NON CI CREDE NESSUNO: ATTRITI IN GIUNTA E 35 MILIONI DI DEBITO CON COTRAB

di Angelomauro Calza

POTENZA –Regione Basilicata: “Nu rre, ‘nu maggistrato, ‘nu grand’ommo,
trasennostucanciello di via Anzio ha fatt’ ‘o punto c’ha perzo tutto, ‘a vita e pure ‘o nomme tu nun t’he fatto ancora chistucunto”?

Ieri, ancora a caldo, abbiamo cercato di ipotizzare cosa si cela dietro le frasi del comunicato stampa con cui Nicola Benedetto annunciava le sue dimissioni da Assessore regionale.

Incontestabile la durezza delle sue parole, restava ieri da capire “che cosa” avesse realmente convinto Benedetto a disimpegnarsi. Sì, le voci che si rincorrono e che parlano di un assessore che gioca d’anticipo e che si dimette prima di “essere dimesso” per onorare accordi interni possono anche essere ritenute fondate per chi “si ammocca” quanto gli “viene ammoccato” da chi ha interesse a rafforzare la sua “maestà”, a dimostrare che ha convinto al bel gesto “perchè ci fai bella figura”. Ma chi un poco poco vuole vederci chiaro (perché quando si è giornalista “credere è un bene, ma malignare è meglio”), non può certo fermarsi alla sola motivazione più signorile e nobile della vicenda. Ennò: di sicuro ci sta altro. In aggiunta, non ad escludendum: ci sta altro. Per forza. Deve. Anche perché ci pensi e ti vengono in mente ipotetici motivi di attrito interno alla Giunta regionale legati ad episodi che hanno visto Benedetto protagonista. La mente va – per esempio –partendo dalla frana di Montescaglioso, al tema più ampio del dissesto idrogeologico, da fronteggiare con investimenti importanti da parte dell’Ente Regione, con i Comuni interessati che hanno presentato i progetti:si maligna in maniera infondata che in campo ad un certo punto ci siano state due graduatorie con posizioni, meriti e metodi differenti: una stilata (da chi?…boh? indovina indovinello) prima della nomina di Benedetto ad Assessore, la seconda stilata successivamente, con l’adozione di criteri individuati da lui stesso, più lineari ed oggettivi, che è poi quella del “Piano degli interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico”, approvato lo scorso mese di novembre. E chi c’è rimasto male? Di certo non Benedetto, ipotizzano e malignano i bene informati.

Altra ipotesi: potrebbe essere una motivazione valida la vicenda Cotrab? Beh, potrebbe anche non esserlo, ma chi – da esterno – sarebbe disposto a giurarlo? Di fatto il contratto di servizio scade il 31 dicembre, e proprio entro la stessa data si sarebbe dovuta fare la gara e anche procedere all’aggiudicazione e alla firma della nuova concessione. Il contratto in essere, prevedendo una eventuale proroga di sei mesi, fino a giugno 2018, avrebbe lasciato abbondante spazio temporale anche ai tempi per la firma del contratto, ma ad oggi non c’è nemmeno il bando di gara. Che vorrà mai dire? Forse è un fatto, questo, che lascia intendere che bisognerà chiedere una ulteriore proroga di almeno altri sei mesi alla Cotrab? Bisognava quindi muoversi prima? Boh? Chi lo sa?Ma intanto prima la riforma aveva riassegnato alle Province fino al 31 dicembre 2017 la competenza sul trasporto pubblico. Non è chiaro quindi quali siano i tempi, mentre è certo che il bando è competenza della Regione. Proprio ieri infatti tutte le Commissioni in seno al Consiglio regionale pare abbiano lavorato per arrivare entro oggi, 29 dicembre, ad emanare nuove norme che possano tamponare la situazione. Ma allora, se l’ipotesi è giusta, il ragionamento conseguenziale è che in questo quadro il Governo regionale deve prorogare giocoforza di ulteriori sei mesi l’esercizio a Cotrab, che però pare abbia un credito nei confronti dell’Ente regione di oltre 35 milioni di euro: quindi si tratterebbe ora di “chiedere una cortesia” dal debitore al creditore, ma senza avere poi la possibilità di pretendere miglioramenti del servizio offerto. Vale a dire che il servizio pubblico potrebbe solo peggiorare, senza possibilità di alzare la voceperché venga  migliorato.

Evvabbè, ma perché non è ancora stata bandita la gara, allora? Potrebbe essere semplicemente perché che non c’era certezza dei soldi a disposizione?E perché? Che vuol dire? Che allora il bilancio della Regione è fragile? Boh? Dicono di no. Chi lo sa? Si sa solo che c’è la solita malelingua male informata e calunniatrice cheipotizza che ad oggi il rendiconto di gestione 2016 non sia ancora stato approvato perchè la Corte dei Conti è tornata a muovere osservazioni al rendiconto 2015: per evitare di ripetere gli stessi errori e vedersi muovere le medesime contestazioni, gli uffici competenti pare stiano lavorando alle più opportune correzioni sull’anno 2016. Questa incertezza non consentirebbe quindi di avere chiarezza sulle risorse disponibili per la gara in questione. Intanto ora la Regione potrebbe pagare il suo debito a Cotrab per vedersi accordata la proroga. Come?… i soliti maligni fantasticano e ipotizzano: con finanziamenti del Governo nazionale, prelevandoli a titolo di anticipazione dal Fondo Coesione e Sviluppo, per esempio; fondi del programma pluriennale che andrebbero in spesa corrente, ma con il rischio che vengano sottrattial sostegno sociale, alle imprese e al welfare.Ecco che allora Benedetto, persona avvezza alla chiarezza e in un certo senso alla fine vittima di questa situazione e di questi meccanicismi di cui pure potrebbe essere accusato dal maligno di turno di aver fatto partein qualche modo, esce dalla Giunta dimettendosi perché non vuole essere lui il sostenitore di una richiesta di ulteriore proroga a Cotrab, ben sapendo che andrebbe a discapito soprattutto della qualità del servizio, e contro gli interessi dei cittadini, senza contare possibili interessamenti alla vicenda da parte dell’Anac (a questo punto peraltro marginali). Ma sono solo ipotesi, fantasie, fesserie: “Sti ppagliacciate ‘e ffannosulo ‘e vive:nujesimmo serie…”