LA LEGA NORD IMBARCA I PRIMI TRANSFUGA: ECCO IL RECORDMAN DEL CAMBIO CASACCA

Boom di voti per Salvini in Basilicata che, contro ogni pronostico, elegge un senatore nella persona del sindaco di Tolve (incarico che non lascierà) Pasquale Pepe, già assessore della Giunta “arcobaleno” guidata a Potenza dal “politicamente ondivago” Dario De Luca. Un exploit che però rischia di trasformarsi in un boomerang. La Lega in Basilicata sta iniziando a “imbarcare la qualunque”. Una delle ultime new entry è l’ex senatore Tito Di Maggio, il recordman dei cambi di casacca. Nei suoi 5 anni di legislatura, infatti, ha collezionato ben 6/7 cambi di gruppo. Come il “Roma” ebbe modo di scrivere nell’edizione del 6 gennaio scorso (vedi foto in pagina) il poco “onorevole” primato tra i “voltagabbana” spetta proprio a Di Maggio. Dapprima Montezemoliano di ferro, passa poi con Scelta Civica con Monti nelle cui fila è candidato al Senato. È il primo dei non eletti in Basilicata, così passa al partito di Casini per via della rinuncia di quest’ultimo al seggio in Basilicata (scatta anche in Campania). Dopo poco cambia ancora, Gal, misto, e Popolari per l’Italia con l’ex ministro della difesa Mario Mauro. Ma il giro tondo sembra non arrestarsi per Di Maggio che decide di aderire all’iniziativa di Fitto, Direzione Italia. Dove però per la candidatura alle elezioni appena passate gli vengono preferiti Benedetto e Latronico… et voilà: scarica anche loro, aderendo al gruppo dell’amico Calderoli nella Lega.
LE REAZIONI
La notizia era nell’aria, ma la campagna elettorale l’aveva un po’ sopita. Quando però in questi giorni ha incominciato a uscire con più insistenza sui social, se pur sollecitati, i maggiorenti del partito, Pepe e Modrone in primis, non hanno inteso commentare. Lo hanno fatto però attivisti e alleati. Mariolina Camardese, sovranista e tra le più attive sul capoluogo per Salvini, ha tuonato: «Giuro vado a Milano da Salvini». Non meno piccato il commento del Forzista di alto rango, anch’egli candidato, Francesco Nicola Riviello che

Antonio Tisci

ha esclamato laconicamente: «Non ci credo» chiudendo il commento con delle faccine.
Le regionali sono alle porte e se la proposta di cambiamento che Pepe e Salvini vogliono portare alla Basilicata sono i ritorni di fiamma alla Di Maggio, si è partiti col piede sbagliato. Anche perché le cambiali da pagare non sono poche. Non bastano già quelle interne? Biosogna allargare anche ai reieitti? E già, perhché ci sono gli alleati interni da sistemare. Non bisogna dimenticarsi, infatti, che la Lega al suo interno ha vuto anche un’altra compon ente, quella Sovranista di Alemanno, che da noi ha uno dei massimi esponenti nazionali, Antonio Tisci. Vuoi vedere che motivazioni ben poco convincenti non si è candidato Tisci alle scorse politiche e si vuole imbarcare per il futuro prossimo personaggi del calibro di Di Maggio? Magari candidandolo alla presidenza della Regione? E Tisci cosa doverbbe fare? Stare a guardare?

 

IL COMMENTO DELL’EX COORDINATORE

di Carlo Glinni
POTENZA. Divieto di svolta a destra, la destra lucana, in realtà.
Nonostante l’impensabile buon risultato, la destra lucana mi pare molto più confusa e divisa del periodo pre elettorale. Le tre o quattro formazioni che ne fanno parte, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e benedettini appaiono smarrite e divise.
Le dimissioni del segretario regionale dei fratelli Gianni Rosa (respinte all’unanimità dal Coordinamento regionale del partito, ndr) sono il sintomo di un malessere profondo che vive l’intero centrodestra lucano.
Fratelli di Italia unico partito strutturato in regione in maniera compiuta raccoglie troppo poco consenso in Basilicata.
Forza Italia con l’elezione di Moles e Casino pur riconquistando posizioni importanti nello scacchiere lucano perde pezzi importanti come il consigliere regionale Napoli e altri elementi di spicco. Il materano Benedetto nonostante l’investimento politico ed economico risulta assolutamente evanescente.
L’unico partito che avrebbe “vinto”, sarebbe la Lega. Ma anche qui haimè… Ci imbattiamo in un partito regionale diviso e comunque non capace di capitalizzare in fretta il voto di protesta che si sa non è eterno per definizione. Il leader regionale Cappiello raccoglie l’ennesimo insuccesso personale. Non è stato eletto e la media dei voti della circoscrizione Matera è stata abbondantemente al di sotto di quelli raccolti in provincia di Potenza. Territorio in cui il coordinatore provinciale Modrone ha eletto il senatore Pepe e logicamente si fa avanti per la segreteria regionale. Cappiello a questo punto, debole su tutti i front,i da una parte attacca sui social i leghisti potentini rei di aver eletto il senatore accusandoli di volere addirittura conquistare Matera. E ancora non appagato chiama in suo soccorso l’ex senatore Tito Di Maggio che dopo vari ripensamenti e altrettanti cambi di casacca sembra trovare pace nel partito leghista. In realtà ciò che realmente manca alla destra lucana è un programma: mancano idee e contenuti ed a volte manca anche la conoscenza della sintassi come nel caso dei post su Facebook del Coordinatore della lega Antonio Cappiello.