Equo compenso per tutti i professionisti: novità e cosa cambia.

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Equo compenso per tutti i professionisti: la Commissione Bilancio del Senato ha approvato le richieste di modifica all’emendamento del DL fiscale 148/2017 rivolto inizialmente soltanto agli avvocati.

La soddisfazione a caldo dell’Onorevole Serena Pellegrino (Architetto) EQUO COMPENSO, FINALMENTE :

“Dopo tante battaglie i professionisti del nostro Paese hanno ottenuto l’equo compenso per tutti coloro che prestano la loro opera alla pubblica amministrazione. Mai più quindi appalti per redigere piani regolatori a un euro, come avvenuto poco tempo fa a Catanzaro. Quello di oggi è un importante risultato ma anche il minimo che si possa fare per la dignità della prestazione del lavoro professionale. Aver sancito il principio dell’equo compenso garantisce ai cittadini la qualità del progetto ma soprattutto che non si aprano maglie sostanzialmente illecite.” Serena Pellegrino 

Parte saliente della interlocuzione con l’On. SERENA PELLEGRINO c/o la Camera dei Deputati con la delegazione Officina Delle Idee :

 

EQUO COMPENSO: FINALMENTE OTTENUTO!

*On. Serena Pellegrino “Oggi possiamo gioire! 

Dopo tante battaglie abbiamo ottenuto che la maggioranza approvasse un emendamento che prevede l’equo compenso da riconoscere a tutti i liberi professionisti che prestano il loro sevizio intellettuale alla pubblica amministrazione. 

Mai più quindi appalti di piani regolatori a un euro.Riteniamo che questo sia il minimo che si possa fare per la dignità della prestazione di lavoro dei professionisti che di fatto sono lavoratori come tutti, così come riconosciuto dalla nostra Costituzione.

Dopo aver abolito i minimi tariffari nel giro di pochi anni si è arrivati a far lavorare i professionisti gratuitamente.

Aver sancito il principio dell’equo compenso garantisce ai cittadini la qualità del progetto ma soprattutto che non si aprano maglie sostanzialmente illecite.”

*{On. SERENA PELLEGRINO – Sinistra Italiana – Vicepresidente della VII Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici}

 

 

Un passo importante che, come richiesto da anni dai professionisti, reintroduce norme sull’equo compenso per i professionisti per le prestazioni rese.

Le novità si applicheranno non soltanto nei confronti dei committenti privati ma anche per la Pubblica Amministrazione.

La Commissione Bilancio del Senato ha accettato, nel corso della seduta notturna del 14 novembre 2017, di riscrivere il testo dell’emendamento al Decreto Legge fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018 che, attualmente, prevede l’introduzione dell’equo compenso soltanto per gli avvocati.

Il nuovo testo dell’emendamento estende l’ambito soggettivo di applicazione della norma alle professioni ordinistiche e non, estendendo l’equo compenso a tutte le prestazioni di opera intellettuale effettuate nell’ambito delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale regolate dall’art. 2222 del Codice Civile e seguenti.

L’estensione dell’equo compenso a tutti i professionisti è una delle novità più importanti contenute nel DL fiscale 148/2017 ma ancor di più lo è l’aver previsto che anche per i servizi resi nei confronti della Pubblica Amministrazione non possano esser previsti compensi irrisori.

Non ci saranno più, in sintesi, casi di professionisti che lavorano gratis per lo Stato: a stabilire il tetto minimo che soggetti privati e pubblici dovranno corrispondere sarà un decreto ministeriale.

Il compenso per la collaborazione del professionista dovrà essere stabilito in base alla durata, alla quantità e alla complessità del lavoro svolto, avendo riguardo al contenuto della prestazione, all’esperienza richiesta e ai costi di produzione necessari per svolgerla.

Sebbene al momento non sia ancora stato approvato definitivamente, il senatore Sergio Lai, relatore del DdL, ha annunciato che nel testo del Decreto Fiscale modificato in Commissione e trasmesso al Senato è stato riscritto l’emendamento n. 19.0.2001.

Nell’attesa di avere a disposizione il testo approvato dal Senato, vediamo di seguito cosa prevede la norma contenuta nell’emendamento, inizialmente presentato soltanto a favore degli avvocati, che estende l’equo compenso a tutti i professionisti.

Con l’introduzione dell’equo compenso per tutti i professionisti, il corrispettivo dovuto per lo svolgimento di prestazioni professionali dovrà essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto.

Sono, inoltre, vietate le clausole vessatorie contenute nei contratti con committenti pubblici e privati che prevedono la non equità del compenso e uno squilibrio contrattuale, come la facoltà del committente di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali o prevedere tempi di pagamento superiori a 60 giorni.

Le nuove regole saranno applicate anche alle prestazioni rese dai professionisti nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Le prestazioni professionali alle quali la legge si riferisce sono: “prestazioni di opera intellettuale regolate dagli articoli 2222 e ss. del codice civile erogate da liberi professionisti e lavoratori autonomi, incluse le forniture continuative di servizi e la partecipazione a collegi di revisione e organi di controllo, anche previsti dalle leggi, salvo ove il compenso non sia già determinato con apposita legge dello Stato; sono altresì incluse le prestazioni di servizi professionali svolti nell’ambito di appalti di servizi di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.”

I parametri economici di equità dei compensi dovranno essere emanati con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto convertito, saranno suddivisi per ogni figura professionale e dovranno essere aggiornati a cadenza biennale.

L’importo dell’equo compenso dovrà esser stabilito con il parere delle associazioni maggiormente rappresentative delle categorie di liberi professionisti e autonomi.

Equo compenso, via libera per tutti i professionisti.

Approvato l’emendamento al Decreto Fiscale che introduce il principio secondo cui la Pubblica Amministrazione riconosca una giusta remunerazione

A tutti i professionisti sarà riconosciuto il diritto all’equo compenso.

La commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento al Decreto fiscale che introduce il principio dell’equo compenso. Consulta l’emendamento in anteprima (Bozza non ancora in vigore 17/10/2017 Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili (DL Fiscale)

Equo compenso professionisti: cosa prevede la misura

Rispetto alla prima versione, la misura è stata riscritta, allargando il raggio di azione dai soli avvocati che svolgono prestazioni a vantaggio di banche, assicurazioni e imprese, a tutti i professionisti, anche a quelli non iscritti ad un Ordine.

La norma considera equo il compenso determinato in maniera proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione, tenendo conto dei parametri previsti dai regolamenti delle singole professioni (quindi nel caso di architetti e ingegneri del Nuovo Decreto Parametri bis).

In particolare il provvedimento considera vessatorie le clausole, anche qualora siano state oggetto di trattativa e approvazione, che: – consentono al cliente di modificare unilateralmente le condizioni del contratto; – attribuiscono al cliente la facoltà di rifiutare la stipulazione in forma scritta degli elementi essenziali del contratto; – attribuiscono al cliente la facoltà di pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito; – prevedono le spese della controversia a carico del professionista; – prevedano la rinuncia al rimborso delle spese direttamente connesse alla prestazione dell’attività professionale oggetto della convenzione; – prevedano termini di pagamento superiori a sessanta giorni dalla data di ricevimento da parte del cliente della fattura. Inoltre, la norma rende nulle le clausole considerate vessatorie mentre il contratto rimane valido per il resto.

In caso di controversia il giudice, accertate la non equità del compenso e la vessatorietà di una clausola dichiara la nullità della clausola e determina il compenso del professionista tenendo conto dei parametri previsti dai regolamenti delle singole professioni.

Infine, la norma prescrive che la “pubblica amministrazione, in attuazione dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività, garantisca il principio dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi conferiti dopo l’entrata in vigore della legge”.

Equo compenso: il commento del ministro Orlando “Un altro passo per il riconoscimento dell’equo compenso per il lavoro dei professionisti. La breccia aperta dalla proposta relativa agli avvocati ha aperto, come promesso, la strada per tutte le altre professioni”.

Così ha dichiarato il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che ha continuato: “Con l’emendamento e le sue riformulazioni governative approvate stanotte in Commissione Bilancio al Senato il principio del riconoscimento dell’equo compenso per tutte le professioni entra nel testo del dl fiscale che verrà approvato definitivamente entro fine anno”.

“È un impegno che ho preso con tutti i professionisti italiani per sradicare quello che ho più volte definito come un vero e proprio “caporalato intellettuale”; un impegno che seppur con fatica e tra mille resistenze, stiamo portando avanti e che approveremo prima della fine della legislatura. Lo dobbiamo ai professionisti italiani” ha concluso Orlando.

Giusto compenso: soddisfatti Colap, Confprofessioni e Fond.Inarcassa “Una vittoria per tutti i professionisti”.

Dal palco dell’Auditorium Antonianum a Roma, dove è in corso il Congresso nazionale dei professionisti, il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, esprime tutta la sua soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento sull’equo compenso, licenziato ieri dalla Commissione Bilancio del Senato.

“Portiamo a casa un risultato che ci ha colto quasi di sorpresa, considerate le premesse di queste ultime settimane. L’equo compenso a tutti i professionisti, non solo agli avvocati, è stata una delle nostre principali richieste al Governo e Parlamento che oggi trova una conferma certamente positiva” dichiara Stella. “Ancor più significativa la sua estensione ai rapporti tra professionisti e pubblica amministrazione, sul quale abbiamo condotto una battaglia a tutto campo. Adesso si tratta di monitorare i passaggi successivi e, se possibile, migliorarlo negli aspetti tecnici”.

“Questa notte ha portato consiglio – scrive CoLAP – sanando finalmente l’unico vero squilibrio contrattuale nel mondo delle professioni ovvero il rapporto tra professionisti e la PA. Ringraziamo prima di tutto il Ministro della Funzione Pubblica per l’interesse dimostrato e per aver compreso l’urgenza di un intervento su questo aspetto e l’On.le Chiara Gribaudo che ci ha sempre ascoltato e creduto nella nostra proposta, senza la loro determinazione non ce l’avremmo fatta”.

L’On.le Gribaudo ha, infatti, dichiarato: “Un passo in avanti importante è stato fatto per tutti, dopo un lungo cammino iniziato ad agosto 2017 nel Partito Democratico, con l’appoggio di pochi. Una norma di principio che supera la vergognosa sentenza di Catanzaro, che dovrà essere applicata e interpretata al meglio. Certamente sono ottimista, affinché la norma sia migliorata, ma rimane il fatto che abbiamo affermato un principio sul quale oggi convergevano tutti, in primis il Colap, che ci ha sempre creduto”.

“Plaudiamo all’emendamento approvato e ci mettiamo subito al lavoro per migliorarlo in Aula al Senato o in seconda battuta alla Camera continuando il dialogo e confronto con i Deputati e Senatori che ci hanno sempre appoggiato in questa battaglia. Positiva, altresì, l’estensione dell’accesso ai Confidi ai professionisti associativi, potrebbe dare un buono slancio alla crescita delle professioni” conclude il Colap.

Soddisfazione arriva anche da Fondazione Inarcassa che ha dichiarato: “L’introduzione dell’equo compenso, soprattutto per le prestazioni di giovani ingegneri e architetti che vivono di libera professione, è determinante per evitare la guerra al ribasso dei prezzi delle prestazioni professionali e tutelare alcuni principi e beni costituzionalmente tutelati”.

Equo compenso: l’evoluzione della norma

La storia dell’equo compenso parte da lontano: accanto ai disegni di legge presentati per introdurre il principio di una giusta remunerazione per i professionisti, gli avvocati avevano presentato un emendamento al disegno di Legge di Bilancio 2018 che circoscriveva la misura ai soli avvocati.

L’emendamento, però, era stato stralciato dalla Legge di Bilancio perché non attinente così gli avvocati avevano presentato l’emendamento al Dl fiscale.

Nella notte, però, il provvedimento è stato esteso a tutte le professioni ed è stato approvato.

DL fisco: al senato, esame riprende domani Equo compenso allargato a tutti i professionisti Sì della commissione Bilancio al Senato all’emendamento che introduce l’equo compenso.

La misura è stata riscritta allargando il raggio di azione dai soli avvocati che svolgono prestazioni a vantaggio di banche, assicurazioni e imprese, a tutti i professionisti, anche a quelli non iscritti a un ordine.

Previsto nella nuova formulazione poi anche che la Pubblica amministrazione debba garantire il principio dell’equo compenso.

Il provvedimento su cui i senatori hanno votato il mandato al relatore è approdato stamattina in Aula a Palazzo Madama, dove i lavori conclusivi sono ripresi nel pomeriggio.

In serata l’Aula ha sospeso l’esame e riprenderà i lavori domani mattina con la replica del vice ministro dell’Economia, Enrico Morando.

È quindi attesa la presentazione da parte del Governo di un maxiemendamento interamente sostitutivo del testo del decreto legge approvato la notte scorsa dalla commissione Bilancio, sul quale verrà posta la questione di fiducia.

Il decreto scade il 15 dicembre e dovrà essere esaminato anche dalla Camera per l’approvazione definitiva.

Commissione Bilancio Camera: impegno a chiudere entro il 1° dicembre.

Intanto, in attesa del testo dopo l’ok del Senato, l’ufficio di presidenza della commissione Bilancio di Montecitorio ha preso all’unanimità l’impegno a chiudere l’esame del del decreto fiscale entro venerdì 1° dicembre e ha già stilato il calendario dei lavori.

Garantendo un passaggio rapido in commissione ci sarebbe così anche lo spazio per eventuali ulteriori modifiche al testo, anche se il relatore a Palazzo Madama, Silvio Lai (Pd), già ha annunciato che a Montecitorio il decreto non sarà toccato e che i deputati potranno invece lavorare in seconda lettura sulla manovra.

Non sarà possibile chiedere all’architetto prestazioni aggiuntive a titolo gratuito.

Oppure mettere a carico dell’avvocato le spese per la controversia.

O ancora fissare termini di pagamento per il commercialista superiori ai 60 giorni.

Sembra fatta per il cosiddetto equo compenso, principio che definisce legittima la parcella dei professionisti solo se «proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro svolto. La norma riguarda 4 milioni e mezzo di persone.

Chi fa parte di un ordine professionale, come gli avvocati, di un collegio, come i geometri, oppure è riunito in associazione, come gli infermieri.

E si applica non solo quando il rapporto di lavoro è con un’azienda privata ma anche quando il committente è la pubblica amministrazione.

Non è ancora legge ma dovrebbe diventarlo presto.

Si tratta di un emendamento approvato dalla commissione Bilancio del Senato al decreto fiscale, il provvedimento che anticipa la legge di Bilancio, la vecchia Finanziaria, e che ieri è arrivato nell’Aula di Palazzo Madama.

Già oggi il provvedimento dovrebbe essere approvato con la fiducia per poi passare alla Camera, dove però non ci dovrebbero essere modifiche visti i tempi stretti per la conversione. «È un impegno preso con i professionisti per sradicare un vero e proprio caporalato intellettuale», dice il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

L’iter è stato travagliato.

Nella prima versione del decreto, l’equo compenso riguardava solo gli avvocati. Poi era stato eliminato. Adesso ricompare per tutti. Incassando la «gratitudine» di Marina Calderone, presidente del Comitato unitario delle professioni.

Secondo Maurizio Del Conte, presidente dell’Anpal, l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, si tratta però di un «pasticcio» con diversi «problemi di attuazione».

Alcune regole andranno definite in un secondo momento.

E una buona fetta resterà derogabile in caso di accordo tra le parti, cioè tra il professionista e l’azienda o la pubblica amministrazione.

I rapporti di forza, quindi, conteranno ancora.

Nel frattempo è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto che definisce il debutto dal prossimo anno dei BES, gli indicatori di benessere equo e sostenibile, che nella misura dello stato di salute dell’Italia affiancheranno il PIL, il prodotto interno lordo. Tra le voci da tenere sotto occhio anche l’abusivismo e l’obesità.

 

Anche grazie alla sollecitazione della “Associazione Officina delle Idee di Potenza”, si rappresenta che l’emendamento n. 2115 è stato da poco RITIRATO in sede di discussione in Commissione Parlamentare al Senato.
L’emendamento prevedeva la possibilità di poter eseguire gli interventi nelle zone terremotate con l’uso facoltativo del DM parametri.
È stata una battaglia per la dignità ed il decoro della nostra professione, al di là di qualsiasi gruppo di appartenenza.
Grazie agli Onorevoli Serena Pellegrino ed Antonio Placido per la notizia in diretta.
Solo #coseconcrete

 

In commissione Bilancio del Senato nel corso dell’esame del decreto-legge “fiscale” n. 148/2017 (A.S. 2942), è stato presentato l’emendamento 2.115 (testo 2) secondo cui per gli interventi di ricostruzione nei comuni colpiti dal sisma l’utilizzo del DM corrispettivi è facoltativo.

Di seguito il testo:

2.115 (testo 2)
Dopo il comma 8, aggiungere il seguente:
«8-bis. Nei comuni colpiti dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, come individuati dall’articolo 1 del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 agosto 2012, n. 122, e dall’articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, per i soli interventi connessi alla ricostruzione, in presenza di accordi con gli ordini professionali e relative ordinanze commissariati, ai fini del calcolo delle prestazioni professionali le stazioni appaltanti possono prescindere dall’obbligo di assumere come criterio o base di riferimento quanto disposto dal decreto ministeriale 17 giugno 2016, recante approvazione delle tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni di progettazione adottato ai sensi dell’articolo 24, comma 8, del decreto legislativo n. 50 del 2016, fino al perdurare dello stato di emergenza».

I COMMENTI A CALDO:

Ing. GIOVANNI MOTTA – Potenza :

“Con l’emendamento approvato al Senato sull’#equocompenso chi vince sono i professionisti italiani, gli ordini professionali e l’intero mondo associativo e culturale che in queste settimane hanno cercato di sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica nazionale.
A proposito di politica: l’apprezzamento dell’associazione “Officina delle Idee” di Potenza a tutte quelle forze parlamentari che hanno inteso a fine legislatura ripiegarsi per una battaglia di diritto.
Non ci interessa capire la primogenitura; non ci interessa assegnare medaglie e premi.
In questa fase ci interessa capire per poi agire.
E al momento gli amici della Sinistra Italiana alla Camera dei Deputati – Serena Pellegrino​ ed Antonio Placido (lucano di Rionero in Vulture) – si sono dimostrati tali: ci hanno accolto, ci hanno fatto capire ed hanno sostenuto le nostre istanze.
Da parte nostra il ringraziamento più sentito.
Ora però non basta.
È necessario continuare perché l’approvazione al Senato passi anche alla Camera dei Deputati.
E allora l’unico appuntamento in calendario nei prossimi giorni è il #30novembreprofessionistiaroma al Teatro Brancaccio.
Ci permettiamo di rivolgere un “appello” a tutti gli schieramenti  politici e agli ordini professionali nel confermare la data del 30 novembre 2017, affinché si possa definitivamente plaudire alla definizione dell’Inter con APPROVAZIONE anche presso la Camera dei Deputati, non ci si lasci prendere dalla contentezza immediata e continuiamo a sensibilizzare e mobilitare le coscienze.
La nostra associazione sarà vicino a tutti coloro che vorranno sostenere la nostra dignitosa battaglia di civiltà.”

30 novembre 2017 tutti a ROMA

 

Roma 15/16 novembre 2017

Domenico Leccese

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