VALERIO NATI, UN CAMPIONE INNAMORATO DELLA LUCANIA

Gli anni 70 furono un periodo d’oro per la boxe italiana, i mondiali di Udella, Arcari, Mattioli,  Bossi, il guerriero Vito Antuofermo,  in campo europeo il Belpaese dominava  in ogni categoria, dai mosca fino al trono dei massimi con Zanon. Poi gli anni 80 furono una brusca battuta, Minter toglie il mondiale ad Antuofermo, a parte l’avventura olimpica di Patrizio Oliva, la boxe ebbe una brusca caduta.

Tanti ottimi pugili ma nessun titolo, finchè arrivò un  giovane peso gallo dal pugno pesante e dalla ottima scherma. Valerio Nati conquistò l’europeo  tra la sorpresa generale battendo Juan Francisco Rodriguez il 3 dicembre 1980 e rimase l’unico campione europeo italiano per oltre un anno. Valerio Nati poi riconquistò un altro titolo europeo, quello dei piuma battendo Marc Amand per kot alla 2 ripresa il 13 marzo del 1987 e poi coronò il sogno mondiale con il titolo Wbo dei supergallo il 9 dicembre 1989 contro Kenny Mitchell. Ora è un apprezzato maestro adorato dai suoi allievi. Tecnico Nazionale della Federazione Pugilistica Italiana e Tecnico AIBA 3 stelle, Nati ha la capacità di trasmettere calore e feeling negli allenamenti, uno dei rari campioni che quando insegna dimentica di essere stato una stella del ring e si trasforma in uno scultore che modella gli allievi, infondendo la sua esperienza con l’amabilità del fratello maggiore. Il classico gentlman, a vederlo non sembrerebbe quella macchinetta di pugni che dominò i ring europeo con il ko facile, sempre sorridente, maniere gentili, il suo credo è “la catena cinetica” una metodologia che insegna in tutta Italia. Ma il maestro Nati ha un rapporto speciale con la Basilicata e con la Boxe Potenza del maestro Giuseppe Gruosso, almeno una volta l’anno scende per allenare i giovani pugili. Ricordando la sua carriera, ci scherzo anche; aveva difficoltà a fare il peso gallo e per anni era costretto a una dieta ferrea, che appannò i suoi risultati. «Quando scendo in Basilicata- scherza Nati – ritorno sempre con due chili in più a Forlì. Si mangia troppo bene».

i maestri Monaco, Gruosso e Nati

L’occasione è stato uno stage con i giovani pugili della Boxe Potenza assieme ai kickboxer dell’ Accademia delle Arti Marziali e degli Sport da Combattimento, allievi del maestro Massimiliano Monaco. Un gemellaggio sportivo tra discipline diverse, seppur affini, che a Potenza dura da anni, con reciproci scambi e manifestazioni comuni. Merito della passione per lo sport di due trainer come Gruosso e Monaco. Nati lo conosco pugilisticamente da tempo, ci scherza anche in pubblico sostenendo che il sottoscritto conosce la sua carriera meglio di lui stesso. E’ stata anche l’occasione per una breve intervista sul pugilato,  prima di iniziare lo stage, nel quale ho avuto il piacere di presentare la sua storia sul ring e da allenatore ai giovani atleti. Ci scherzo … Valerio, ma ricordi che sei stato un grande campione «Beh sono passati tanti anni, ma lo ricordo. A pensare che sono stato un anno l’unico italiano con un titolo, prima che arrivassero Melluzzo e Gibilisco».

Eri un pugile dal pugno pesante e dalla ottima scherma «Sai credo che riuscivo a colpire molto forte perché avevo tecnica, per questo ora punto molto dai fondamentali quando insegno, specialmente con la catena cinetica».

Non sempre un campione o grande pugile diventa un ottimo allenatore, tu ci sei riuscito «Sai il campione spesso è troppo egoista, pensa troppo alla sua carriera, al suo io. L’allenatore invece deve pensare alla crescita ed alla carriera degli allievi. Sai, forse perché anche da pugile ero un generoso, mi sacrificavo per gli altri e questo mi aiutato nell’attività di insegnante».

Che differenza c’era tra la boxe dei tuoi tempi e quella attuale? Ormai in Italia è in declino, è peggiorato il livello tecnico?

«Negli anni che combattevo, anni 80 e 90 era pieno di campioni e fenomeni, anche in Italia vi su un crescendo di titoli europei e mondiali. La boxe ormai è poco seguita, mancano le televisioni come a quei tempi, la stampa ci segue raramente. Sono cambiati i tempi. Purtroppo».

Ma la qualità degli attuali pugili? «La società è cambiata, diciamo che ora c’è meno voglia di sacrificio, elemento essenziale per combattere. Ai nostri giovani manca questo, spesso ai primi pugni mollano. Sai il mio motto era “meglio morire che vergognarsi»
. Ride .. e aggiunge «ma comunque la tecnica, è aumentata anche la velocità. Manca l’approccio agonistico, diciamo questo »

Ormai qui in Basilicata sei di casa «Tanti amici e ci scendo sempre volentieri. Forse mangio troppo.. Ride… Mi portano sempre in giro a mangiare questo o mangiare quello.. Sembra un rito:  Valerio magia questo, mangia quello. Tutto genuino, come sono genuini i lucani. Mi trovo benissimo».

Da ricordare che tra gli atleti partecipanti allo stage c’era il giovanissimo Samuele Colucci, allenato da Massimiliano Monaco, che la settimana scorsa a Massa Carrara ha vinto  il Mondiale Unificato WTKA – WKA nella specialità ligh kick boxing juniores , categoria 74  kg.