generale della polizia Hans Ramaekers.

Con questa indagine genetica si spera di risolvere un caso su cui non è mai sceso il silenzio e dare finalmente una risposta alla famiglia di Nicky Verstappen che l’attende ormai da venti lunghi anni.

*Dott.ssa Maria Gaia Pensieri Ph.D. Criminologa investigativa esperta in Scienze Forensi
CV breve Prof.ssa Maria Gaia Pensieri
Laureata in Scienze per l’Investigazione e la Sicurezza e in Ricerca Sociale per la Sicurezza Interna ed Esterna presso l’Università di Perugia, ha approfondito il suo percorso di studi con un Master in Antropologia Filosofica e Forense, Criminologia e Tecniche Investigative Avanzate, presso la Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” di Roma e un Master di II livello in Scienze Criminologico-Forensi presso L’Università “La Sapienza” di Roma, infine ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Umane e Sociali a indirizzo Criminologico presso L’Università Popolare degli Studi di Milano dov’è attualmente professore a contratto.

Da anni partecipa in qualità di relatrice a convegni che trattano i temi della violenza di genere, il bullismo e il cyberbullismo entrando anche nelle scuole.
È socia ordinaria della Società Italiana di Criminologia (SIC) e dell’Acisf Accademia italiana di Scienze Forensi. È volontaria in Penelope (S)comparsi Uniti e coordinatrice nazionale per il bullismo e cyberbullismo. È inoltre tra i soci fondatori dell’associazione: “Obiettivo No Violence”.

 

Domenico Leccese

Fonti:

C.P. Bauer, Unsolved! The History and Mystery of the World’s Greatest Cipphers from Ancient Egypt to Online Secret Societies, Princeton University Press,Princeton New Jersey 2017, pp. 240 -243
https://www.rtlnieuws.nl/nederland/al-ruim-6700-mannen-stonden-dna-af-in-moordzaak-nicky-verstappen
https://toppublicenemies.blogspot.it/2015/10/top-30-famous-german-serial-killers.html
https://www.politie.nl/gezocht-en-vermist/dossiers/2017/onderzoeknickyverstappen/de-zaak.html
https://l1.nl/avondgasten-26-feb-2018-139293/
https://www.express.co.uk/news/uk/304470/Child-killer-vows-I-didn-t-take-Madeleine-McCann
https://actu.fr/pays-de-la-loire/saint-brevin-les-pins_44154/affaire-jonathan-coulom-toujours-pas-resolue-treize-ans-apres_11579026.html
 

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