Giù il cappello dal grano. Per difendere il grano Cappeli iniziamo dal parlamento

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Matera, 19 dicembre 2017 comunicato stampa

Il 21 dicembre 2017 alle ore 13, Conferenza stampa in Parlamento
VIA IL CAPPELLO DAL NOSTRO GRANO

Dopo aver lanciato il 6 dicembre 2017 a Matera in una Conferenza Stampa prello la sede della Provincia il grido di allarme sui rischi gravissimi che sta correndo la nostra agricoltura se si dovesse affermare il modello messo in campo con la speculazione imposta dalla SIS (Società di cui è presidente il vicepresidente nazionale della Coldiretti), Altragricoltura, il SICER, il Movimento Riscatto e LIberi Agricoltori danno appuntamento per una nuova conferenza stampa a Roma il 21 dicembre 2017 alle ore 13 presso la Sala Stampa del Parlamento in cui verranno annunciate le ulteriori iniziative di denuncia, di mobilitazione e di contrasto legale.

Sarà, probabilmente, uno degli ultimi atti che il Parlamento della Repubblica Italiana terrà prima dello scioglimento delle Camere previsto fra Natale e Capodanno e sarà, anche, uno dei punti su cui i parlamentari della prossima legislatura dovranno confrontarsi.

La Conferenza Stampa di giovedi (cui parteciperanno parlamentari, associazioni e imprese del mondo cerealicolo) darà conto di un documento assunto unitariamente al congresso nazionale di LIberiAgricoltori con cui Altragricoltura, il SICER e LiberiAgricoltori invitano a dare vita ad una campagna unitaria con l’obiettivo di scongiurare i rischi gravissimi che un grano prodotto dal lavoro, dalla tutela e dalla selezione messo in atto nelle campagne meridionali (in particolare di Puglia, Basilicata e Sardegna) diventi lo strumento per imporre un gravissimo modello di trust alla nostra agricoltura.

La SIS (con una procedura semiclandestina durata 15 giorni a ridosso dell’estate) si è aggiudicata il controllo di un grano su cui erano stati realizzati e si stavano realizzando molti investimenti nella produzione e nella costruzione di reti economiche da parte di una pluralità di soggetti; dopo il suo aggiudicamento ha emanato un disciplinare e imposto forme contrattuali che, nei fatti, tendono a imporre il controllo in esclusiva sulle filiere e sui processi economici riservandosi il diritto di vendere il seme solo a chi accetta le loro condizioni di mercato e comunque “al sistema dei Consorzi Agrari” (ovvero ai consorzi controllati dalla Coldiretti.

Gianni Fabbris a nome di Altragricoltura e LiberiAgricoltori e Viscanti a nome del SICER, il neonato sindacato dei cerealicoltori, hanno presentato all’incontro con l’Assessore Luca Braia che si è tenuto a Potenza ieri pomeriggio alle ore 14, i contenuti del documento chiedendo all’Assessore Regionale all’Agricoltura di Basilicata che si faccia tramite perchè ne siano messi a conoscenza i suoi colleghi delle altre regioni ed annunciando le iniziative che saranno ulteriormente illustrate a Roma. Fra queste quelle delegate agli avvocati del Soccorso Contadino nelle sedi legali e amministrative e quelle politiche che porteranno la vicenda (fra l’altro) in una iniziativa a Bruxelles in difesa del grano prevista per i primi del prossimo anno .

Dopo altre interrogazioni parlamentari presentate nelle scorse settimane ad opera di parlamentari del Movimento 5 stelle, del Pd e del Gruppo Misto e quelle assunte dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna rivolte a chiedere al Governo di intervenire per scongiurare una gravissima iniziativa che corre il rischio di imporre un cartello speculativo su uno delle più originali e straordinarie risorse della nostra cerealicoltura, l’On.le Antonio PLacido (Liberi e Uguali) che patrocina la Conferenza stampa del 21, nella giornata di mercoledi 20 presenta un question time in commissione agricoltura della Camera dei Deputati.

“Confermiamo la nostra denuncia fatta a Matera. Vogliamo sapere come sia stato affidato in esclusiva il controllo del Grano Cappelli alla SIS, con quali procedure e quali garanzie di trasparenza e controllo. Vogliamo capire come sia possibile che chi intasca le royalty sui semi possa anche pretendere di scegliere a chi dare e vendere i semi e possa pretendere di avere nei fatti l’esclusiva del riacquisto del prodotto del lavoro degli agricoltori. Chiediamo di sapere dal Ministro all’Agricoltura se non pensi che tutto questo sia l’ìimposizione di un trust insopportabile e sia una vera distorsione del mercato. Vogliamo poi capire perchè il logo di un sindacato (quello della Coldiretti) fa da timbro a questa operazione” chiede Altragricoltura da settimane insiem al Presidente del Sidacato dei Cerealicoltori e del Movimento Riscatto Mimmo Viscanti ed a Furio Venarucci per la Presidenza nazionale di LiberiAgricoltori.

La Conferenza stampa di giovedi sarà l’occasione per annunciare le ulteriori iniziative e il lancio della Campagna Nazionale “Via il cappello dal nostro grano”

La stampa è invitata

ALLEGATO 1: l’invito alla Conferenza stampa

 

ALLEGATO 2: estratto del testo dell’interrogazione dell’On.le Antonio Placido

On. ANTONIO PLACIDO

“Da più parti si sollevano critiche e allarmi su quanto sta accadendo in Italia dopo che il CREA ha affidato alla Società Italiana Sementi SIS la licenza esclusiva di moltiplicazione e commercializzazione della varietà di grano duro “Cappelli”.

Fra le diverse manifestazioni critiche e di allarme sono da segnalare i passi assunti dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Sardegna, quelle di diverse realtà associative ed imprese del mondo del Biologico, quelle del Consorzio Sardo “Cappelli”, quelle di alcune Associazioni sindacali e di Categoria fra cui la Confederazione LiberiAgricoltori, la Confederazione Altragricoltura, il SICER (Sindacato Cerealicoltori).

Se pur con modalità diverse tutti i soggetti che si stanno esprimendo criticamente sulla vicenda, sottolineano tre aspetti:

– la varietà di grano Senatore Cappelli, rilasciata nel 1915 per opera del genetista Nazzareno Strampelli e dedicata al marchese abruzzese Raffaele Cappelli, senatore del Regno d’Italia che, negli ultimi anni dell’Ottocento aveva avviato le trasformazioni agrarie in Puglia, è patrimonio collettivo della storia del lavoro degli agricoltori del meridione italiano (in particolare di Puglia e Basilicata), avendo conosciuto una particolare e lodevole azione di valorizzazione in Sardegna, è, comunque, frutto della selezione, del miglioramento e della tutela collettiva prodotto dal lavoro dei cerealicoltori italiani e da numerosi tecnici e lo Stato deve farsi garante di come possa essere tutelato iul diritto generale degli agricoltori a poter accedere liberamente alle risorse

– le modalità di assegnazione da parte del CREA sono quanto meno oscure, essendosi consumati in solo quindici giorni a ridosso dell’estate 2016 gli iter dell’indizione della manifestazione di interesse e di assegnazione

– successivamente all’assegnazione dell’esclusiva alla SIS (Società Italiana Sementi) la stessa SIS ha introdotto una serie di norme per la gestione dei contratti di coltivazione che, nei fatti, lasciano alla società stessa il diritto di scegliere se ed a chi consegnare i semi e inducono le aziende (fino al punto di condizionarne la libertà imprenditoriale e di scelta produttiva) a legarsi commercialmente alla stessa SIS che assumerebbe, cosi, una funzione dominante distorcendo la concorrenza sul mercato e la libertà delle filiere di stabilire liberi, responsabili e redditivi rapporti commerciali

Fra le iniziative che sono in corso di assunzione in questi mesi in una conferenza stampa tenuta a Matera presso la Provincia di Matera alcune organizzazioni (in particolare Altragricoltura, il SICER e LiberiAgricoltori) hanno annunciato di aver dato mandato alla struttura legale del Soccorso Contadino di agire in tutte le sedi perché siano accertate la regolarità e la correttezza delle procedure di assegnazione e di gestione e perché vengano tutelati i diritti delle imprese.

L’interrogante intende sapere:

1) se il Governo può spiegare e dare conto delle modalità di indizione da parte del CREA del bando e di gestione dell’assegnazione alla Società SIS
2) se il Ministro sia a conoscenza delle modalità discrezionali con cui la SIS sta operando, se non ritiene che si configurino evidenti conflitti di interesse fra il suo ruolo di società sementiera e le funzioni commerciali e imprenditoriali del resto della filiera e se non ravvede che quella in corso non configuri una vera e propria azione di trust commerciale e di distorsione del mercato”
3) come il Governo intende garantire l’accesso collettivo e l’uso libero di una grande risorsa per il patrimonio nazionale agrario come è il Grano Cappelli.

Domenico Leccese

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