INTERVISTA SCOMODA alla CRIMINOLOGA URSULA FRANCO.

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Secondo la criminologa dei fratelli Ciocan la Procura di Benevento è decisa a commettere un errore giudiziario e non ha alcuna intenzione di risolvere il caso Ungureanu.

Maria Ungureanu ha perso la vita il 19 giugno 2016 in una piscina di San Salvatore Telesino, la difesa dei fratelli Ciocan, avvocato Salvatore Verrillo e Giuseppe Maturo non ha dubbi, i loro assistiti sono estranei ai fatti.

La criminologa che collabora con loro, la dottoressa Ursula Franco è sicura che si sia trattato di una morte accidentale e che Maria fosse in compagnia di un’amica al momento dell’incidente.

Vediamo cosa ci ha dichiarato la criminologa Ursula Franco poco prima della discussione degli avvocati del ricorso in Cassazione presentato dalla Procura dopo il terzo rigetto: “Venerdì 27 ottobre 2017 si consumerà in Cassazione un altro episodio della inaccettabile saga “in morte di Maria Ungureanu”; la Procura giocherà un’ulteriore carta per tentare di commettere un lapalissiano errore giudiziario.

Nonostante tre rigetti e le accuse di razzismo mosse al pubblico ministero Maria Scamarcio dai Giudici del Tribunale del Riesame di Napoli, la Scamarcio non rivede le sue posizioni.

Per nostra fortuna i fatti non si possono cambiare a posteriori e non c’è nulla agli atti che possa far pensare ad un coinvolgimento dei Ciocan nella morte della bambina mentre emerge con forza dalle indagini la più semplice soluzione del caso, una verità che la Procura non vuol vedere perché non vuole ammettere di aver preso lucciole per lanterne.

La verità “senza se e senza ma” su questo triste caso giudiziario è questa: la responsabilità in ordine alle violenze che la piccola Maria Ungureanu subiva è del padre, il signor Marius Ungureanu, mentre è coinvolta nella sua morte una sua amica di qualche anno più grande la quale si trovava con lei quella sera e omise di soccorrerla per paura di ripercussioni.

Voglio aggiungere che il fatto che la Procura abbia pubblicizzato di aver coinvolto un nuovo medico legale con l’incarico di riesaminare gli esiti dell’autopsia eseguita per la Procura stessa da due medici legali di fama è un fatto che fa venire i brividi, non aggiungo altro”.

Domenico Leccese 

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