EMILIANO LO SILURA, IL SAN CARLO LO RIABBRACCIA

POTENZA. Antonio Pedota per l’ospedale San Carlo non è più un ex. A giugno scorso è stato rinviato a giudizio, con altri cinque, dal gup di Potenza, il dottor Amerigo Palma, per il reato di turbativa d’asta emerso, per gli inquirenti, a seguito dell’inchiesta del 2015 della Direzione distrettuale antimafia della Procura del capoluogo sulla gestione di alcuni appalti all’ospedale del capoluogo lucano San Carlo. All’epoca Pedota ricopriva la carica di direttore amministrativo del nosocomio potentino. A seguito delle indagini venne inviato a Foggia. Dove per circa due anni e mezzo ha ricoperto la caricadi direttore generale degli Ospedali Riuniti di Foggia. Successivamente al rinvio a giudizio, il governatore Emiliano, fu lapidario: «Purtroppo i rinvii a giudizio sono pietre». Facendo con ciò presagire una sua sostituzione. La quale di fatto è avvenuta. Neanche dieci giorni fa il passaggio di consegne a beneficio di Vitangelo Dattoli. Il mandato di Pedota si è concluso così molto tempo prima dei 5 anni previsti dal contratto. Il manager, però, non ha incontrato molte difficoltà a ricollocarsi. Proprio venerdì scorso, l’Asp di Basilicata ha dato il suo assenso alla richiesta pervenuta dall’attuale Dg del San Carlo, Rocco Maglietta. Il quale ne ha chiesto il comando presso l’ospedale potentino perchè ha individuato in Pedota l’uomo adatto a ricoprire «una funzione di fondamentale responsabilità del complesso delle attività tecnico amministrative e di controllo, anche a valenza strategica, dei presidi ormai aggregati a questa azienda». L’incarico sarà per 12 mesi.Un ritorno dolce amaro per Antonio Pedota a Potenza. Professionalmente è stato premiato. Rifarà, però, il suo ingresso in ufficio da imputato. Non solo. Il capitolo della vicenda giudiziaria proprio domani scriverà il suo incipit. Presso il Tribunale di Potenza, infatti, è prevista la prima udienza del processo in cui Pedota è tra gli imputatui con Patrizia Vinci, in qualità di dirigente del provveditorato economato, l’imprenditore Giovanni Tancredi, Giampiero Maruggi,ex direttore generale del San Carlo, Bruno Mandarino e Patrizia Chierichini. Questi entrambi ex direttori sanitari della struttura potentina. Il processo verterà sulle estensioni, per l’accusa illecite, di quasi tre milioni di euro, di un appalto di circa 28 milioni di euro complessivi. L’affidamento di ulteriori servizi, rispetto alla gara principale, secondo gli investigatori, è avvenuta senza gara e senza i presupposti di complementarietà e analogia, per assicurare all’impresa Kuadra «una sorta di monopolio nell’esecuzione dei servizi ospedalieri».In più l’accusa contesta che le estensioni di appalto sono illegittime per una serie di motivi. Tra cui quello che i nuovi servizi affidati alla Kuadra non erano in continuità con l’appalto principale, che riguardava pulizie e trasporto. Affidamento, con le modalità citate, forzato perchè, per esempio, è uno degli elementi principali dell’impianto accusatorio, trasportare pazienti da un reparto ad un altro dell’Ospedale non è alla stregua del trasporto dei vestiti della lavanderia.