IL SIOUX LUCANO VERSO IL MONDIALE DEI PESI MEDI

Condividi subito

Di Leonardo Pisani

Una telefonata, arrivano novità. «Leo ho lasciato il titolo europeo». Rimango di sasso, Emanuele Blandamura è l’unico pugile italiano a detenere la corona europea, ed anche quella prestigiosa dei pesi medi che fu di Cerdan, di Mitri, di Benvenuti,di Kalambay. Un attimo di sorpresa, intuisco ma lasciare un titolo europeo mentre si sta scalando le classifiche mondiali fa riflettere. «Sicuro di quello che fai Emanuele?». «Certo, è una cosa grossa, appena ho i particolari ti avviso». Ho capito cosa si prospetta, anzi che ci sono diverse opzioni per una scelta del genere. Il Sioux lucano quel titolo lo voleva da tempo, lo disse a Potenza. Spiegò in un teatro Don Bosco stracolmo che voleva vincere quel titolo, aveva tentato contro Soro, era andato ko. Ma quella tenacia lucana del suo dna di Ferrandina esce sempre. Lo hanno dato per finito quando perse con Saunders e poi con Soro, due boxer di livello mondiale. Lo davano sfavorito contro Signani, invece Blandamura sorprende tutti e diventa il re d’Europa dei pesi Medi. Una difesa volontaria contro il forte Goddi e si prospettava la difesa ufficiale contro l’invitto polacco Szeremeta.  Titolo rimandato, qualcosa bolliva in pentola.  Ci risentiamo qualche giorno dopo, ero Cerignola, paese del nonno assieme ad un amico comune, il vicesindaco Rino Pezzano che lo ha premiato in Comune dopo la vittoria europea. Due chiacchiere tra noi, e mi dice mi richiama mercoledì. «Emanuele – gli chiedo – contro chi fai il mondiale?». Scoppia ridere, mi risponde che mi farà sapere solo a cosa certa.. La scaramanzia.  Lo richiamo, cellulare spento… Per forza, è andato a una conferenza stampa all’estero con  Christian  Cherchi. Arriva la notizia: Blandamura cercherà di conquistare il mondiale dei pesi medi per la Wba, la più antica federazione pugilistica esistente. E volerà per farlo, letteralmente. Ha combattuto spesso fuori Italia, ma questa volta si va nel paese del Sol Levante. Il sioux lucano cercherà di strappare la corona al nipponico Ryōta Murata. Un altro fighter di carattere; inizia presto a boxare, va avanti ma poi alcune sconfitte e smette; si iscrive all’università e riprende la boxe dilettantistica,  è fortissimo il giapponese, un record dilettantistico da vertici mondiali, sempre in crescendo: nel 2005 bronzo ai campionati asiatici, nel 2011 medaglia d’argento ai mondiali di Baku e l’anno dopo  medaglia d’oro nei medi alle olimpiadi di Londra. Alto 183 centimetri Murata ha 32 anni ed ha disputato 14 incontri con 13 vittorie di cui 10 prima del limite ed una sola sconfitta al primo tentativo mondiale contro Hassan N’Dam N’Jikam il 27 maggio 2017. Decisione controversa, tanto che il pubblico e gli esperti avevano visto Murata vincitore, dopo la Wba ha sospeso i due arbitri che avevano dato vincitore N’Dam N’Jikam.  La Wba decreta subito la  rivincita il 22 ottobre che vede Murata vincere nettamente alla settima ripresa. Ora dunque la difesa con Blandamura, l’incontro si svolgerà il 15 aprile alla  alla Yokohama Arena, ben 17mila posti. Il campione nipponico è un pugile completo, un tecnico con il pugno pesante, ma Emanuele Blandamura è un combattente  altrettanto completo, non potente ma velocissimo, capace di portare ogni colpo e di boxare sia a corta distanza che alle corde. Ed ha carattere. Il Sioux Lucano volerà in Giappone assieme ai suoi manager  Salvatore e Christian Cherchi per vincere, non certo per fare il turista o assaggiare il misushi. E mi chiama, appena arrivato in Italia prima di prendere il treno  da Fiumicinoa Roma, mi racconta della conferenza stampa: «Una ospitalità straordinaria, ci hanno trattati da re, gentilissimi. Una organizzazione perfetta. Magari ci fosse questa attenzione anche in Italia…». Poi aggiunge «Murata è forte ma vado in Giappone per vincere. Ho affrontato pugili di livello mondiale, ho perso, ho vinto ma mi sono battuto sempre al massimo e così farò contro il campione mondiale».  Il sogno di Emanuele si avvera a 38 anni: combattere per la cintura di campione mondiale dei pesi medi, qualche tempo fa ci credevamo in pochi. « Salutami tutti gli amici – conclude – salutami tutti i lucani. La Basilicata è sempre la terra dei miei affetti e delle mie origini». 

Condividi subito