GALLITELLI E IL NEO DI OTTAVIA

Il leader azzurro, Silvio Berlusconi, ospite a “Che tempo che fa”, trasmissione condotta da Fabio Fazio su Rai Uno, si definisce un «candidato del presente» e pensa ancora a se stesso come possibile premier. Ma se la sentenza di Strasburgo non arrivasse o fosse negativa? «Lei su chi punterebbe?»: chiede Fazio. Immediata la risposta di Berlusconi: «Il generale Leonardo Gallitelli, uno dei migliori vertici del Corpo dei Carabinieri». L’alto ufficiale, 69 anni, è nato a Taranto ma è cresciuto a Bernalda. Ed è proprio in terra lucana che il generale ha ottenuto il suo primo comando, presso la compagnia di Viggiano. Era il 1975, anno in cui la Basilicata balzava alle cronache nazionali per un tragico caso di scomparsa, quello di Ottavia De Luise, 12 anni di Montemurro. E sulla bambina, mai più ritrovata, all’epoca indagava proprio il comandante Leonardo Gallitelli. Le ricerche, interrotte nel giro di pochi giorni, non portarono a nulla. Se non, ad una triste conclusione: Ottavia “se l’è cercata”. «Era una poco di buono»: scriveva sui verbali del sottoufficiale. Rapporti giudiziari, questi, a cui il comandante Gallitelli apponeva la sua firma. Fu un caso insabbiato e lasciato alla polvere per molto tempo. Ci sono voluti ben 35 anni prima che se ne ritornasse a parlare. Ed è accaduto grazie alla controinchiesta dei giornalisti Fabio Amendolara e Emanuela Ferrara edita con il titolo “La colpa di Ottavia”. Come spiegano gli autori del libro, «di Ottavia fu detto che godeva di scarsa reputazione e che la sua condotta morale lasciava molto a desiderare. La verità, però, è che era vittima di pedofili e chissà cos’altro». Su quei 48 anni di brillante carriera a servizio dell’Arma – grazie ai quali il generale Gallitelli è stato altresì insignito di prestigiosi riconoscimenti come quello di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e di Gran Ufficiale dell’Ordine al merito – vi è dunque un neo. Una macchia che porta il nome di Ottavia De Luise. Attualmente, Gallitelli è responsabile dell’ufficio nazionale antidoping. Ma da quei primi passi nel mondo delle forze dell’ordine, son cambiate tante cose e di successi, nel frattempo, ne ha ottenuti tanti. Risultati, questi, che gli sono valsi la stima e l’ammirazione anche di Silvio Berlusconi. «È una persona molto capace – sostiene il numero uno di Forza Italia – ma estranea alla politica». Non resta che scoprire se la lusinghiera proposta verrà accettata. Chissà. In fondo, per il Comandante, seppur vergine nell’arte del governo, potrebbe essere un modo alternativo per continuare a servire lo Stato.

DI ANTONIETTA MENTE