FEBBRE DA GIOCO | Regia di Patrice Makabu – Cortometraggio sul gioco d’azzardo patologico GAP – DGA

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FEBBRE DA GIOCO
Regia di Patrice Makabu

 

 

I comportamenti del gioco d’azzardo patologico si configurano come veri e propri ammortizzatori di vissuti ed emozioni negative, emozioni che il giocatore esclude dal proprio campo di coscienza evitandone il carico perturbante e potenzialmente disorientante, ne discutiamo in esclusiva per il ROMA direttamente con il Regista Patrice Makabu

 

La ludopatia, che nel gergo comune identifica la dipendenza da gioco d’azzardo (DGA Disturbo da gioco d’azzardo), è un tema fortemente presente rispetto al quale oggi più di ieri è riservata maggiore attenzione, grazie alle numerose iniziative al fine di garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette. Attraverso questo cortometraggio si mette in rilievo la forte componente emotiva di chi trascinandosi in un vortice di sensi di colpa perde tutte le certezze di una vita messa in gioco.

Scritto e diretto da Patrice Makabu – Produzione Patrice Makabu™ | Patricemakabu.it – Copyright ©2018

Con

ALESSANRO PACE, ANNA GIARROCCO, FRANCESCO PETIT-BON, GIORGIA PANSA, TEODORO GARRUTO, ENZA ROSSI, OTTAVIA DELLA PORTA, SARA CARBONE, MICOL DAMILANO, FABRIZIO ALLARIA, LOREDANA SILEO, MONICA RUFFINENGO,DOMENICO LOCANDRO, PIETRO MASSAIOLI, ANDREA VALSOANO, FABIO SCIACCA, DANIELE COPPO, GIULIANO FILDIGRANO, ROBERTO MECCA, SERGIO AVENIA

 

 

 

 

Patrice quali sono i comportamenti del giocatore d’azzardo ?

I comportamenti del gioco d’azzardo patologico si configurano come veri e propri ammortizzatori di vissuti ed emozioni negative, emozioni che il giocatore esclude dal proprio campo di coscienza evitandone il carico perturbante e potenzialmente disorientante.

L’emotività e soprattutto la visione alterata della realtà, legate alle reali possibilità date dalla remota chance di rimediare ai propri errori ricominciando da zero grazie ad un colpo di fortuna, sono gli elementi che spesso scandiscono l’esistenza di chi vive aggrappato ad una dipendenza come questa.

Quali sono le dipendenze patologiche che metti in risalto nel tuo cortometraggio ?

In Febbre da Gioco si mettono in relazione tre tipi differenti di dipendenza, quella dall’alcol, dalle sostanze stupefacenti e dal gioco d’azzardo, tre realtà che convergono in un epilogo comune: condurre una vita avversata da tre irrefrenabili ossessioni.

Patrice chi cade nella trappola della dipendenza da gioco d’azzardo patologico ha possibilità di riprendersi?

Chi cade nella trappola del gioco d’azzardo patologico, infatti, finisce per essere dipendente dal proprio comportamento di gioco fino a sentirsi controllato e dominato senza più riuscire ad autolimitarsi, nonostante le perdite finanziarie ed i problemi di relazioni che queste comportano.

 

 

Patrice chi è ANDREA?

Andrea, il protagonista del corto, si confronta ogni giorno con un fallimento apparentemente diverso, tutti i giorni tenta di inseguire il sogno di poter cambiare, di essere baciato dalla fortuna come a “tanti” è accaduto, come le tante leggende metropolitane narrano — invogliato dalla pubblicità che lo fomenta nel potersi permettere di rischiare quelle modeste cifre che col tempo sono diventate sempre più alte.

Non ha più un lavoro, vaga per la città in cerca di quella libertà che solo la fortuna potrebbe dargli, investe in quell’utopia anche il denaro destinato a far fronte alle spese domestiche, alimentando il disagio causato dalla sua sprovvedutezza che puntualmente è sottolineato dallo sconcerto di sua moglie, che sfiduciata decide di abbandonarlo. Nonostante tutto i pensieri e le sue energie mentali vengono quasi completamente convogliate nella pianificazione delle strategie di gioco, nel calcolo dell’ammontare delle “facili” vincite che con sempre maggior frequenza si concretizzano in perdite.

E così via, fino a creare una vera e propria barriera invisibile che interferisce con la percezione della verità. Andrea accumula alcuni debiti, frutto di prestiti destinati al gioco, a sua insaputa ci sono anche altre persone costrette a pagare per lui, ignare del fatto che le scelte sbagliate di uno sconosciuto possano ricadere anche su di essi.

Ed è così che si spezza la lunga catena di promesse e bugie, un giorno ritornando a casa a seguito di un incontro con il suo creditore sfociato in un vero e proprio pestaggio, Andrea comprende di non avere più alcuna chanche.

È riuscito a perdere ogni piccola certezza costruita nel tempo con sacrificio, con l’amarezza di non essere diventato l’uomo che tutti avrebbero sperato, scontrandosi con la consapevolezza della sua pericolosa dipendenza.

Patrice qual è la vera motivazione che ti ha portato a trattare questo tema ?

Le motivazioni che mi hanno spinto a trattare questo argomento che segue ad altre rappresentazioni inerenti a temi sociali sono principalmente due: la dipendenza da gioco d’azzardo patologico viene trattata spesso nelle video produzioni al fine di sensibilizzare lo spettatore, ma è raro che venga fatto cenno allo scompenso esistenziale in cui sono catapultate le persone coinvolte, che frequentemente vivono in piena solitudine.

La seconda ragione è traducibile nel fatto che sui contorni di questa dipendenza ruotano tanti altri fattori che appaiono scollegati per via di una visione superficiale della problematica, in questo corto sono stati messi in netta evidenza – in special modo ponendo l’accento sulla dipendenza da gioco – altre forme di assuefazione come l’alcol e le sostanze stupefacenti, tutte unite da un comune denominatore: la percezione della realtà che sfugge al controllo. Ho fatto ricorso alla mia esperienza nel settore, essendo educatore professionale con laurea magistrale, nel cogliere il fulcro delle tante testimonianze raccolte in una fase antecedente allo sviluppo del progetto – al fine di proporre una visione quanto più esaustiva del tema trattato.

Praticamente FEBBRE da GIOCO è un intreccio di Storie Vere ?

Febbre da Gioco è tratto dall’intreccio di sei storie vere, che in circa 25 minuti trovano riscontro in un’unica lettura, quella di un breve racconto scandito dalle tante sfumature caratteriali dei personaggi (interpretati da attori professionisti), che conducono vite apparentemente diverse alla ricerca continua di un “riscatto” dalle proprie sconfitte che finiscono per diventare ingestibili.

Patrice perché hai continuato la diffusione attraverso i principali social network ?

Ho scelto la diffusione attraverso i principali social network come per ogni mio cortometraggio, al fine di facilitare l’immediatezza nella fruizione di chiunque sia incuriosito dalla tematica e che abbia voglia di approfondirla ed in parte percorrerla anche facendo ricorso ad una fedele riproposizione di una storia vera, in ogni momento ed in ogni luogo.

La diffusione attraverso i social è oggi una scorciatoia utile a coinvolgere in maniera partecipante chiunque voglia condividere una riflessione in tempi ristretti e creare argomenti di discussione che possano essere spunto all’approfondimento di tematiche attuali come questa.

Alessandro Pace

Visita il sito dedicato Febbredagioco.com Categoria Film e animazione Licenza YouTube standard

https://youtu.be/Fcf4Klz15_g

 

Domenico Leccese

 

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