«GIORNALI, CONTRIBUTI ALLE COOP CON GLI EDITORI PURI»

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L’intervista a Roberto Fico, presidente uscente della commissione Vigilanza Rai e candidato per il Movimento 5 Stelle, fatta nella redazione del quotidiano “Roma”, non può che partire dal resoconto degli ultimi fatti inerenti la querelle Caiata. 

Il vostro meccanismo di selezione delle candidature può essere migliorato?

«Possiamo migliorare, certo, e dobbiamo farlo, ma siamo stati gli unici a fare una selezione in cui i candidati al Parlamento sono stati decisi dagli iscritti. Nel Pd ha deciso la segreteria, in Forza Italia Berlusconi. Solitamente chi partecipa alle Parlamentarie del M5S è stato molto attivo sul territorio. Sugli altri siamo rigidi nel caso di Caiata, lui ha violato le regole del Movimento 5 Stelle e quindi di fatto è fuori. Leggo che si è autosospeso e mi sembra il minimo dopo quello che è accaduto spiega Fico -. D’altra parte, non ha comunicato l’indagine a suo carico e in questo modo si è di fatto posto fuori dal Movimento 5 Stelle. La dimostrazione chiara, ancora una volta, che noi mettiamo fuori chi sbaglia».

In queste ore si parla anche di una possibile apertura dei Cinquestelle alle “larghe intese”….

«Larghe intese come quelle di questi cinque anni assolutamente no. Noi miriamo ad arrivare al 38-39 per cento ed avere una maggioranza per approvare il programma del Movimento. Diversamente, miriamo a stare alti per impedire inciuci. A quel punto o si va a casa o alcuni punti vanno fatti, vedi il reddito di cittadinanza. Se andiamo al 27-28 per cento, cercheremo di pesare politicamente. Se altri possono fare larghe intese la vedo difficile. Se non ci sono spiragli si vada anche a nuove elezioni subito». 

Onorevole Fico, con la stessa legge elettorale?

«E questo è un problema, rischiamo un risultato analogo». 

Ma così non aumenta il rischio astensionismo?

«Quello esiste sempre. In genere al voto è andato mediamente il 75-80 per cento degli elettori nel-le ultime tornate nazionali. Se si arrivasse a queste percentuali sarebbe già un successo». 

Qual è il suo rapporto con il candidato premier Di Maio?

«Con Di Maio ci sentiamo ogni giorno regolarmente, è chiaro che ci possono essere anche alcune idee diverse, ma lavoriamo tutti in squadra e il nostro Movimento che appartiene a tutti i cittadini vince quando tutti insieme, anche discutendo, lavoriamo per lo stesso fine».

Per concludere, sotto i riflettori della stampa ormai da tempo c’è la questione del finanziamento all’editoria che voi volete abolire. Siete consapevoli che in questo modo si metterebbero a rischia migliaia di posti di lavoro…

«La nostra posizione è nata dal fatto che vedevamo quella pioggia di milioni di euro che andavano a giornali che non servivano, abbiamo detto resettiamo tutto ma cerchiamo di capire come aiutare chi fa veramente giornalismo. Noi abbiamo una proposta di legge già scritta, a cui daremo subito impulso se saremo noi al Governo. C’era un sistema di giornali che esistevano solo sulla carta. Stavamo anche ragionando su una normativa che cerchi di indirizzare il sistema verso l’editore puro, e in quel caso anche sui finanziamenti si potrebbe fare un ragionamento diverso, come nel caso delle cooperative. È chiaro che non diamo finanziamenti a chi vuole usare un giornale per fare altre cose».

Mario Pepe

 

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