#Potenza calcio, simbolo di partito tra agli ultras. Non era mai successo: prima volta assoluta

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POTENZA. Il match sportivo andato in scena domenica scorsa, nel quale si sono fronteggiate le due squadre gemellate Altamura e Potenza, ha consegnato alle cronache lucane risvolti che oltrepassano l’ambito calcistico. Per il capoluogo, e per l’Italia, l’aneddoto rappresenta un vero e proprio inedito.
Ha fatto ingresso nella tifoseria rossublù una bandiera politica: quella del Movimento 5 stelle. Che in Italia le competizioni partitiche siano sovrapponibili a scontri tra tifoserie è notorio. C’è una serie infinita di termini calcistici usati dai politici di turno per spiegare mosse e strategie. Basti pensare al più conosciuto motto: «Scendo in campo».
Espressione usata per l’appunto anche dall’attuale presidente del Potenza Calcio, Salvatore Caiata. Il quale in occasione della ufficializzazione della sua candidatura con il Movimento 5 stelleha detto: «Scendo di nuovo in campo per il mio territorio». Con buona pace di Roberto Benigni, che nel 1996 al giornalista Enzo Biagi, ricordando le origini contadine della sua famiglia, spiegò come anche il suo babbo, tutte le sere si alzava e non avendo il bagno in casa, prendeva dei fogli simil carta igienica e annunciava ai presenti: «Scendo in campo».
Caiata si è candidato nel Movimento 5 stelle, tra l’altro senza neanche affrontare le “Parlamentarie” e il conseguente fuoco del voto on line dei sostenitori del partito, che di tale procedura a detta loro democratica ne ha fatto un cavallo di battaglia, e subito compare in “curva” rossoblù la bandiera dei 5 stelle. Una tifoseria pentastellata nel panorama regionale e nazionale è già un fatto di per sé inconsueto. È vero, le curve sono piene di simboli politici, da Che Guevara alla svastica e alle croci celtiche. Ma il faccione di Di Maio, innalzato da persone che indossano la maglia e la sciarpa della propria squadra, all’interno di uno stadio dove è in corso una partita di calcio è una vera novità. I tifosi sono elettori e gli elettori sono tifosi. Lo sa bene uno dei mentori di Caiata, tale Silvio Berlusconi che chiamò il suo primo partito “Forza Italia”. Così come lo stesso in occasione delle politiche del 2000 promise ai tifosi del Milan, squadra di cui era presidente, che se lo avessero votato avrebbe acquistato due fuoriclasse: Nesta e Totti. Quel «di nuovo» di Caiata tra le parole scendo e in campo lo ricollega proprio a Berlusconi. L’uomo oggi in corsa in corsa per un seggio alla Camera nelle liste del Movimento nel collegio Potenza-Lauria è stato già a Siena, nel 2009, dirigente del Popolo della libertà. Nella storia del presidente del Potenza Calcio c’è poco di nuovo che avanza e molto di vecchio che ritenta. Ad ogni modo cosa intenda fare Caiata con la tifoseria, nell’ambito delle ipotesi politiche, ancora non è chiaro.
Quello andato in scena domenica scorsa, però, rappresenta, che sia stato dal presidente voluto o meno, che dietro le mani che alzavano la bandiera 5 stelle ci fosse un’eterodirezione o meno, un primo test. I commenti pubblici dei supporters del leone rampante convergono tutti nella stessa direzione: disapprovazione del gesto. «Non so chi sia questo soggetto, ma la prossima volta che in un settore ospiti o nella gloriosa Curva Ovest sventolerà una bandiera di un partito politico si prenderanno severi provvedimenti» oppure «Noi sosteniamo solo il Potenza, non il partito di Caiata» e ancora « La politica deve rimanere fuori dal campo di calcio. Si va a tifare la squadra non i partiti» sono solo alcuni dei commenti che rendono il tenore del dibattito che la presenza della bandiera politica ha suscitato. Il clima verbale si è così tanto surriscaldato che il protagonista dell’episodio a un certo punto ha deciso di uscire allo scoperto. Rivelando non solo la sua identità, ma anche, soprendentemente, che era d’accordo col tenere la politica fuori dagli stadi. Assurdo. «Ok – ha scritto il tifoso elettore del Potenza calcio su facebook – condivido pienamente, forse c’è qualcuno a cui da fastidio, e per questo mi scuso buona giornata, speriamo nella lega Pro».
Rumors, forse per stigmatizzare ancora di più il gesto, hanno detto che non è un potentino, sarebbe di un paese della provincia, e che è uno sporadico della curva. Questo, in sintesi, il racconto del tentativo, se sarà un interruzione spontaneo o avrà ulteriori tentativi lo si vedrà nel prosieguo del campionato, di instaurare a Potenza una curva a 5 stelle.
Saranno i tifosi a scegliere se e come farsi strumentalizzare politicamente. Sarebbe bello, parafrasando l’attaccante Lucarelli che gridò alla Juve: «Tenetevi il miliardo, resto a Livorno», che i supporter rossublù ricordassero a Caiata: «Tieniti i 5 stelle, la politica fuori dagli stadi».

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