Consulente informatico Giuseppe Dezzani: nuovo procedimento per frode processuale e abuso d’ufficio

Condividi subito

Giuseppe Dezzani, il geometra senza abilitazione che si spaccia per dottore ed ingegnere e fornisce consulenze alle procure di mezza Italia, saprà difendersi dalle accuse di falso ideologico, frode processuale e abuso d’ufficio?

Il consulente informatico Giuseppe Dezzani smascherato dalla Guardia di Finanza de L’Aquila ha due procedimenti penali aperti nel capoluogo abruzzese, il primo per aver dichiarato il falso in merito ai suoi titoli di studio e un altro per frode processuale e abuso d’ufficio, l’udienza per falso ideologico si terrà il 25 marzo 2018 quella per frode il prossimo 5 maggio.

Già nell’ottobre 2015 la PM Letizia Ruggeri aveva messo Giuseppe Dezzani di fronte alle sue menzogne riguardo ai titoli di studio, durante un’udienza si era infatti rivolta a lui dicendo:

“Lei è un informatico? Lei non sa niente di celle! Che titolo accademico ha?” dopodiché il geometra aveva abbandonato la difesa di Bossetti lasciando gli avvocati in difficoltà.

È inoltre noto a tutti che nel giugno 2017 Dezzani, allora consulente della difesa di Giosuè Ruotolo, nel pieno del processo, non si presentò ad un’udienza adducendo motivi di salute.

C’è chi sostiene che Dezzani temesse di venir svergognato ancora una volta pubblicamente dal PM Vallerin e dagli avvocati di parte civile di Trifone Ragone e Teresa Costanza.

Nel novembre 2017 Giuseppe Dezzani ha dichiarato al giornalista de La Stampa di Asti, Massimo Numa, riguardo alle conclusioni delle sue analisi delle celle telefoniche nel caso Buoninconti:

“sono state accettate dalla Corte di Assise di primo e secondo grado e non esiste alcun tipo di problema al mio riguardo, nessuno può mettere in discussione le analisi e le conclusioni di carattere tecnico da me sottoscritte. Anche durante i processi i difensori avevano sollevato questo problema ma la corte non ne ha mai tenuto conto. E allora?”

Dezzani pare essersi dimenticato di aver dichiarato il falso in merito ai propri titoli di studio al giudice di primo grado e che proprio per questo motivo il giudice Amerio, non un esperto in materia, aveva ritenuto credibile ciò che il consulente della procura gli aveva riferito.

Giuseppe Dezzani ha detto che “anche i difensori avevano sollevato questo problema” lasciando intendere che il fatto che lui non sia laureato in informatica sia un problema.

Un enorme problema per i giudici che gli hanno creduto e che hanno condannato sulla base delle sue consulenze.

ESTRATTO UDIENZA BUONINCONTI

Consulente Dezzani Giuseppe
Giudice – Dottore, le sue generalità, innanzitutto.
Consulente, Dezzani G. – Mi chiamo Giuseppe Dezzani, sono nato a Bagnolo Piemonte, provincia di Cuneo, e sono domiciliato presso

R.G.N.R. 5984/14 ; R.G. 5607/14. – data udienza 22 luglio 2015, c/BUONINCONTI MICHELE 113

I.S.P. – Istituto Stenodattilo Professional, società a responsabilità limitata – Giulianova P. Iva 01661740678

il mio studio professionale in Grugliasco, Strada del Portone numero dieci.
Giudice – Ci vuole illustrare le sue competenze, i suoi titoli di studio e poi tutto il resto?

Consulente, Dezzani G. – Certamente, io sono un informatico forense…
Giudice – Laureato in?
Consulente, Dezzani G. – Informatica. Sono iscritto all’albo del Tribunale di Torino. Ho gestito nella mia carriera, che è iniziata nel 1998 in questo mestiere, circa 2000 casi giudiziari, casi specifici, anche in questa specifica materia che trattiamo oggi. L’ultimo in ordine cronologico è l’omicidio Egbuna gestito per la Corte di Appello di Torino dell’imputato Ughetto Piampaschett, l’ultimo in ordine cronologico.

Giudice – Casi importanti sono stati da lei trattati, anche con casse di risonanza, anche a livello mediatico?
Consulente, Dezzani G. – Sono consulente, sono stato consulente in tantissimi casi per la Procura di Milano, per la Procura di Torino, per la Procura di La Spezia, parlando solo di casi di omicidio specifici dove la prova telefonica, la prova delle celle è stata una prova essenziale per la determinazione. L’ultimo che citavo della Corte d’Appello di Torino è stato un caso dove la gestione della parte telematica e telefonica è stata fondamentale. Un altro caso di La Spezia dove fu dato un ergastolo, anche lì la parte telefonica era pregnante sulla ricostruzione degli eventi.

*************
R.G.N.R. 5984/14 ; R.G. 5607/14. – data udienza 22 luglio 2015, c/BUONINCONTI MICHELE 114

Domenico Leccese

Condividi subito