Caso Maria Ungureanu: Arrestate i genitori!

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“Arrestate i genitori!”, lo gridano a gran voce gli italiani dopo le rivelazioni di Federica Sciarelli.

Dott.ssa URSULA FRANCO – medico criminologo

Sono ben nove i giudici che hanno invitato la Procura dI Benevento ad aprire gli occhi sul padre della piccola Maria che prima di morire aveva subito un’ultima violenza proprio mentre si trovava con lui, a casa.

Marius Ungureanu è difeso dall’avvocato Fabrizio Gallo, dalla criminologa Roberta Bruzzone e dalla genetista Marina Baldi.

Abbiamo intervistato la criminologa Ursula Franco che collabora alla difesa dei fratelli Daniel Petru e Cristina Ciocan, con gli avvocati Salvatore Verrillo e Giuseppe Maturo, una difesa che ha mietuto in questo anno e mezzo un successo dopo l’altro.

Dottoressa, finalmente la verità è emersa, diciamo anche grazie al programma televisivo Chi l’ha visto, la difesa che cosa si aspetta?

La difesa si aspetta che la Procura di Benevento faccia ciò che non ha fatto nel luglio 2016, ovvero che emetta una Richiesta per l’applicazione della misura cautelare carceraria per Marius Ungureanu per il reato di violenza sessuale e che agisca nei confronti di Andrea Elena Ungureanu in merito al reato di concorso omissivo in violenza sessuale.

La madre della bambina, nonostante fosse a conoscenza del fatto che era suo marito Marius ad abusare di sua figlia, per salvarlo, ha da subito calunniato il povero Daniel attribuendogli le violenze.

Dottoressa, quando è avvenuto il “cortocircuito nelle indagini” di cui lei ha recentemente parlato?

Il “cortocircuito” è avvenuto nel momento in cui i RIS hanno isolato lo sperma di Marius Ungureanu da una maglietta in uso esclusivo alla piccola Maria e dalla copertina del suo lettino e la Procura invece di richiedere l’arresto di Marius ha richiesto quello di due soggetti estranei ai fatti.

La difesa è curiosa di sapere perché, appurato che gli stessi operatori dei RIS di Roma che hanno esaminato i reperti ed isolato lo sperma, si sono occupati del sequestro di maglietta e copertina a casa degli Ungureanu, e proprio loro hanno fatto firmare a Marius Ungureanu un verbale nel quale l’uomo ha dichiarato che tutto ciò che i RIS avevano sequestrato apparteneva a Maria.

Qualcuno ci deve spiegare perché ad un mese dai fatti, avendo la soluzione in mano, non si è proceduto all’arresto di Marius Ungureanu.

Lei capisce che l’aver ignorato un dato così rilevante come la presenza dello sperma del padre su un indumento in uso esclusivo a Maria in un’indagine per violenza sessuale, ha ritardato il raggiungimento della verità, lasciando libero un soggetto capace di reiterare, ma soprattutto questo grossolano errore della Procura ha distrutto la vita di due ragazzi estranei ai fatti.

Dottoressa, resta da chiarire la dinamica della morte della piccola Maria.

La dinamica è chiara: Maria con un’amica, di cui sappiamo nome e cognome, e con la quale aveva appuntamento dal giorno precedente per quella sera, si intrufolò di nascosto nel giardino del ristorante per fare il bagno ed affogò.

L’amica fuggì perché temette di dover rispondere delle conseguenze di un suo comportamento sopra le righe sia ai propri genitori che alle autorità.

Sono passati quasi due anni, la ragazzina è ora maggiorenne, credo che sia venuto il momento che la Procura la interroghi come si deve in merito ai suoi movimenti della sera del 19 giugno 2016, solo così potrà risolvere definitivamente questo caso.

Domenico Leccese

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