TASSINARI: «UNO STUPIDO ERRORE MATERIALE»

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POTENZA. A seguito dell’articolo pubblicato nell’edizione di ieri de il “Roma” riguardante la vicenda dei post del blog FascinAzione condivisi dai profili ufficiali di Facebook e Twitter dell’ospedale potentino San Carlo, Tassinari (in foto), addetto stampa dell’Azienda ospedaliera e autore dell’iniziativa, nonchè curatore del blog, ha voluto precisare la sua posizione.

Caro Direttore Sasso, il quotidiano Roma edizione lucana di ieri mi ha concesso l’onore della prima pagina per quello che, in tutta evidenza, è uno stupido errore materiale. L’aver diffuso erroneamente sui canali social del San Carlo contenuti giornalistici del mio profilo personale. È successo il 12 settembre 2017, tra le 13,54 e le 14,12. Come è successo altre volte negli anni precedenti. Una decina di volte, a mio ricordo: una volta è capitato persino che finisse postato un risultato di Candy Crash. Alle origini dell’errore un uso spinto delle condivisioni automatiche e un piccolo bug nello sharing di Android: invece di indirizzare sul profilo twitter prefissato lo fa sul profilo fisicamente aperto. Così quel giorno quando il collega che da due anni gestisce il blog da me fondato mi ha chiesto di dargli una mano perché aveva problemi personali, ho caricato due post e li ho rilanciati sulla mia pagina facebook. Non sono stato attento a chiudere il profilo twitter aziendale e così ha caricato lì i due post e da lì in automatico li ha rilanciati anche sulla pagina social. Un errore evidente e spiacevole di cui sono personalmente responsabile ma non c’è nessuna intenzione fraudolenta, essendo del tutto evidente che il pubblico di una pagina “ospedaliera” non ha interesse per una “nicchia” politica ultra specializzata. Di questo errore sono dolente e mi sono scusato con l’Azienda e, quando è capitato, con gli utenti social che mi avevano segnalato altri errori. Ma su due questioni invece mi tocca confutare le ipotesi maliziose avanzate dal tuo collaboratore. Il San Carlo non fa politica e non la fa neanche il sottoscritto, che fa da più di 30 anni il giornalista, i primi sei dei quali nelle stesse testate in cui lavoravi tu. E da trent’anni studio, nel mio tempo libero e usando risorse personali il fenomeno della destra radicale. Una ricerca appassionata che ha messo capo a una consistente produzione saggistica: se ne sono accorti le biblioteche di Princeton e di Harvard, che hanno in catalogo una decina di mie opere ma è destino che nessuno debba essere profeta in patria. Quanto al tempo e agli strumenti di lavoro usati, è sicuramente capitato che nell’orario di servizio abbia postato sui miei canali social personali ma è altrettanto vero che migliaia di volte, fuori dall’orario di servizio e anche nei giorni di festa comandata, abbia lavorato gratis e con il mio cellulare, raccogliendo notizie dal triage del pronto soccorso e trasmettendole ai colleghi di tutte le testate, compresi quelli della redazione lucana del Roma.

DI UGO MARIA TASSINARI

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